WEB: Terrorizza, diffama et impera

In Internet La libertà di espressione non può essere ridotta alla possibilità di diffamare chiunque impunemente

Quando il saggio indica la luna, lo stolto si distrae e si fa convincere da Riotta a comprare i Google Glass. L’attuale sviluppo tecnologico non è perfetto, anzi. Ormai anche i meccanismi psicologici usati per condizionare le popolazioni vengono studiati ed analizzati con un metodo storico e quindi scientifico. Molti sono stati nei decenni i metodi per manipolare la pubblica opinione, ma su tutti la paura, il terrorizzare la popolazione è stato di gran lunga il metodo più utilizzato.

googleglass50A maggior ragione oggi, in un’epoca in cui oggettivamente i partiti non hanno grandi idee o soluzioni per le grandi sfide che abbiamo davanti e si limitano solo ossessivamente a metterci in guardia dai pericoli, spesso ingigantiti ad arte, essendo la paura un grande bacino di voti. Di solito i partiti di destra soffiano sulla paura per la criminalità e sugli immigrati, quelli di sinistra sulla sanità e ambiente. Senza andare molto indietro nel tempo e osservando solo giornali, radio e TV, possiamo facilmente osservare come, a parte le notizie che i telegiornali devono dare, tutte le altre trasmissioni, da quelle di intrattenimento a quelle di approfondimento, sono piene di aggressività e conflittualità, tranne brevissime parentesi non si parla che di terrorismo, catastrofi ambientali o economiche-finanziarie incombenti, presunte invasioni di migranti.

Mai un approfondimento serio sulla genesi di questi fenomeni, un’analisi sulle nostre responsabilità, spessissimo alla base delle ragioni che li determinano, mai un accenno ad una corretta diffusione della cultura della responsabilità. Quando abbiamo paura viene meno la nostra capacità di analisi, siamo portati a credere anche alle notizie più incredibili e diventiamo disposti anche a cedere parte della nostra libertà.

liberta_in_internet_5001Ovviamente anche Internet non poteva sfuggire come strumento di persuasione. In un interessante articolo di Fabio Chiusi su l’Espresso, il ricercatore Philip Howard, docente di Internet Studies a Oxford, uno scienziato che studia da anni la propaganda automatica on line, ritorna sul tema dell’utilizzo dei “BOT su internet”. Uno strumento digitale utilizzato da anni, da singoli, da movimenti politici e di opinioni ed anche dai governi per manipolare l’opinione pubblica, come l’utilizzo di sofisticati software che analizzano milioni di tweet e post sui social, misurando i rapporti di forza tra opposte fazioni o candidati. Secondo lo scienziato inglese siamo immersi ormai in quella che lui definisce la “Democrazia computazionale”, una battaglia politica condotta prevalentemente con l’utilizzo di algoritmi. Attraverso la creazione di profili automatizzati chiamati “BOT”, si cerca di condizionare l’opinione pubblica inviando una pioggia di tweet e post, in grado di alterare il consenso su un personaggio pubblico, isolare un oppositore, giornalisti e intellettuali influenti, o anche per reprimere il dibattito su specifiche questioni, e ovviamente anche l’orientamento del voto dei cittadini.

democrazia-su-internet-mi-piace_articleimageProfili personali o hashtag vengono bombardati con spam o espressioni d’odio, intasando il traffico in rete, in modo da rendere impossibile per l’utente partecipare alla discussione. La libertà di espressione è un bene tutelato dalla Costituzione e non può essere limitata in alcun modo, per questo occorre proteggerla, non può essere piegata alla volontà di prevalere da parte di pochi a discapito di tanti, e non può nemmeno essere ridotta alla possibilità di diffamare chiunque impunemente, ricordiamoci che di diffamazione in rete cominciamo a contare molti morti.

Ovviamente non è il WEB il nemico, e nemmeno vuole essere questo un oscurantista elogio dell’imperfezione contrapposto ai sogni di una presunta perfezione della rete, ma solo una riflessione forse utile, per chiederci in quale modo il “soluzionismo” digitale può essere migliorato per non trasformarlo nell’esasperazione di alcuni ineliminabili aspetti deleteri della condizione umana.

Il nemico comune non è la rete, ma il meccanismo perverso di algoritmi creati ad hoc che ne deformano il suo utilizzo, e la lentezza con cui le piattaforme rispondono alle segnalazioni di reati e diffamazioni gratuite.

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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