Il Sanders in salsa partenopea

San Valentino impegnativo per Aragno. Perché mi sono candidato, estromessi dall'informazione, il PD morirà liberista,sconcertato da de Magistris. Ruotolo scappa dal confronto

San Valentino impegnativo per il candidato di Potere al Popolo per il collegio senatoriale suppletivo di Napoli, conclusa presso la sede di Sinistra Anticapitalista nel centro storico.

Interviste con Televomero, Napoli today, Cronaca di Napoli, poi un incontro con possibili elettori in casa di un amico a San Carlo all’arena, una passeggiata dai Vergini fino al bosco, ove è andato presso un edificio occupato da famiglie indigenti. Per finire un incontro popolare presso la sede di Sinistra anticapitalista, dove per oltre un’ora ha spiegato ai numerosi presenti (una cinquantina circa) le ragioni della sua candidatura.

Il Bennie Sanders napoletano, molte cose in comune tra loro, I capelli bianchi, l’età che li separa di soli 4 anni, l’attenzione alle tematiche sociali e l’ostilità per una una politica fatta solo di mercato e liberismo, l’abbattimento di muri e il ripudio alla guerra.

Per iniziare il nostro collaboratore Umberto Oreste, membro della segreteria ha presentato ai partecipanti Aragno, assicurando anche il suo sostegno personale, politico e di partito.

Aragno ha esordito con un modo di dire – “è una commedia e se per me non ci fosse da piangere sarebbe tutta da ridere” – raccontando i passi della sua candidatura in Potere al popolo. “Io lottavo perché ci fosse una candidatura della Sinistra alternativa, ma ci siamo trovati soli; volevamo Dema, Rifondazione e il PCI; dal Sindaco ho avuto inizialmente un assenso e gli ho chiesto di occuparsi della cosa personalmente. In realtà all’incontro tra Potere al Popolo e demA il Sindaco non c’era e della cosa si è occupato il segretario di demA, Panini, con il quale non c’è mai stato un accordo e persistono motivi di dissenso che risalgono agli anni lontani della mia militanza nella CGIL.

La trattativa è naturalmente fallita e ci è stato comunicato che demA aveva scelto come sua candidata l’assessora Palmieri. Di ora in ora poi sono sopraggiunte notizie nuove e sconcertanti: la Palmieri sostituita da Sandro Ruotolo, appoggiato però non solo da demA, ma dal PD, da Renzi e da Leu”. Io, che tengo molto alla coerenza mi sono chiesto e ancora mi chiedo come si faccia a stringere accordi con il PD, e Renzi, dopo che si è alzata la bandiera di Napoli “città derenzizzata” e si è considerato il PD il vero nemico dell’Amministrazione.

La discussione è poi continuata e sono venute fuori le tematiche esposte da Sinistra Anticapitalista, prima tra tutte quella di “Napoli città di pace”, che sottoscrive un impegno con il Governo Renzi per creare a Napoli una scuola di guerra.

Con rammarico, anche perché ho partecipato alla creazione di DEMA; ricoprendo anche incarichi politici, Aragno ha affermato che ha lasciato demA quando ha capito che per la sinistra non c’era più spazio, e che le sue classiche tematiche, il lavoro, la scuola, l’abitare, erano viste in una logica sempre più vicina a quella di dell’Europa liberista, responsabile della tragedia della Grecia, dove la mortalità infantile è più alta di quella registrata nei Paesi dell’Africa.

Per quanto critico e lontano dal movimento del Sindaco, Aragno ha affermato che non avrebbe mai immaginato la svolta repentina che ha condotto alla candidatura di Ruotolo sostenuta assieme alle forze che costituiscono ormai una destra pericolosa quanto e forse più di quella di quella berlusconiana.

Aragno si è poi detto fortemente dispiaciuto per un messaggio del Sindaco, che ha trovato sconcertante, irriconoscente, gratuitamente offensivo e privo del rispetto che si deve a una persona anziana con i capelli bianchi. “Io l’ho conservato dentro di me, non l’ho fatto leggere a nessuno ho provato dispiacere misto a dolore, perché una cosa così meschina non l’aspettavo da un uomo al quale ho dato molto senza chiedere nulla”.

