Napoli: Visione, potature, manutenzione, e cura del verde

Testa, polmone e linfa vitale che attraversa come una rete tutta la nostra vita e struttura i nostri paesaggi .

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di: Francesco Escalona Architetto paesaggista

Su proposta di Green Italia, il vicesindaco Raffaele Del Giudice  ha convocato un Tavolo di discussione sul  tema “il verde a Napoli” aperto ai rappresentanti di tutte le principali Associazioni e organizzazioni che si occupano della materia.

Lo spunto è stato dato da una serie di ripetuti fatti negativi avvenuti nelle scorse settimane come lo scellerato e incomprensibile taglio del cedro del Libano nella piazza dell’ Orientale ad opera di giovani balordi che volevano “ realizzare un falò…” – sic – Le critiche alla manutenzione di parchi, giardini e viali, con  particolare riferimento alle ripetute, pesanti, potature, definite da alcuni cittadini “ selvagge”, realizzate dalle ditte vincitrici di bandi di gara per conto del Comune in molte piazze e strade di Napoli. Potature e pratiche manutentive, fortemente criticate dal punto di vista dell’opportunità, dei tempi, dei modi  e della tecnica anche da vari esperti della materia.

Green Italia ha perciò proposto l’insediamento di un apposito Tavolo cittadino, che possa diventare un Luogo di monitoraggio continuo dal basso, di riflessione e di lettura partecipata, sul tema de “la Cura del verde a Napoli.

capitozzatura_collageMa non solo…

La realtà è che, forse, non esiste ancora un’adeguata conclamata Visione del rapporto inscindibile che lega, sin dalla sua fondazione, la città di Napoli con la natura, col suo ambiente, col suo paesaggio urbano ed agricolo. Che chiaramente, non è il rapporto tra la città e il paesaggio inteso in chiave puro visibilista – cosa invece maggiormente dibattuta nei decenni – ma il ruolo che la Natura che circonda la città ha, e dovrà avere ancora di più, nella Napoli ormai metropolitana del nuovo secolo.

Mi riferisco, ad esempio, al ruolo delle campagne urbane che, a sorpresa, a detta di Antonio Di Gennaro, costituiscono un’ importante percentuale della produzione agricola regionale. Al ruolo delle essenze arboree, dei parchi e dei giardini, dei grandi viali frondosi e alberati, nel bilanciamento dell’inquinamento da ossido di carbonio e del riscaldamento climatico, assorbendo e trasformando ogni giorno parti importanti del CO2 e delle polveri sottili cittadine, rinfrescando  col proprio apparato fogliare ettari ed ettari di superfici asfaltate. Fornendo un’importante polmone di ossigeno a favore della popolazione della città.

Chiaramente, la cura di questi polmoni, di questi filamenti preziosi, di alberi secolari, di brani di archeologia naturale costituiti da preziose cultivar sopravvissute allo sviluppo della città, conservate nei suoi innumerevoli e imprevedibili interstizi e miracolosamente conservatesi, costituisce una rilevante voce del bilancio comunale come si deve ad una città che vuole sempre più aumentare i servizi ai cittadini, la sua vivibilità, la sua bellezza nella consapevolezza del ruolo che ricopre come capitale morale del mezzogiorno e grande città del mediterraneo.

capitozzatura_soleMa oggi, non è ancora così. Per questo l’opportuna e tempestiva chiamata a raccolta del mondo associativo che ci tiene, è quanto mai importante.

Ma quello che secondo me è ancor più prioritario, e che noi Green porteremo come nostro contributo primario all’incontro convocato dal Vicesindaco, è la formazione e la condivisione  di un’idea complessiva del verde urbano  nella città del terzo millennio.

Cioè che, per impostare la Strategia di manutenzione del verde urbano; gli strumenti per affinare metodi e tecniche, come regolamenti e manuali, convegni; il   coinvolgimento di Università, delle professioni, delle migliori  capacità tecniche, dei  centri di ricerca; della scelta dei migliori e dei più appassionati operatori e imprese, rinunciando alla filosofia dei massimi ribassi,  si parta da un ragionamento che veda la Napoli di Carlo III e di Ferdinando Fuga finalmente in un’ottica metropolitana, collegata cioè alla grande novità costituita dalla città metropolitana della baia Napoli.

All’ Idea, già proposta negli anni ’40 dello scorso secolo da Luigi Cosenza,  di una grande cintura verde che interconnetta tutto il sistema di parchi, di giardini, di viali, di aree rurali, di aree dismesse, di terzo paesaggio, della nascente città Metropolitana, letta come la Baia di Napoli e del sistema agrario degli antichi e preziosi Casali borbonici.

parcol_fotoA3La nascita e la cura di  una rete ecologica di interconnessione metropolitana che fornisca l‘habitat più adeguato alla vita di tutte le specie, tante – compresa la nostra – che convivono in questo territorio millenario.

È l’idea di un nuovo Patto, di una nuova  alleanza tra la città della sirena e le città della nuova metropoli perché si fondino, si serrino nella nuova metropoli  evitando però la saldatura in un continuum di cemento e ferro, attraverso il rafforzamento di una  rete ecologica unitaria che vada  dai Monti Lattari, ai Campi Flegrei attraversando ed innervando la città di Napoli e il suo golfo.

Insomma, noi pensiamo che anche il tema eminentemente tecnico della manutenzione del verde urbano, delle potature, o quello etico del danneggiamento delle piante o del taglio indiscriminato di essenze centenarie, passi per un re-innamoramento della città e dei suoi cittadini per il meraviglioso contesto ambientale dal quale la città nasce ed è inserita, un territorio intorno ad una baia costellata da tre vulcani attivi – contesto  che le conferisce vita, prodotti agricoli, ossigeno, paesaggio e bellezza.

È questa fusione inscindibile che costituisce il famoso paesaggio della Baia di Napoli, ritratto in mille immagini, paesaggio che apprezziamo che costituisce parte fondamentale della nostra cultura, che è ancora famoso in tutto il mondo.

Fermati questi capisaldi, ricostruita una visione conclamata,  allora sì che potremo discutere velocemente ed approfonditamente de la cura del verde.

potatura selvaggiaÈ da questa visione della nuova smart city del terzo millennio, che fa la pace con l’ambiente e la natura, che scaturirà un rinnovato amore e quel rinnovato approccio corretto e appassionato alla cura dei nostri giardini, dei nostri parchi, dei viali e del singolo albero o arbusto. Una adeguata organizzazione delle strutture operative. Del rapporto tra azione Pubblica e Privata.

Perché un albero è vita, ossigeno, casa per i nostri uccelli, per tutti gli organismi viventi, che spesso nelle nostre frenetiche corse non vediamo neanche più ma che costituiscono la nostra Casa, il Luogo dove si forma e cresce la nostra consapevolezza e quella dei nostri figli: di essere una fortunata comunità millenaria, di umani, animali e piante, raccolta intorno ad una Baia.
Per noi, la più bella del mondo

Francesco Escalona – Architetto Paesaggista – corresponsabile del Comitato Tecnico Scientifico di Green Italia Campania

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