Yo CantoLibre

Oggi, l’era del quarto potere in cui i media sono dei governi e l’informazione è praticamente diventata sinonimo di corruzione, non stupisce che la situazione italiana, emergente dalla classifica...

Oggi, l’era del quarto potere in cui i media sono dei governi e l’informazione è praticamente diventata sinonimo di corruzione, non stupisce che la situazione italiana, emergente dalla classifica annuale redatta da “Reporter senza frontiere”, sia sconcertante. In questa graduatoria sulla libertà di stampa, peggiore del nostro paese, in Europa, c’è solo l’Andorra, siamo al 73esimo posto al momento, e sembra ci siano precipitazioni di posizioni di mese in mese. D61_4080dQuesta catastrofe, dove vigono minacce mafiose, aggressioni, processi per diffamazione, è globale e chiaramente più grave nelle zone di conflitto, dove l’informazione diventa vero e proprio strumento di guerra. Secondo i dati di Amnesty International, 119 governi su 160 hanno imposto restrizioni alla libertà di espressione, più di un terzo dei governi ha incarcerato prigionieri di coscienza, il cui unico crimine corrisponde all’esercitare il diritto della propria opinione, tendenza, essenza, libertà senza alcuna forma di violenza. CantoLibre nasce per dar voce a questi abusi, per essere lo strumento del coraggio, contro l’indifferenza e la codardia (crimini peggiori della violenza a volte), l’obiettivo della redazione corrisponde al reclamare il diritto di libertà di stampa in ogni sua sezione ed approfondimento, con notizie dall’attualità all’arte, dalla cronaca alla solidarietà. E’ proprio il tema dei diritti a costituire la linea editoriale del periodico, il cui “canto” si fa portavoce delle vittime di soprusi da parte di qualsivoglia forma di potere o arroganza. CantoLibre propone un giornalismo indipendente e attivo contro il razzismo, sessismo, omofobia, repressione, ed ogni discriminazione e totalitarismo, soprattutto se mascherato da democrazia, che impedisca una vita dignitosa nella sua praticità quanto nel pensiero, sia essa riguardo temi come il commercio delle armi, le torture, la mancata idonea accoglienza ai migranti, le questioni di genere ed orientamenti sessuali, quanto il soggettivo vissuto dal singolo nella propria vita quotidiana. Logo1Mi soffermo sull’unione di macrocosmo e microcosmo poiché ogni componente della redazione, oltre a portare avanti l’ambito prescelto, scrivendo nel segno della lotta per la libertà come idea di base del giornale e dei diritti umani, non si ferma all’ideologia, ma ha vissuto in prima persona, o ne è testimone, dei soprusi in particolar modo nel mondo del lavoro, e ha deciso di attivarsi nella denuncia e superamento di tale male universale. La nostra redazione ha quindi l’ambizione di creare un’alternativa solida a quello che la società sembra imporci,vogliamo essere l’occhio, l’orecchio, la voce, la mano delle idee, della loro messa in pratica, le quali non devono classificarci e rinchiuderci in una definizione, o far capo a qualcuno che grazie al danaro ci manovri, bensì permetterci la trasparenza, l’apertura e l’evoluzione, lavorando con dignità e fornendo un servizio leale e reale, che sia dalla parte del cittadino, che sia sulla strada con lui, cercando di lanciare un messaggio che rifiuti la disillusione in favore dell’azione onesta e sociale. “Devi essere tu il cambiamento che vorresti vedere nel mondo” diceva Gandhi. YO CANTOLIBRE.

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  • Francesco
    7 aprile 2015 at 16:01 - Reply

    un in bocca al lupo grande quanto una metropoli per questa splendida iniziativa , che sicuramente frutterà nel tempo ! Avanti ragazzi …
    By il vostro primissimo fan da oggi !

  • Maurizio Fogliato
    14 giugno 2015 at 15:53 - Reply
  • roberto valestra
    6 settembre 2015 at 20:50 - Reply