Violenza selvaggia ai danni di Giuseppe Sgrò

Ennesimo episodio di violenza in città, questa volta colpito il nostro compagno Peppe. L'episodio in pieno giorno e in centro. Precisazioni di Risi e Iervolino

Gli avvenimenti efferati fanno male, sempre, difficile da mandare giù, ma ammettiamo che quando lo leggi dai giornali, o vediamo e li ascoltiamo alla televisione provocano un dolore diverso di quando la violenza e la prepotenza aprono la porta di casa tua, toccandoti negli affetti di parenti o amici a cui tieni.

Ieri questo è avvenuto, alle 19.30, nell’affollato e centralissimo Corso Umberto, all’altezza di Piazza Nicola Amore, Giuseppe Sgrò, che faceva ritorno a casa, è stato aggredito alle spalle, mentre parlava al telefono, da tre ragazzi dell’età di 24/26 anni che hanno operato ai suoi danni una rapina di un cellulare il cui valore non supera i cento euro, e al mercato della rivendita “oggetti rubati” non supera i venti euro.

L’agressione è stata selvaggia, Giuseppe ha riportato fratture di vario genere e la rottura del setto nasale.

Per sua fortuna, questa volta, un cittadino ha chiamato i vigili urbani che sono intervenuti e hanno costretto i tre delinquenti a scappare e darsi alla macchia.

La madre Elena si è quindi recata al posto di Polizia di zona per denunciare i fatti.

Giuseppe è stato immediatamente portato all’ospedale più vicino, il Loreto Mare, dove al danno della rapina si è aggiunto quella di malasanità.

“Giuseppe era una maschera di sangue, gli usciva perfino dagli occhi, era provato e moralmente distrutto, in quello stato è stato messo in un corridoio su una barella in attesa degli accertamenti clinici di rito, che comunque son stati fatti” queste le parole dell’amica di famiglia Concia, prontamente corsa  in Ospedale, che ci ha riportato l’episodio.

A tarda serata la famiglia ha deciso di riportarlo a casa, anche per dargli una sistemazione più confortevole e vicino i suoi affetti.

Adesso Giuseppe è in viaggio verso l’Ospedale di Potenza, ove lavora la sua compagna Rosa, e sarà sottoposto ad intervento chirurgico al setto nasale.

É una storia da follia pura, dove non c’entrano nulla, nè il disagio sociale, né l’appellarsi al razzismo, gli aggressori infatti non erano stranieri che vengono a delinquere o rubare posti di lavoro, come alcuni politici raccontano in giro, è un episodio che fa male a tutti e che racconta che la violenza non è solo un’emergenza legata alle baby gang, ma è un fenomeno diffuso, che si deve combattere velocemente e con armi sicure.

Giuseppe, domenica mattina era al teatro Modernissimo per presenziare alla presentazione della lista di Potere al Popolo, come sempre disponibile e allegro, ci aveva anche confermato la volontà di entrare a far parte del gruppo di CantoLibre scrivendo.

Svegliarsi una mattina e sapere tutto questo fatto ai danni di un ragazzo prezioso e di animo gentile, ci ha sorpreso tutti e fatto male.

Nel primo pomeriggio i compagni Danilo RIsi e Maite Iervolino ci precisano che dopo aver parlato con Giuseppe Sgrò assicurano che comunque non c’è stato il furto del telefonino, a tal proposito Danilo Risi precisa “qualcuno sta riprendendo la notizia del furto del telefonino e, quindi, fa rientrare la faccenda nel fenomeno delle baby gang, Invece questi erano adulti, non hanno rubato, e, per come hanno agito, sembrano esperti nei pestaggi”

La nostra redazione si stringe intorno alla sua famiglia esprimendo la più vicina partecipazione.

Coraggio Giuseppe, scriverai anche questo nel libro della tua vita, ti vogliamo bene

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