Fiume Sarno: occorre applicare la legge regionale…

La storia e le vicissitudini del fiume che potrebbe irrigare e essere una risorsa per la provincia stabiese invece che un problema. occorre una visione opposta a quella attuale dell’acqua

Dopo 50 anni di silenzio, paradossalmente dopo il lookdown dovuto alla pandemia da Covid19 , la visione delle acque del Sarno tornate limpide come mai 3 generazioni di Sapiens  le avevano mai viste, ha fatto capire in maniera lampante che il suo inquinamento era risolvibile .

Bastava SEMPLICEMENTE smettere di inquinare .

E cosi quando, con l’inizio della cosiddetta  ‘’Fase2’’, le sue acque sono state immediatamente inquinate dalla ripresa delle attività industriali, l’indignazione popolare finalmente si e’ fatta sentire forte.

Costringendo in queste settimane le istituzioni a svolgere un inizio di quel ruolo di controllo che per 50 anni avevano omesso di fare.
Ma in effetti la storia del Sarno può essere definita il riassunto delle storie di inquinamento di gran parte dei bacini idrografici di questo Paese.

Ma per capirla bisogna i primis capire la storia di questo fiume e perché

’ si e’ ridotto cosi .

Pensate che per i Romani era adorato come una divinità fino al 79 avanti Cristo .
Nel Medioevo si ha notizia di numerosi mulini sulle sue sponde, era navigabile e usato per irrigare i campi ;
famose sono le Fusare, piccoli laghetti artificiali nati per favorire la coltivazione della canapa .Ma in effetti il Sarno e’ un fiume piccolo di soli 24 km di lunghezza.

Ma con un bacino idrografico che comprende 700 mila abitanti e 40 comuni. Con una pressione antropica potentissima.

Ha una bassissima pendenza di circa lo 0,1%, per cui tende naturalmente all’accumulo di detriti e quindi a conseguenti inondazioni, quando ci sono precipitazioni importanti.

Ha ben 5 sorgenti :

1)FOCE la più importante a Sarno.

2)SANTA MARINA a Nocera

poi tre minori che sono :

3)RIO FOCE

4)RIO PALAZZO

(inquinamento lungo Rio Palazzo)

5)RIO SANTA MARINA

Che sono tre rivoli che si riuniscono nell’unico fiume Sarno in località ‘’Affrontata dello Specchio’’.

Il suo bacino idrografico da est a ovest parte dai monti Picentini ( Solofrana) fino allo scoglio di Rovigliano nel golfo di Napoli, tra Castellamare e Torre Annunziata .

L’Agro nocerino ha tre gole principali, attraverso le quali comunica coi territori più elevati che lo circondano:

una si apre verso Cava de’ Tirreni, un’altra verso Pecorari (Nocera Superiore) e la terza verso Codola (Castel San Giorgio).

Attraverso queste tre gole scorrevano tre principali torrenti che portavano acqua a valle nei periodi delle piogge:

il Cavaiola, il Citola e il Solofrana.

Alla fine del ‘600, lo sfruttamento dei terreni demaniali delle montagne di Cava e di Monte Albino erano divenuto l’unica risorsa per molte famiglie povere.
L’intensificazione dello sfruttamento determinò effetti negativi sugli aspetti idrogeologici:  minor contenimento delle acque, maggiore erosione, più frane e, quindi, maggiori quantità di materiale trasportato a valle. Si produssero dunque alluvioni che producevano danni sempre maggiori alle persone, alle case ed ai terreni coltivati.
 Nel 1751, in seguito ad un’ennesima alluvione, venne inviato a Nocera un ufficiale del genio militare, il colonnello Alcovier, col compito di osservare i danni, riferire e proporre i rimedi.
Il colonnello propose lo scavo di un alveo artificiale che, dalle “Camerelle” (Nocera Superiore), passando attraverso la Collina del Parco (Nocera Inferiore), incanalasse le acque nel fiume Sarno.

Questo si chiamo’ Alveo Nocerino.

A questo bacino idrografico i Sapiens hanno dichiarato guerra da circa 50 anni( in contemporanea a tanti fiumi italiani )

Preso atto di come e’ fatto il fiume Sarno possiamo dividere i suoi problemi in 2 aspetti:

1) relativo al suo bacino idrografico e quindi al torrente Solofrana nei monti Picentini (alveo Nocerino)

2) al corpo vero e proprio del fiume Sarno e dei suoi canali.

