VERSO UNA (CO)SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA

Come cambia filosofia e prassi della ricerca e clinica medica: da Biomedicina specializzata a PsicoNeuroEndocrinoImmunologia

Una lenta ma inarrestabile, ineluttabile, rivoluzione filosofica, concettuale e di prassi operativa, si sta diffondendo nel campo della Medicina: è la Scienza e l’Arte della Cura Integrata.

Terapeuti e scienziati di tutto il mondo unitevi! E soprattutto riformulate le vostre configurazioni cerebrali, eccessivamente parcellizzate e monodirezionali! È giunto il tempo di lasciarci alle spalle la nostra esclusiva ammirazione per la dissezione sia del sapere che della pratica della ricerca della verità!
Verità che in medicina non significa continuare a concepire l’insieme psicofisico come duale e sminuzzato in tanti sistemi fra loro del tutto indipendenti.
Una vera medicina formula una ‘diagnosi’ aderente alla realtà dei fatti, una ‘terapia’ efficace per estirpare lo squilibrio psicofisico e mantenere un equilibrio psicofisicoambientale, una ‘prognosi’ non nefasta ma tendente al benessere della persona di cui ci si prende cura.
art-mauriziocopLa strategia parcellizzante va presa per quello che è: una particolare strategia, appunto, che ci risulta essere ancor oggi molto utile per aumentare la mole di informazioni utili (e veritiere) e di pratiche terapeutiche efficaci, ma che rimane del tutto cieca ed impotente rispetto a tutta un’altra serie di fenomeni che necessitano di una nuova visione, di una prospettiva più ampia, quindi interdisciplinare e soprattutto preventiva.

Questa nuova prospettiva non è suffragata solo da un corposo insieme di motivazioni teoretiche e concettuali, ma è supportata da una cospicua serie di recenti scoperte nel campo della stessa biomedicina specialistica. Esempio: per oltre 100 anni si è sempre sostenuto in biomedicina che i sistemi nervoso, endocrino (produttore/regolatore degli ormoni) e immunitario (produttore/regolatore delle cellule adibite alla difesa dell’organismo), fossero del tutto indipendenti fra loro, sia dal punto di vista funzionale che da quello anatomico-fisiologico. Invece no! Per mostrare ciò, prendiamo le cellule più note e fra le più importanti del sistema immunitario: i linfociti e i macrofagi.

Insieme ad altri tipi di cellule immunitarie, queste cellule sono non solo dotate di recettori (sostanze, molecole, che consentono la comunicazione fra e nelle cellule) per gli ormoni (molecole del sistema endocrino) e per i principali neuro-trasmettitori e neuro peptidi (tipiche molecole del sistema nervoso), ma sono anche cellule che producono esse stesse neurormoni e sostanze agenti sul sistema nervoso (cfr. fig. 1, tratta da ‘Psico Neuro Endocrino Immunologia’ di Francesco Bottaccioli – ediz. 2005,
art-maurizioma nei prossimi giorni è in uscita una nuova edizione aggiornata, il quale la riprende da J.E. Blalock in Neuroimmunoendocrinology’, III ed.1997).

Immaginate le conseguenze che hanno quelle pratiche chemioterapiche particolarmente distruttive delle cellule immunitarie!

Altro esempio: solo nel 2015 si è scoperto che c’è un diretto collegamento anatomico fra cervello e sistema linfatico (e quindi sistema immunitario). I vasi linfatici sono presenti anche in parti del cervello.

Pertanto, gli scienziati e i medici più attenti alle recenti scoperte scientifiche (concernenti il corpo umano) ritengono necessario configurare una nuova disciplina medica o, almeno, diffondere un innovativo ‘paradigma’ o ‘programma di ricerca scientifico’ (cfr. Imre Lakatos):
La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. La PNEI è una disciplina della ‘Medicina Integrata‘, la cui peculiarità fondamentale è il postulato (basato su numerosi dati biochimici e anatomo-fisiologici) secondo cui ogni essere umano non è costituito da sistemi separati fra loro (sistemi nervoso, endocrino, immunitario, psichico…), ma è costituito da un network di networks (= Rete di reti) aventi fra loro comunicazioni e relazioni bidirezionali, quindi interdipendenti far loro (network psiconeuroendocrinoimmunologico).

È biomedicina nel suo nucleo essenziale. Niente a che fare con visioni e pratiche New-Age: piuttosto rientra nel più ampio insieme della cosiddetta Medicina Integrata o Umanistica, la quale integra al meglio alcune pratiche della medicina convenzionale con alcune pratiche delle medicine non convenzionali (anche di antica tradizione come quella cinese), validate dalla recente ricerca scientifica.
La Medicina Umanistica non è supportata da uno sparuto gruppo di scienziati e clinici: difatti, basta porre l’attenzione sulla circostanza che negli Stati Uniti esiste un Consorzio, che unisce le maggiori e più prestigiose facoltà e dipartimenti di Medicina (Harvard, Columbia, Stanford, California, Albert Einstein College), concernente appunto la ricerca e la clinica secondo la prospettiva della Medicina Integrata. Qui si studiano e si mettono in pratica piani e protocolli diagnostici e terapeutici che integrano il meglio dei moderni strumenti (farmaci, tecniche bioingegneristiche, strumenti diagnostici biofisici) della biomedicina con il meglio delle antiche pratiche mediche (agopuntura, ipnosi, dieta, meditazione, …); quelle pratiche che – per la recente ricerca scientifica – hanno un accertato impatto favorevole per il miglioramento della qualità della vita dei soggetti che scelgono di adoperare anche tali pratiche. Inoltre, ormai da un paio di decenni il National Institutes of Health statunitense ha nel proprio seno una sezione che si occupa proprio di medicina complementare.

E non è superfluo rilevare che a tutto ciò ha fortemente contribuito la ricerca filosofica di base, la quale ha messo in evidenza l’importanza della visione olistica, sistemica, preventiva, sia nei confronti del singolo organismo umano, sia della sua relazione con il più ampio ambiente naturale ed antropico, che lo circonda e lo pervade. Insomma, anche in tal caso, la Filosofia ha svolto un ruolo fondamentale.

Inoltre, abbiamo accennato anche alla dimensione della Cura Integrata come Arte della Cura: difatti, intendiamo qui per Arte un saper essere e un saper fare, sia del singolo terapeuta che della comunità di terapeuti nel suo complesso, che implica una continua creatività nella singola relazione terapeutica, coerente quindi con la finalità fondamentale della pratica terapeutica: migliorare la qualità della vita della persona di cui ci si prende cura, nonostante le sue specifiche (eventualmente gravi, precarie) condizioni biopsicofisiche. Quindi, si parla della recente medicina come di una pratica in cui si fonde Arte e Scienza.
art-maurioizio2E in Italia? Siamo anche in tal caso ‘periferia dell’Impero’? Non proprio. Da decenni il filosofo Francesco Bottaccioli ha avviato un meritevole percorso di ricerca, divulgazione e approfondimento, concernente la PNEI e la medicina integrata, coadiuvato inizialmente da un piccolo gruppo di medici e psicologi, gruppo che poi negli anni si è sempre più ampliato fino a costituire dal 2000 la Società Italiana di Psico Neuro Endocrino Immunologia (SIPNEI), che annovera oltre 350 soci, perlopiù medici e psicologi

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  • VERSO UNA (CO)SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA (2)
    14 febbraio 2017 at 20:55 - Reply
  • LA CO-SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA (3): LE C.A.S.A.S.
    22 gennaio 2018 at 18:08 - Reply

    […] VERSO UNA (CO)SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA […]