Bambini e adulti, la guerra continua…

Il futuro del mondo è legato alla vita dei bambini, finché non ci sarà la loro emancipazione e la reale libertà, il mondo non avrà un bel futuro

Scritto da Britt Keyes 

Nel mondo, e pochi lo sanno, c’è in atto una guerra sommersa, viscida e silenziosa, è quella tra adulti e infanti.

Gli adulti governano i bambini, li usano e a loro affidano, il loro nome e credo,  il futuro e le sorti del mondo.

Perché non è difficile immaginare che attraverso, l’universo infanzia, si può capire dove il mondo va a parare.

In occidente i bambini sono per lo più protetti, da leggi normative, e i loro pericoli sono più nella casa familiare che nel mondo esterno.

I desideri sono diversi, quelli di occidente desiderano il cellulare, la play station o vedere cartoni ala prima televisione che capita, nel medio oriente invece i bambini conoscono a menadito l’utilizzo del kalashnikov sono per lo più trainati alla fede religiosa, in occidente la religione è una favola che racconta di Gesù. La fede che invece si professa nel mondo arabo è una cosa seria, indissolubile e legata al mondo che gli appartiene, la legge da rispettare.

Contro i bambini, che da soli, riempirebbero un intero continente, sono perpetrate le più grandi nefandezze, l’ego di un bambino di occidente è fondamentale in psicologia, per capire come potrebbe essere la sua vita, e di conseguenza quella che sarà prossima al suo Paese.

A  alcuni Stati, conviene far vivere i “cuccioli d’uomo”, come amavano definirli
Larry Clemmons
e , Ralph Wright, splendidi sceneggiatori del “libro della Giungla” della Disney nella più totale ignoranza, senza alcun valore e l’unica cultura cui possono accedere è quella dei testi sacri, hanno poche fiabe, e le fiabe sono il cibo dell’infanzia.

Contro i bambini, la guerra continua, in occidente non è molto vistosa, ma nel terzo mondo si, e quando in qualche famiglia capita una tragedia al piccolo, viene preso quasi con rassegnazione, come quando a un adulto viene diagnosticato un male dopo avere letto i risultati dei analisi.  “Era nell’ordine delle cose”, addolorato ma con rassegnazione.

In alcuni Paesi i bambini sono poco più che carne di macello, sono usati e esclusivamente per uso commerciale, dal mondo degli adulti. Prostituzione in Asia, elemosina nel sub continente indiano, dove per meglio raccogliere, vengono accecati, gambizzati e resi per sempre invalidi, utilizzati come soldati e per chi ha la scalogna di nascere donna, spose bambine.

In India ad esempio, la maggior parte dei bambini lavora al telaio o in fabbriche di tappeti sin dai sei sette anni, questo psicologicamente li mette in condizione di non poter sognare o avere ambizioni.

In Pakistan e Afganistan una gran percentuale di piccoli sono utilizzati come pezzi di ricambio per quelli di occidente, cui necessitano un rene, un cuore, gli occhi e nulla si butta via, alcuni vengono presi dalla madre già da poco dopo la nascita e come polli messi in un pollaio in attesa del turpe lavoro, cui si prestano medici e professori che sul giuramento di Ippocrate ci raccontano le barzellette, altri vengono rapiti per le strade di Kabul o di Islamabad, dove giocano in tanti, una macchina passa, si ferma, rapisce il primo che capita e via all’ospedale. secondo una stima questi casi sono oltre tremila l’anno.

I bambini arabi vivono nel perenne riscontro della religione, il supremo è davvero sopra di tutti, alcuni anni fa, nel 2016 suscitò  clamore mondiale il caso di un bambino, nelle periferia di Islamabad che partecipò alla lapidazione della mamma, considerata da un tribunale adultera.

A noi potrà fare orrore, ma nel suo Paese, quel bimbo, fu considerato quasi eroe nazionale.

I bambini di occidente e figli del mondo capitalista, hanno un proprio percettore ego,  necessario, ed è visibile nelle sue attività, l’ego nel mondo arabo non esiste, e se si trova è un pessimo caso. nelle scuole i bambini che si mostrano troppo esibizionisti, sono trattati male, come disadattati.

I sogni dei bambini di occidente, per quando entreranno nel mondo degli adulti è preparare la propria vita di adulto, ingegnere, [email protected], insegnante, e via dicendo, nel terzo mondo i bambini pensano solo al presente, al riso e l’acqua, non possono desiderare di più che vivere per un’altra giornata..

C’è poco da essere allegri, in psicologia si può usare di capire il futuro attraverso il loro pensiero, e le differenze tra ricchi e poveri, tra istruiti e no, tra “accomodisti religiosi e fedeli intransigenti, ci fanno capire che per almeno due generazioni, il mondo subirà ancora queste differenze, abissali.

I bambini non hanno capacità organizzative, non possono unirsi a combattere una guerra contro gli adulti, e sarebbe il caso avvenisse.

Nel mondo occidentale, un bambino può per tutta una serie di circostanze di diventare attrazione per un qualsiasi motivo, nel terzo mondo solo due bambini ci sono riusciti, Iqbal Maziin, che si fece interprete della “battaglia dei tappeti”, cui invitava gli altri bambini a non andare più a lavorare. e pertanto fu ucciso a pistolettate, dalla stesa mafia dei tappeti.

Altro  caso, quello di Malala, diventato premio Nobel per la pace che chiedeva al mondo intero giocattoli libri e penna per i bimbi del terzo mondo.

È stata applaudita ma non ascoltata, e benché esista la carta dei diritti del Bambino, stilata dall’ONU, nessuno si è mai preso la briga di farla rispettare, nessuno, e anche noi adulti siamo responsabili, perché come recitava il cantautore Fabrizio de Andrè.” siamo tutti partecipi  e pertanto responsabili”a memoria di uomo, non si è mai sentito di manifestazione atte a far rispettare quella scrittura o chiedere la fine di codesta mattanza.

Dispiace dirlo, ma il futuro del mondo appartiene ancora agli adulti, nemici giurati dei bambini.

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