Perché’ vedete la Solofrana è un torrente tributario del fiume Sarno che, come dicevamo, per il tramite del canale artificiale denominato Alveo Comune Nocerino ed ha origine in comune di Solofra, dove raccoglie le acque di vari torrenti..
Però Solofra è anche la sede storica delle concerie .
Che spesso hanno dato ( e danno ) lavoro e prodotti di grande qualità .
Peccato che la dannazione di questo paese sta’ spesso nell’incapacità di una grande parte dell’imprenditoria di saper amare davvero i luoghi in cui produce, che invece vengono rovinati ( con danni economici enormi oltre che ambientali ) in cambio di risparmi individuali risibili.
Provo a riassumere :
Allora a Solofra c’erano ufficialmente 7 aziende conciarie autorizzate a sversare nel torrente Solfrana perché dotate di proprio impianto di depurazione .
A 2 anni fa  2 di queste erano già’ fallite .
Però al di fuori di queste 5 aziende rimaste, esiste un mondo sommerso di aziende che lavorano in conto terzi , sprovviste di depurazione , probabilmente in nero , che sversano illegalmente direttamente nel Solfrana .
Cromo,metalli pesanti, escherichia coli,( eh si perché ci sono anche scarichi fognari abusivi di interi comuni  oltre che quelli degli allevamenti industriali e agricoltori lungo il Sarno..)

Sono stati fatti 2 progetti di ricerca su questo territorio :

1)SPES regione Campania :Analizzate sia acqua solofrana,sia terreni e ,a campione, cittadini per fascia d’età.Le analisi fatte 2016 :
ad oggi non pubblicati i risultati ….

2)Universita Federico 2 :

Uno studio pubblicato su Environmental Geochemestry and healt ha evidenziato elevate concentrazioni di cromo nei capelli di abitanti del campione e nelle verdure
Ad un successivo esame arpac il dato del cromo e’ risultato superiore di 9000 volte la normalità . 9000 volte…..
Ad oggi la regione Campania anno stabilisce per questo territorio SOLO 2 CAMPIONATURE/ANNO da parte di ARPAC.
Il Direttore Crom Mercoglano ( istituto di ricerca collegato al Pascale ) ha rilevato inquinamento del solofrana superiore ai limiti di legge e ha stabilito che è causa di tumori a fegato,ai polmoni e alle vie urinarie per chi vive qui.( incidenza superiore a dati nazionale )

Ovviamente il Solofrana porta tutto questo carico nel famigerato fiume Sarno,che trasporterà il tutto nel golfo di Napoli tra Castellammare e Torre Annunziata .

Ma questo non è l’unico problema di Solofra e Montoro e della loro ( nostra..) acqua. Perché’ c’è un Impianto depurazione a Solofra.Teoricamente dovrebbe depurare scarichi di acque nere della città e le reflue delle aziende

Collettato direttamente con il depuratore di Mercato s Severino Di fatto ha perso dal 2008 circa il 60% degli scarichi sia a causa fallimenti economici di tante aziende , sia perché arrivano già prodotti semilavorati o per sversamenti a nero.
Perde di conseguenza circa 150 mila eu/mese.

Sembra ci sia un Progetto avanzato di del depuratore da parte concerie. Dareste voi un pollaio in gestione alle volpi ?

Qual’e il Problema? di fatto le aziende pagano per depurazione .

Se morose il depuratore non accetta i loro scarichi ( dopo 20 giorni di morosità il contratto è da rifare ex nuovo con cauzioni nuove).
Quindi non dovrebbero PIU’ sversare ne’ ricevere più acqua……

Peccato Però che l’acquedotto “Solofra service” non comunica con il depuratore per cui continua comunque a rifornire di acqua i morosi …..

