‘A festa ‘e tutte quante

Manifestazione spettacolo alla città del sole il 13 Dicembre, Santa Lucia, Napoli festeggia 2494 anni di vita. Occasione per festeggiare anche i cinque anni di CantoLibre

Il 13 dicembre con la “Festa ‘e tuttequante”, festeggiamo il compleanno di Cantolibre, ma potremmo anche festeggiare il compleanno di tutti i napoletani, perché è prossimo il 2494° compleanno di Napoli, fondata il 21 dicembre del 475 a.C.: due millenni e mezzo di storia, ma forse più, se consideriamo anche la storia di Palepoli, la città ancora più antica sulle falde di Pizzofalcone. Napoli è dei napoletani, ma anche degli stranieri che vi abitano e vi lavorano, non è, invece, dei turisti che ne fanno lo sfondo dei selfie, occupano per una notte i B&B, acquistano per pochi euro paccottiglia cinese e lasciano la carta sporca di pizza nei cestini trasbordanti.

Tante cose sono cambiate nel corso dei secoli, ma anche tante cose sono ci riportano indietro nel tempo. Certo alla riviera di Chiaia se si volta lo sguardo verso le colline retrostanti del Vomero e di Posillipo non si vedono le stesse campagne che apparivano un secolo fa, ma se si volge la vista verso il mare si vede lo stesso profilo di

Capri che vedevano i nostri antenati due millenni fa e l’acqua del mare è la stessa, stessi sono i porpetielli, stesse le libecciate autunnali.

I percorsi dei decumani del centro storico sono gli stessi della fondazione della città, ma diverse sono le chiese, rinnovate di stile ogni secolo, diversi i palazzi, dove a frammenti romani negli angoli di strada si contrappone ai piani alti il cemento armato delle ricostruzioni post-bombardamenti bellici o delle sopraelevazioni abusive.

Certamente diversa è la lingua che però conserva vocaboli greci, arabi, francesi e spagnoli. Diversa è la gente che ha partecipato alle rivolte di Spartaco, Masaniello, alla rivoluzione del ’99 e alle gloriose quattro giornate, ma che ha anche applaudito tutti i conquistatori, i sanfedisti, i fascisti, che ha scelto Monarchia al referendum, eletto Lauro e ora votato Salvini.

Napoli è stata devota, con San Gennaro e Sant’Alfonso e tante Madonne, una per quartiere, con lo scapolare del Carmine e il Sacro Cuore, ma è stata anche atea con la scuola epicurea di Meleagro di Gadara, la Accademia degli Investiganti, i cui aderenti subirono il processo agli ateisti nel 1688, e nel secolo scorso con il genio di Renato Caccioppoli. Mentre le tante radio locali trasmettono ininterrottamente musica neomelodica, i ritmi antichissimi della tarantella e della tammorriata sono ancora vivi nelle feste. Nel teatro, la gestualità degli attori, la mimica facciale ricorda la scuola di Petito, Eduardo e Totò.

È la Napoli che amiamo e per la quale ci incazziamo quando vediamo tante cose che non funzionano, tanta gente che si sente padrona di fare quello che le pare, che si appropria del pubblico, tanti ignoranti che sputano sentenze. È la Napoli che viviamo con l’impegno, la volontà, la forza della speranza nel futuro.

È la Napoli che festeggiamo nella festa ‘e tuttequante. CantoLibre per l’occasione ha preparato una festa alla città del sole, storico locale di Emiliano Manes che divide i suoi spazi tra assemblee di movimenti napoletani e le dirette della amata squadra di calcio, partecipare sarà un divertimento ed un modo di raccontare insieme questa città che tanto vogliamo bene, è gradito un contributo…

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