Verso una CoScienza delle Cure Integrate (3)

Globalità dei Linguaggi e PsicoNeuroEndocrinoImmunologia per la qualità della vita e l’integrazione sociale

Sei vuoi genuinamente sforzarti di essere un buon terapeuta, devi sistematicamente coniugare (sia nella tua prospettiva teorica che nel fare operativo) il cuore con la competenza: senza il cuore sei cieco, sei sordo, senza la competenza sei impotente. Senza cuore non vedi, non senti, le potenzialità, le tensioni, gli urgenti bisogni esistenziali, della persona o del gruppo di persone di cui ti stai prendendo cura o per finalità terapeutiche/riabilitative o per finalità educativo-formative. Senza competenza non riesci ad essere effettivamente e pienamente efficace nel tuo intervento terapeutico, riabilitativo, educativo, formativo, animativo.

Sulla base di questo postulato della CoScienza delle Cure Integrate sarà pubblicata una serie di articoli sugli aspetti sia teorici che di pratica operativa fattuale concernenti uno stretto possibile connubio tra due discipline ad oggi purtroppo poco comunicanti fra loro, ma che hanno sicuramente in comune la generale finalità di fondo di promuovere e diffondere buone pratiche per il benessere e la qualità della vita di tutti gli esseri umani: la Globalità dei Linguaggi (GdL) e la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI).

Vedremo, per esempio, come la costante attività fisica e pratica sportiva svolte dalle persone con disturbi del neurosviluppo (ma il discorso lo possiamo agevolmente ampliare a tutte le persone con disabilità più o meno gravi) sia una concreta e praticabile opportunità per il miglioramento generale della qualità della vita, del benessere e dell’integrazione sociale, di queste stesse persone. E vedremo come due impostazioni teorico-operative (la GdL e la PNEI), apparentemente tra sé distanti fra loro, siano, invece, entrambe preziose per poter approntare efficaci percorsi di cura (sociale, sanitaria, educativa) e integrazione sociopsicofisica, dedicati sia a persone con disabilità, sia alle persone in generale.

Insomma, si vuole esporre non solo una visione esclusivamente teorico-concettuale: difatti, racconteremo anche come tale impostazione è stata tradotta in concrete prassi operative, che sono state attuate o che sono ancora in corso con il concreto sostegno/finanziamento di Istituzioni Europee ed Enti Nazionali e/o Locali; saranno descritte, quindi, concrete esperienze, esempi applicativi di interventi di cura e integrazione coerenti sia con la disciplina della GdL, sia con la prospettiva della PNEI.

Il piano espositivo della serie di articoli sarà il seguente: qui di seguito, esponiamo la definizione generale di “MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi” (MATinGdL), le finalità, mentre in un successivo articolo esporremo il suo paradigma (elaborato da Gino Stefani e Stefania Guerra Lisi) costituito dai valori, dai principi, dalle teorie e pratiche operative, gli ambiti di intervento. Nell’articolo ancora successivo riporteremo una generale descrizione delle principali caratteristiche della PNEI. Poi, ancora, in tre ulteriori altri articoli esporremo in ciascuno di essi una singola progettualità che o è stata già finanziata e sostenuta e quindi già terminata, o è ancora in corso. Termineremo questa prima serie di articoli con un articolo conclusivo che da un lato esporrà come intendiamo sviluppare le strette interconnessioni fra GdL e PNEI, mentre dall’altro lato con esso si traccerà uno sguardo d’insieme in tema di cure sociali in senso ampio (riabilitative, pedagogiche, terapeutiche, sanitarie, formative), con la descrizione di cosa sta evolvendo a seguito degli interventi descritti nei paragrafi precedenti e la proposta di ulteriori percorsi di ricercazione tramite la GdL e la PNEI proprio secondo una prospettiva ed un’operatività tutte improntate ad una CoScienza delle Cure Integrate.

*******

MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi: Paradigma, finalità e Ambiti di Intervento (I)

Claude Bernard, fisiologo da molti considerato il fondatore della medicina sperimentale, ha sostenuto che “le idee preconcette sono necessarie e indispensabili: non si costruisce niente senza di esse, bisogna saperle soltanto abbandonare quando non hanno più ragione di essere.” Una delle idee preconcette che tutt’oggi permea non solo la medicina occidentale, ma anche le pratiche mediche e riabilitative complementari aventi come ambito di operatività un singolo canale comunicativo-espressivo, è la prospettiva riduzionistica.