Dagli interventi dei presenti è emerso un giudizio profondamente negativo nei confronti di governi che fanno fatica a distinguersi tra loro e praticano le stesse politiche micidiali per le classi più povere e disagiate. Per quanto riguarda le scelte elettorali di demA, il giudizio dei presenti è stato fortemente negativo. Inaccettabile è sembrato l’accorso con un partito che governa con i Cinque Stelle e non ha fatto finora registrare cambiamenti concreti rispetto a quello precedente, costituito dalla Lega e dai Cinque Stelle.

Unanime la condanna per il rinnovo avvenuto due giorni fa dei vergognosi accordi firmati da Minniti con la Libia. Accordi che fanno a pugni con lo sbandierato intento di dare alla coalizione che sostiene Ruotolo il valore di un baluardo dell’antifascismo contro l’inesistente pericolo fascista costituito da Salvini, nella gestione del problema immigrati, Minniti si comporta di fatto come Salvini, anche se nasconde abilmente la ferocia della sua politica, che l’ONU ha definito disumana.

Minniti e Salvini sono due volti di un identico problema: il liberismo più sfrenato, con tutto quanto esso comporta in tema di razzismo e ingiustizia sociale. Sul PD il giudizio è stato netto e sanz’appello: è nato liberista e morirà di liberismo e mercato. In quanto ai cambiamenti sbandierati da Zingaretti qui in Campania non se ne vede l’ombra all’interno del partito. Infatti, non c’è alcun dibattito ideologico, semmai è una guerra per bande, che non modifica una politica di difesa degli interessi delle banche e delle regole del mercato, che impoverisce oltre il lecito la cittadinanza. Come si faccia a stringere accordi con un simile partito rimane un mistero.

Tra gli intervenuti qualcuno si è chiesto perché il centro sinistra non faccia pagare le tasse al Vaticano, qualche altro ha affermato che nulla di quanto caratterizza il PD ha a che fare con la parola sinistra. Concludendo, Aragno ha affermato se gli avessero chiesto di rappresentare un’armata simile, avrebbe rifiutato. “La svolta a cui abbiamo assistito” – ha detto – “rientra a pieno titolo nella tradizione del trasformismo che da Depretis a oggi avvelena la nostra vita politica”. In quanto alla difesa della democrazia oggi si è avuto una dimostrazione chiara di quello che intendono le forze che sostengono Ruotolo. Il candidato del PD, di demA e di Renzi , che si rifiuta a ogni confronto con i suoi avversari, ha avuto su Repubblica TV oltre trenta minuti a disposizione per fare propaganda e vendere fumo senza contraddittorio. Ai suoi avversari sono stati assicurati tempi stretti per un confronto che non vedrà la presenza di Ruotolo. Insieme i quattro candidati discriminati hanno firmato una vibrata protesta rifiutandosi di partecipare alla trasmissione programmata da Repubblica, finché non sia ristabilito un minimo di equilibrio.

Mentre la democrazia è così calpestata dai suoi sedicenti difensori, molti dei residenti nei quartieri interessati non sanno nemmeno che si va a votare. I militanti di Potere al Popolo girano per i quartieri, si fanno in quattro, ma trovano spazio solo nelle televisioni private, molto più sensibili al tema della democrazia di quanto dimostrino di essere Ruotolo e le forze che lo sostengono.

Nonostante questo, ha affermato Aragno, “sono contento di stare con questi ragazzi che percorrono la strada delle lotte aperta tanti anni fa dalla mia generazione a da quelle che l’avevano preceduta. Donne e uomini leali e sinceri, che sono stato io a portare in Comune anni fa, quando il Sindaco era stato sospeso e aveva perso completamente la fiducia delle classi popolari. A me è piaciuto essere cerniera tra i movimenti e le Istituzioni. Non so se sarò eletto, ma qualora dovesse accadere io sarò sempre  contro questo governo, del quale non voterò mai le leggi inique e contrarie agli interessi della povera gente. Potrò farlo, perché diversamente da Ruotolo, non sarò sostenuto da Renzi e dal PD che del Governo sono parte integrante”. E’ per questa ragione che Ruotolo rifiuta il confronto, perché sa che la sua candidatura è un inganno che non reggerebbe alla prova di un confronto democratico. Se i voti che prenderò saranno la causa di una sconfitta di Ruotolo, sarò felice, avrò causato la fine di questo imbarazzante guazzabuglio.

 

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