La Cina moltiplica Milano per 100: ecco JING-JIN-JI

130 Milioni di abitanti, un’area di 132mila chilometri quadrati, che unirà la capitale BeiJing, al porto di TianJin, abbracciando l’intera regione dell’Hebei soprannominata “Ji”

È bene ripensare a questi numeri rendendoli più concreti grazie a dei termini di paragone, per poter essere sicuri di assorbirli sul serio: stiamo parlando di un’area che avrà una popolazione pari alla somma di quelle di Francia e Gran Bretagna, oltre il 40% di quella degli Stati Uniti, se vi piace, 25 volte quella di Londra in alternativa.

jing-jin-ji1L’investimento richiesto per portare a termine l’ambizioso piano entro il 2020 è stimato in 6.000 Miliardi di Euro – 4 volte il PIL Italiano nel 2014 –che verranno convogliati prevalentemente nella costruzione capillare di treni ad alta velocità che sostituiranno gradualmente la miriade di autobus che oggi collegano i quartieri dormitorio con i luoghi di lavoro nelle due megalopoli, e una ampia gamma di infrastrutture volte a tamponare le lamentele degli abitanti per la carenza di servizi scolastici, sanitari, e cosi come di strutture verdi e ricreative.

Il disegno più ampio di Pechino sembra avere due obiettivi principali. In primis, bilanciare la rapidissima crescita del sud – Chongqing, Shenzhen, Guangzhou/Hong Kong, e Shanghai con le sue città satellite – con una megaregione settentrionale che dia ulteriore vigore alle sinergie tra l’industria hihg-tech e culturale di BeiJing, e lo strapotere logistico delle infrastrutture portuali di TianJin.

In secondo luogo, abbattere le inefficienze protrattesi sino ad oggi nella gestione non coordinate delle due megalopoli e della regione dell’Hebei, sostituendo doppioni scadenti, con infrastrutture di livello più alto e che possano operare in modo più efficace ed efficiente.

imagesLa prova, qualora ve ne fosse bisogno, della determinazione nel portare il piano a compimento, è l’obiettivo sfidante di portare a termine il settimo anello di BeiJing – un raccordo anulare lungo poco meno di 1000 chilometri – entro la fine di quest’anno.

Ancora una volta la Cina ci proietta con disinvoltura disarmente in scenari fantascientifici di un futuro che credevamo lontanissimo, forzandoci ancora una volta a riflettere sulla definizione di progresso ed in qual modo noi europei potremo contribuirvi.

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