Il paradigma riduzionistico ha permeato, ed influenza ancor oggi, anche il paesaggio delle cosiddette medicine complementari e di quei percorsi terapeutici tutti centrati su un unico canale comunicativo-espressivo adoperato dagli esseri umani nella loro interrelazione con il mondo circostante, creando così una miriade di universi di senso e di pratiche terapeutiche solitamente poco comunicanti fra loro: danza-terapia (nei suoi variegati percorsi, come per es. tango-terapia), teatro-terapia, cromo-terapia, ‘green care natural environment’ (es.: pet-therapy, ippo-terapia, garden-therapy, agricoltura sociale, ecoterapia, …), arte-terapia, bio-energetica, clown-therapy, per non dire poi tutta la tradizione medica e di cura presenti nelle culture non occidentali (per es. Cina, India, Medio Oriente)

Ma non solo ciò! Anche all’interno di questi specifici percorsi si diramano poi tante viuzze e sentieri, spesso poco comunicanti fra loro. In un precedente articolo (clicca qui: https://www.cantolibre.it/musicarterapia-e-globalita-dei-linguaggi/ ) abbiamo elencato una parte dello scenario presente in un solo indirizzo di pratica terapeutica: la MusicoTerapia (MT). Uno scenario estremamente variegato, a tratti variopinto.

Vi è stato, invece, chi fin dall’inizio della sua ricercazione ha respinto questo approccio riduzionista: la ricercatrice e pedagogista (soprattutto nell’area della psicologia e della pedagogia dell’handicap) Stefania Guerra Lisi (in seguito coadiuvata dal semiologo della musica Gino Stefani), a partire dalla propria personale esperienza di vita (è mamma di una persona con gravi handicap psichici), ha dovuto e voluto partire da un approccio rivoluzionario, nel senso etimologico del termine: non partire dalle singole specifiche tecniche e discipline terapeutiche, ma dal destinatario stesso del nostro sguardo e pratica di attenzione e cura, cioè l’essere umano (inteso come unico irripetibile network psicofisico) con tutto il suo portato esistenziale, i suoi peculiari e preferenziali canali e stili comunicativo-espressivi, il suo peculiare placet, il suo peculiare accomodarsi nel mondo, la sua specifica condizione socio-psico-fisica. Nel corso degli ultimi 50 anni di ricercazione Stefania Guerra Lisi ha intrapreso, pertanto, l’elaborazione di una disciplina peculiare del tutto innovativa, denominata Globalità dei Linguaggi, la cui matrice interdisciplinare diventa preziosa caratteristica per un efficace intervento di cura e sviluppo dei potenziali umani, soprattutto in favore di quelle persone a cui troppo spesso non si riconosce neanche il diritto ad ‘accomodarsi’ nel mondo e a sviluppare i loro stessi potenziali.

La Globalità dei Linguaggi (GdL) è una disciplina concernente la comunicazione, l’espressione e la significazione, prodotte dagli esseri umani con tutti i linguaggi (verbali e non verbali) nella loro interrelazione con il mondo antropico e naturale nel quale sono immersi.

Da questa sintetica e generale definizione, esplicitiamo subito 4 precisazioni:

1) intendiamo il termine ‘linguaggi’ come ‘canali comunicativo-espressivi’, per cui ci riferiamo globalmente al canale verbale scritto e/o parlato, al canale sonoro, al canale gestuale-posturale, canale visivo, canale grafico e cromatico, canale materico, e così via, considerati nella loro globalità comunicativo-espressiva, perché il soggetto che li esprime è un’unità sociopsicofisica che trova nel corpo senziente la matrice dei segni tracciati nello spazio e nel tempo;

2) l’aggettivo ‘antropico’ significa prodotto dagli esseri umani nella loro dimensione globale, cioè sociale, culturale, economico-politica, mentre il termine ‘naturale’ si riferisce al mondo della Natura, al Cosmo;

3) con l’espressione ‘esseri umani’, ci stiamo riferendo a tutti gli esseri umani, a prescindere dalle loro specifiche condizioni sociopsicofisiche (età, sesso, cultura, fase della loro vita, specifiche condizioni psicofisiche o presenza di più o meno gravi disabilità);

4) ogni essere umano è produttore/ricettore spontaneo di senso o di ricerca di senso, che comunica/esprime rivolgendosi all’altro da sé in modo più o meno consapevole.

