Ricordando Licola… “nudi si, ma contro la DC!”

Sono passati 40 anni da quella manifestazione organizzata dagli "alternativi" degli anni 70. Oggi un festival così andrebbe ancora bene...

licolafestivalQualche sera fa ho ascoltato con interesse un discorso tra due antichi amici che come spesso avviene nelle loro “rimpatriate” si raccontano e, spesso a ripetizione, le loro storie d’infanzia o adolescenza, cercando poi inutilmente dei termini di paragone tra la loro generazione, e quella attuale, ovviamente è loro opinione che hanno fatto tanto e bene e che oggi i tempi sono cambiati… non aggiungo altro…

Quaranta anni or sono, una sera un amico comunica con enfasi : dobbiamo andare a Licola!!!
In genere ci andavamo al mare, erano i nostri Caraibi e ci facevamo da piccoli tutta l’estate; allora le vacanze duravano tre mesi, da giugno al primo di ottobre,una vita…addirittura c’era un vicino di casa, un professore, che faceva venire un camion per caricare i mobili che si portava in vacanza…un vero e proprio trasloco

licolaAll’epoca non si facevano tante domande, dovevamo andare a Licola e il motivo ci interessava relativamente, si dormiva fuori casa in tenda, per molti era la prima volta,non eravamo attrezzati e non avevamo soldi…comincio’ la fase organizzativa (fantozziana…)tenda arancione con fiori verdi stampati,strappata in vari punti e picchetti zincati nuovissimi presi in “prestito” in un grande magazzino, sacchi a pelo,molto usati,forniti  più o meno consapevolmente da amici di amici, provviste zero e pochi spiccioli in tasca…ma tanta allegria.

Giovedi 18 settembre 1975 breve saluto a casa, con laconiche spiegazioni su cosa andavamo a fare, come se fosse una gita scolastica…non era cosi’ ed iniziammo a capirlo quando prendemmo la “cumana” un trenino locale che ci portava a Licola.
Viaggio senza biglietto (non era una novita’) ma…zero controllori e pochi impauriti passeggeri “normali”…il treno era affollato da capelloni che parlavano con accento straniero; sardo,milanese,siciliano, tutti più grandi di noi che avevamo 16/17 anni ma comunque tutti nostri”simili” mai ne avevamo visti tanti tutti insieme!

Arrivati a destinazione capiamo che la cosa e’ grossa, schieramento massiccio di forze dell’ordine da una parte e servizio d’ ordine altrettanto massiccio dall’altra a presidiare l’ingresso del campo, come in un fortino, una specie di linea di frontiera.
Una volta entrati si respirava un’aria diversa, libertà allegria, solidarietà (oggi si direbbe condivisione); si dava un contributo per entrare e si pagavano i panini, ma chi non aveva soldi non veniva lasciato fuori e qualcosa da mangiare non gli veniva rifiutata.
licola copertinaErano presenti tutti gli schieramenti extraparlamentari e vari movimenti più o meno rivoluzionari, i componenti giravano per il campo esibendo simboli e abbigliamento d’ordinanza; ma le migliaia di giovani presenti volevano essenzialmente stare insieme, divertirsi e ascoltare musica in una totale trasgressione, senza regole imposte da genitori, professori o chicchessia…

Non esistevano orari e non esisteva differenza tra il giorno e la notte, noi eravamo in cinque in una tenda per tre e faceva anche comodo avere tempi diversi visto l’andamento della prima notte che termino’ dopo un quarto d’ora di permanenza in tenda tutti e cinque insieme.
Uno di noi aveva portato incautamente una chitarra (nuova) e, visto che nel campo si condivideva ogni cosa, la chitarra inizio’ a girare di mano in mano e rientro’ alla base dopo una notte di ballate andando di tenda in tenda sempre sotto lo sguardo vigile del proprietario che imprudentemente l’aveva affidata in mani poco accorte…
OLYMPUS DIGITAL CAMERAVenne il Canzoniere del Lazio, scateno’ le masse che oscurarono il cielo quando le migliaia di presenti iniziarono a saltare e ballare in una spianata polverosa, usata all’epoca per il tiro al piattello.
Un giorno, di mattina, gli altoparlanti diffusero le note di “wish you were here” dei Pink Floyd che ancora non era in vendita nei negozi, ma in qualche modo era arrivato a Licola; qualcuno di quelli “impegnati” lo tolse subito perché politicamente non andava bene,  salvo poi metterlo di nuovo quando si scatenarono i sonori fischi di protesta per l’atto dissacratorio che era avvenuto.

Quelli politicizzati cospiravano, facevano qualche assemblea, approfittavano del microfono e dell’altoparlante per fare propaganda politica…con scarso successo…
Qualcuno fece il bagno a mare poco vestito (nudo) e al tentato intervento delle forze dell’ordine tutti si spogliarono al grido, rimasto nella storia, “nudi si,ma contro la dc” e i tutori dell’ordine si ritirarono senza colpo ferire. Naturalmente televisione e giornali diedero ampio risalto all’innocuo evento e in quel momento i genitori capirono dove erano andati i loro figli!

Padri e madri si presentarono in forze alla frontiera che fu prontamente rinforzata e contenne egregiamente l’assalto della generazione”nemica“, si perché tra figli e genitori era in atto una guerra generazionale senza precedenti.
In verita’ ci fu qualcuno che cadde, intimorito dalle minacce dei familiari o blandito da promesse di regali insperati (motorino o vacanze all’estero) ma le perdite venivano subito rimpiazzate da forze fresche che proprio grazie a televisione e giornali avevano compreso l’importanza dell’evento.
Venne Alan Sorrenti, poverino, imprudentemente arrivo’ a bordo di una Citroen GS nuova fiammante, il che apparve come un affronto per quella massa che viveva di aria, ideali e musica, fu messo in fuga in malo modo con lanci di oggetti vari.
Pino Masi invece da solo accese la piazza, tocco’ le corde giuste di quel pubblico ribelle intonando “e’ l’ora del fucile!”.

licola festival1Sono passati 40 anni ma, chi ci ha raccontato questa storia ricorda ancora in modo indelebile i fuochi accesi di notte sulla spiaggia e i bagni di massa in mare, le tarantelle e le marce notturne tra le migliaia di tende al suono di strumenti improvvisati, cantando e ballando finché non si crollava esausti al suolo.
La nostra piccola Woodstock

E’ un racconto che ascolto spesso, ogni volta condito di nuovi particolari, ma sempre affascinante, e spesso mi convinco che forse sarebbe il caso che tutto ripartisse da quell’esperienza fatta di gioia, ottimismo, e voglia di fare tanto e possibilmente tutto

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