Bella e impossibile.

Pregi e difetti della linea 1 della metropolitana di Napoli.

Si, indubbiamente, la “nuova” linea 1 della metropolitana di Napoli è molto bella, piena di opere d’arte contemporanea, di percorsi suggestivi. Le stazioni dell’arte sono distribuite lungo le linee 1 e 6 e contengono più di 180 opere d’arte contemporanea pensate appositamente per le stazioni e prodotte da artisti di fama internazionale oppure da giovani architetti locali, e sono state premiate come le stazioni più belle d’Europa. Ma la cosa che deve fare principalmente una metropolitana è quella di consentire il trasporto di persone e cose da un luogo all’altro di una città in modo efficace e confortevole.

Punto uno:

le stazioni sono belle e ben fatte, con ascensori, scale mobili, scale, corridoi di collegamento e tapis roulant; sono ben collegate con le linee di bus, funicolari, linea 6, stazione ferroviaria, circumvesuviana, zona ospedaliera e periferia.

Punto due:treni1

le corse, normalmente, passano ogni 6-8 minuti, cosa accettabile rispetto all’attesa di un bus ma, nel periodo di luglio e agosto entra in vigore l’orario estivo che porta le corse a passare ogni 12-14 minuti! E questo è inaccettabile per una metropolitana che anzi, d’estate, dovrebbe se non altro avere lo stesso orario invernale per la maggiore affluenza di turisti che, in una città come Napoli, sono in costante aumento negli ultimi tempi. Ma anche per gli stessi napoletani che, specialmente a luglio, sono ancora quasi tutti in città per andare a lavoro per cui, con le corse ridotte, c’è sempre un sovraffollamento nei vagoni, cosa molto antipatica sia per i residenti che per i turisti.

Punto tre:

l’orario di apertura la mattina alle sei va benissimo perché è adeguato agli orari di lavoro di uffici e negozi. Ma è l’orario di chiusura che non è sufficiente. Si, permette tranquillamente di tornare a casa dal lavoro ma, chiudendo alle undici di sera, non garantisce un trasporto pubblico efficiente a tutti coloro che, andando in locali pubblici, al cinema, in pizzeria, ecc., sono costretti ad usare l’automobile, il motorino o, peggio, un bus che a quell’ora di notte quando passa, passa. Unica alternativa comoda ma costosa, un taxi. Solo il venerdì ed il sabato, d’inverno, si prolunga l’orario di chiusura all’una e mezzo.

Punto quattro:

la cosa che non si comprende bene è che ogniqualvolta si aggiunge una miglioria nelle stazioni o nei vagoni, all’inizio funziona tutto perfettamente ma, dopo poco, queste cominciano a mal funzionare. Ad esempio, per aggiornare l’orario di attesa per l’arrivo del treno successivo, che andava alla grande, dopo l’apertura della stazione “Garibaldi” ci è voluto tutto un anno per aggiornare gli orari. O ancora si è messa, tramite gli altoparlanti nei vagoni, una gentile voce femminile che informa i viaggiatori, in italiano ed inglese, sulla prossima stazione e se le porte si apriranno a destra o a sinistra del vagone rispetto al senso di marcia. Bellissimo ma, dopo poco tempo, gli altoparlanti si sono completamente ammutoliti o al massimo si sente una parola si e tre no.

Conclusione:

a Napoli abbiamo una bellissima e moderna metropolitana ma la sfruttiamo al massimo delle sue potenzialità?

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  • Antonio Natale
    Antonio Natale
    31 agosto 2016 at 15:09 - Reply

    I tempi di attesa purtroppo sono anche molto più lunghi talvolta 15 o 18 minuti persino durante l inverno in ore non di punta. Ne sanno qualcosa i miei figli. Per non parlare dei treni super affollati nelle ore in cui si va o si torna dalla scuola. Molto c e da fare a cominciare dall acquistare altri treni. Ad oggi la nostra metropolitana e’ molto diversa da quelle delle altre grandi città europee come Londra o Parigi ma anche da città come Roma o Milano. ma si sa noi napoletani ci accontentiamo – meglio avere questa metropolitana che non averne nessuna, quasi come se a noi ci fossero fatte delle concessioni come a dei sudditi, piuttosto che offerti servizi che funzionano come diritti spettanti a dei veri cittadini. Ma il discorso è ampio e riguarda il senso del dovere e l’osservanza delle regole – senza i quali non si hanno la forza e la faccia di far valere i propri diritti.

  • O’ Gìld
    1 settembre 2016 at 11:07 - Reply

    E LA PERIFERIA, NELL’IDEA DI UNA METROPOLITANA (a servizio “di tutta” la città), DOVE LA METTIAMO? LA FATISCENZA E’ DISUMANA ED INSOPPORTABILE, PER NON PARLARE POI DEI SERVIZI (inesistenti).