ELEZIONI COMUNALI A NAPOLI

ma la domanda più importante è: che potrà fare il nuovo sindaco per la città?

Tra pochi mesi ci saranno le elezioni comunali a Napoli per eleggere sindaco e consiglio. Ma questa volta la domanda principale che ci si pone è: ma che potrà fare il nuovo sindaco per la città?

Infatti, le condizioni fallimentari in cui si trovano le finanze comunali non lasciano spazio a nessuna possibilità di risolvere nemmeno uno dei problemi che affliggono la città. La lista delle inefficienze è lunghissima: trasporti, pulizia, assistenza, acqua, edilizia scolastica, giardini, buche per le strade, e si può continuare.

Siamo, praticamente, allo sfascio più totale che per essere avviato a soluzione richiederebbe un impegno finanziario enorme. Il problema non è solo napoletano, perché comuni in dissesto, in predissesto, in grandi difficoltà economiche ce ne sono tantissimi e, per la maggior parte sono in aree di grave povertà.

Tutto ciò sicuramente non comporta solo responsabilità individuali degli amministratori, ma è la risultante di un modo di concepire le istituzioni locali completamente fallimentare.

La logica dell’aziendalizzazione del pubblico, del pareggio di bilancio, della dismissione dei servizi è arrivata a conclusione. I diritti primari dei cittadini sono stati condizionati alla logica del profitto: se non c’è profitto non ci può essere servizio è la parola d’ordine delle amministrazioni.

Naturalmente la direttiva viene dall’alto, dai governi nazionali, unanimi in questa logica a prescindere dagli schieramenti. Le risorse finanziarie provenienti dal livello nazionale sono diminuite via via nei decenni e si è demandato alla tassazione locale il reperimento dei fondi per provvedere non tanto ad amministrare quanto a pagare i debiti contratti.

Ci sono però servizi indispensabili che non possono essere negati ai cittadini, sono praticamente paragonabili ai livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) per cui non si può negare l’ossigeno ad un paziente perché l’azienda ospedaliera è in deficit; altrettanto non si può negare al lavoratore il bus per tornare a casa la sera dopo il lavoro, perché l’azienda deve tagliare i costi.

Ora il problema è che, sotto precise direttive nazionali, tutti i settori degli enti locali devono necessariamente essere messi a gara tra i privati, il cui interesse prioritario, ovviamente, è trarre quanto più profitto possibile a scapito del servizio, della sicurezza, dei diritti dei lavoratori. Tutto ciò serve a foraggiare una pletore di amministratori delegati, consiglieri di amministrazione, responsabili di progetto, tutta gente incompetente, che ricopre quel posto perché nominato per intrallazzi di lobby e non selezionato per capacità e competenza; analogamente nell’amministrazione pubblica prolificano premi di produzione,  superminimi, incarichi retribuiti a gente che spesso passa da un incarico ad un altro solo per mantenere privilegi. Sono fiumi di denaro sottratti all’efficienza dei servizi.

Ma tutto ciò, mi si dirà: che c’entra con le elezioni? Invece c’entra perché allo sfascio della città non si sopperisce con un bonus elargito dal governo al

Comune di Napoli, che serve per alimentare per qualche anno gli stessi meccanismi. Serve una svolta metodologica, che dia priorità ai reali interessi dei cittadini, che si opponga alla deriva ultraliberista che sta travolgendo ogni vivere civile.

Non è più sufficiente andare a chiedere il voto su un programma giusto, bellissimo, ma irrealistico. Non si possono fare più promesse di aggiustare le cose se non ci sono adeguate risorse finanziarie e quelle che potrebbero arrivare servirebbero solo a pagare i debiti alle banche.

Una sinistra di alternativa complessiva, qualora si presentasse al voto dovrebbe solo dire che, sia nel caso che avesse una rappresentanza consiliare, sia che ne fosse esclusa, si batterà per  superare a livello locale e nazionale le regole che inevitabilmente favoriscono i profitti.

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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