A quel punto ovviamente gli scarichi vengono smaltiti in nero con un ‘’perfetto’’ sistema di scarico nella Solofrana ‘’parallelo’’ a quello ‘’ufficiale’’ che ogni azienda ha..
E questo e’ il nocciolo del problema della Solofrana che e’ chiaramente il frutto di una connivenza criminale tra imprenditori locali, istituzioni di controllo ( comuni e enti idrici) e ovviamente anche di magistratura e forze dell’ordine che, come minimo, soffrono di cecità cronica da 40 anni….
Ora veniamo ai problemi del fiume Sarno dalla sua nascita fino a Castellammare .
Ricordiamo in primis la bassissima pendenza del fiume e la sua tendenza a accumulare detriti e esondare,
per cui fin dall’antichità furono creati un sistema di canali che servivano a far defluire le acque in caso di piene.
Questi canali, oggi diventate vere fogne a cielo aperto, sono:
1)Rio Mannara detto anche Controfosso di dx.
2)Canale piccolo Sarno
3) Controfosso di sx ( alveo Nocerino)che dopo un tortuoso percorso finisce nel rio Mannara insieme al canale AcquaViva.
Dopo di che a Scafati, il fiume all’altezza della chiesa Madonna delle Vergini incontra la traversa di Scafati che e’ la versione ‘’moderna’’ dell’antico sbarramento fatto costruire nel 600 dal conte Celano.
Poco più’ avanti il fiume torna a dividersi in 2:
  1. corso principale del fiume
  2. Canale Bottaro.  Dopo di che il fiume si riunisce nel suo letto e  va’ a terminare la sua corsa nel golfo di Napoli.
  3. A questi si somma il canale Bonaiuto
Ora sappiamo che uno studio approfondito pubblicato qualche anno fa, ho documentato di quanto sia imponente l’inquinamento da rifiuti solidi urbani, industriali e da agricoltura all’interno del Bacino Idrografico del Fiume Sarno.
Circa 30 QUINTALI AL GIORNO VANNO A FINIRE IN MARE .
Ora bisogna dire che interi comuni attraversati dal fiume sono ad oggi sprovvisti di rete fognaria
I comuni di Sarno
San Valentino Torio
Striano,
Poggio Marino
Nocera Inferiore
Scafati
sono ancora in attesa di essere collegati al depuratore funzionante costruito dal generale Iucci nel 2003
Inoltre la gestione GORI dell’acqua e fognature di questi comuni ha ulteriormente peggiorato il problema
Rilasciando autorizzazioni alla costruzioni di edifici e ristrutturazioni senza obbligare a munirsi di vasche IMPROFF ( sono dei microdepuratori domestici che abbattono il carico fecale e batterico PRIMA dell’emissione in fogna e quindi nel fiume)
Quindi il Sarno ha un enorme problema di inquinamento fecale
Poi a questo di aggiunge l’ulteriore inquinamento industriale di aziende tra le piu varie ( cartiere, rifiuti speciali, produzioni alimentari, piccole aziende metalmeccaniche )che scaricano nei calali citati insieme ad aziende di allevamento intensivo ( liquami ) e agricoltura industriali ( pesticidi, fertilizzanti e plastiche).
Alla luce di tutto questo ci e’ più’ chiaro perché’ le sue acque sono nere e maleodoranti.
SOLUZIONI
Ovviamente la PRIMA e’ data dal far rispettare la legge con controlli puntuali e sanzioni pesanti a TUTTI  gli attori citati:
Contemporaneamente bisogna procedere da parte dello Stato( Centrale e Regione Campania) a finanziare   la costruzione dei collettori fognari per collegare le fogne dei comuni citati ai depuratori .
Oltre al fatto che per fermare l’enorme quantità che abbiamo detto di PLASTICHE che finisce in mare a Castellamare, l’amministrazione di questo comune  anni fa’ posiziono’ alla foce una  griglia .
La quale consiste in un sistema di pettini che avvicinano i macroinquinanti e li sollevano per impedire che percorrano la corrente del Sarno fino alla foce.
Purtroppo pero’ quelle plastiche, essendo catalogate come rifiuti speciali, hanno un enorme costo di smaltimento per i comuni che, per assenza di fondi (assurdamente non finanziati dalla Regione a parte..) di fatto hanno aperto questa griglia verso il mare da tempo, per evitare ostruzioni da parte dei rifiuti plastici e quindi allagamenti . Un disastro quindi..
Ma tutto questo potrebbe essere aiutato da una nuova legge regionale, del 16 aprile 2019, sconosciuta ai piu : cioè i CONTRATTI DI FIUME(CDF)
Sono di fatto un accordo di programmazione strategica integrata e negoziata assolutamente volontari
-Vi rientra tutto il bacino idrografico del fiume
(Foci,Falde,Sorgenti. Affluenti Costa)
-il CDF concorre alla realizzazione degli strumenti di distretto nel rispetto delle competenze dei vari enti.
-sono attori dei CDF istituzioni, comuni ,enti e cittadini .
-piano di azione del CDF  ha l’ obiettivo  di:
1)riduzione inquinamento
2)uso sostenibile acqua
3)riequilibrio del bilancio idrico
4)riqualificazione sistemi ambientali e paesaggistici
5)fruizione turistica
6)condivisione tra i cittadini della cultura dell’acqua.
L’applicazione di questa legge che mette tutti gli attori con pari dignità intorno allo stesso tavolo in un processo dal basso di soluzione dei problemi invece che centralizzato (come sempre avvenuto in passato e alla base di tutti i fallimenti … ) e’ probabilmente la più grande opportunità di recupero del fiume Sarno e di tutti i sistemi idrografici della Campania
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