Qual è la finalità generale della GdL? La GdL ha la generale finalità di sviluppare il benessere e i potenziali umani della persona o del gruppo di persone di cui ci prendiamo cura, partendo dai molteplici canali e stili comunicativo-espressivi che ogni persona mette in gioco nella sua relazione con il mondo; nello specifico, la GdL può avere finalità educative, pedagogiche, terapeutiche, riabilitative, formative, animative, di ricerca. In realtà, però, teniamo presente che ciascuna di queste finalità è più o meno presente, più o meno preponderante, in riferimento allo specifico contesto operativo nel quale andiamo ad agire/interagire. In effetti, possiamo ritrovare un intervento specializzato in GdL in un contesto scolastico, sociale, sanitario, riabilitativo, formativo, di ricerca.

Pertanto, quando usiamo il termine Linguaggi (attenzione! Al plurale non al singolare!) non ci riferiamo alle lingue parlate nel mondo, ma ci riferiamo ai canali comunicativo-espressivi; questi canali comunicativo-espressivi sono messi in gioco da ciascun essere umano nella sua relazione con il mondo naturale ed antropico. Perciò, ricordiamo che noi tutti abbiamo molteplici canali comunicativo-espressivi, molti e diversi linguaggi, attraverso i quali produciamo molteplici tipi di tracce: canale comunicativo-espressivo sonoro-musicale (traccia sonora), canale comunicativo-espressivo grafico (traccia grafica), canale comunicativo-espressivo cromatico (traccia cromatica), canale comunicativo-espressivo posturale (movimenti del corpo, gesti, posture), canale comunicativo-espressivo coreutico (traccia coreutica), canale comunicativo-espressivo materico (cioè delle materie, quindi trasformazione e modellizzazione delle materie, le più varie: gesso, carta, creta, sabbia, marmo, schiuma, argilla, plastiche, argento, metalli preziosi e non, oggetti d’uso quotidiano e così via). Questi canali, questi linguaggi, sono usati dagli esseri umani nella loro (inter)relazione con il mondo naturale ed antropico, per comunicare ed esprimere loro o altrui stati emotivi, dati informativi, desideri.

Noi possiamo indicare questa sintesi, questa apertura a tutte le possibilità comunicative, espressive e di significazione, di ogni essere umano, anche con un altro neologismo, sempre formulato da Stefania Guerra Lisi già nel 1981: MusicArTerapia (MAT).

Solo che a questo punto urge specificare cosa intendiamo con il termine ‘terapia’. Il termine ‘terapia’ va qui inteso non tanto e non solo una pratica tesa alla guarigione da una condizione patologica acuta o cronica oppure da un grave disagio sociale, psichico e/o fisico, ma piuttosto noi intendiamo per ‘terapia’ quelle pratiche tese alla cura della persona ai fini dello sviluppo dei suoi potenziali umani e del suo benessere globale, nonostante le sue specifiche condizioni sociopsicofisiche, così come più volte suggerito dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (“from cure to care”).

Con la GdL ci prendiamo cura dell’essere umano nella sua totalità esistenziale, nelle varie fasi e vicissitudini del suo percorso esistenziale: quindi, dal concepimento e periodo fetale, passando per i periodi prenatale, perinatale e postnatale, infantile e adolescenziale, di giovane adulto, adulto nella fase più matura, anziano, fino alle fasi estreme di approssimazione alla morte (coma, malattie terminali, patologie croniche legate alla senilità).

 

Per chi voglia approfondire la ultraquarantennale e ampia bibliografia di Stefania Guerra Lisi, vi invitiamo a cliccare qui: http://www.centrogdl.org/pubblicazioni.html oppure consulti il canale YouTube di “Stefania Guerra Lisi UPMAT GdL”: https://www.youtube.com/channel/UC4fRWB2skoiTh4FpZ_nei2A

 

TAG: Globalità dei Linguaggi, GdL, Stefania Guerra Lisi, Gino Stefani, MusicArTerapia, PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, PNEI, integrazione, benessere, cura, qualità della vita, CoScienza, Cure Integrate, scienza dell’uomo, scienza per l’essere umano, Musicoterapia.

No commento

Lascia risposta

*

*