Addio Battiato

LA musica perde uno dei suoi più grandi collaboratori, ha unito il Pop alla musica colta...il suo ultimo concerto a Napoli

E improvvisamente ho scoperto le lacrime che colano copiose dai miei occhi, umidi come avessi perso un punto di riferimento…un centro di gravità permanente

È proprio vero, più passa il tempo più non riesco a controllare le emozioni…

Non ho amato Battiato, io l’ho adorato, per me il più grande, un collante tra la musica intelligente e il pop, mi ha fatto piacere che alla mia commozione si sia aggiunta quella de Pino de Stasio, profondo conoscitore di musica colta, e sono certo che oggi al “settebello” ci sarà spazio anche per la sua musica tra quella colta di Mozart, Rossini e Verdi…

Ho visto Battiato molte volte, ogni volta che potevo, ma l’emozione più grande l’ho provata a Napoli, quando con una delle compagne che mi ha accompagnato nella vita lo andammo a vedere, sentire, ammirare e apprezzare.

E io e lei ballammo tra le note di “voglio vederti danzare” non c’è bisogno a dispetto dei soloni della psichiatria per ballare di essere soli e far passare un momento così leggero come atto di ribellione eravamo felici, in due perché ballavamo con la storia della musica italiana.

Battiato era stanco, non più all’apice e per cantare chiedeva l’aiuto del pubblico, perché era evidente che con la voce non volasse più lontano, la Piazza del Plebiscito, piena come le grandi occasioni non gli negò l’aiuto e a squarciagola lo accompagnava in quei pezzi di storia della musica italiane.

Il concerto durò meno di due ore e al termine restammo comunque felici, anche se alla fine  io e la mia compagna ci sussurrammo “però sta male…”

Per me è come fosse partito via un amico, uno della famiglia, non riesco a trovare una canzone guida, le sue opere erano tutte belle, dove si narrava la leggerezza dell’essere nato a vivere in un mondo che non ci piace tanto.

Un uomo di un’intelligenza straordinaria. Un Maestro della vita, la sua e la nostra…

Addio Battiato nel ricordo di una frase che in una notte bianca a Napoli disse al teatro Modernissimo, mentre parlava della validità o meno dei social, allora agli inizi…

“Non mi piace essere intelligente tra i cretini, preferisco essere cretino tra gli intelligenti” ed è vero, i social servono per frasi stupide e cretine, urlate a un mondo che accetta, deve accettare… di egocentrici e falliti, che cercano una rivincita nel web.

Che il Nirvana ti protegga!

No commento

Lascia risposta

*

*