VERSO UNA (CO)SCIENZA DELLA CURA INTEGRATA (2)

Recensione del Manuale di “PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e Scienza della Cura Integrata”

In un recente articolo – http://www.cantolibre.it/verso-una-coscienza-della-cura-integrata/ – ho segnalato che nell’area delle scienze biomediche è in corso una profonda rivoluzione concettuale ed operativa, che ci sta conducendo verso l’Arte e la Co-Scienza della Cura Integrata.

Il percorso più robusto e prolifico è la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, egregiamente avviata, (ri)elaborata e tematizzata, in Europa da Francesco Bottaccioli.

Il 2017 si inaugura con la nuova edizione, profondamente rinnovata e rielaborata, del famoso testo (“PsicoNeuroEndocrinoImmunologia – I fondamenti scientifici della relazione mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata”, Red! ediz., II ediz.) del 2005. Nuova edizione scritta con la preziosa collaborazione della figlia Anna Giulia, medico chirurgo specializzando in medicina interna.

Francesco-Bottaccioli-2015Già nel titolo della nuova edizione vediamo esplicitata la direzione del percorso di sistematizzazione e ricerca tracciato dagli autori: “PsicoNeuroEndocrinoImmunologia e Scienza della Cura Integrata – Il Manuale“. Un percorso (concettuale ma soprattutto operativo!) che – auspichiamo – dovrà condurre proprio verso una Co-Scienza della Cura Integrata. Ribadire in modo ancor più esplicito lo spostamento dell’asse della propria ricercazione dallo strumento (la disciplina biomedica, la Medicina) allo scopo (la Cura dell’Essere Umano, imprescindibile dalla cura degli altri esseri viventi e dell’ambiente antropico e naturale nel suo complesso) per cui si usa tale strumento, ci sembra un’evoluzione paradigmatica molto feconda e preziosa. Insomma, un programma di ricerca (scientifica alla Lakatos, per intenderci) che nel futuro potrà proficuamente accogliere anche la dimensione educativo-formativo-esistenziale di ciascun essere umano.

Che paesaggio delinea il Manuale?

Si parte dalle basi storiche e filosofiche (Parte 1), giusto per rammentare ai superficiali (ma naturalmente non solo per questo) che la sorgente primigenia di tutte le innovazioni (concettuali e operative) culturali, storiche e socioeconomiche, è la Filosofia.

Bottaccioli SIPNEILa seconda parte concerne i mutamenti nelle basi delle scienze biologiche: dal (parziale?) fallimento della visione riduzionista della genetica umana (F. Crick, J. Monod e altri), al rivoluzionario tema dell’Epigenetica (= “studio dei cambiamenti nell’espressione genica che non sono causati da mutazioni genetiche e che possono essere ereditabili”), affrontato anche e soprattutto nella sua dimensione sociale (teoria dell’attaccamento e stile di accudimento di Bowlby, la programmazione fetale dello sviluppo e gli studi di D. Barker, epigenetica sociale, politiche della salute, il genere e il sesso, tema approfondito con l’interessante contributo di Antonia Carosella).

La Parte 3 espone estesamente (e opportunamente) prima le specifiche caratteristiche della regolazione nervosa, di quella neuroendocrina, della regolazione immunitaria, e di quella psichica, per poi trattare (cap. 11) della “grande connessione“, cioè della concreta relazione bidirezionale fra i sistemi biologici e fra questi e il sistema psichico. È la parte che ho trovato ancor più appassionante e preziosa, arricchita dai rigorosi contributi di Fabrizio Benedetti (Effetto placebo e nocebo), David Lazzari (La bilancia dello stress), Andrea Minelli (Dall’omeostasi all’allostasi).

La Parte 4 è dedicata alle nuove idee sulla salute e approfondisce il discorso sui modulatori del network umano: l’ambiente fisico e sociale (clima metereologico e sociale, aria inquinata, ambiente urbano, il rumore), l’alimentazione e l’attività fisica, le tecniche per la mente (le psicoterapie, la meditazione, il metodo PNEIMED, il clowndoc in ospedale, l’ipnosi), le terapie naturali (agopuntura, omeopatia, fitoterapia,  osteopatia, la musica in clinica).

ManualePNEI 2017Anche in questa Parte troviamo utili e rigorosi apporti di approfondimento da parte di numerosi studiosi: fra gli altri, Mauro Bologna (Inquinamento ambientale e interferenti endocrini) e Salvatore Colazzo; il famoso Franco Berrino, che fornisce un suo breve (as)saggio sulla sindrome metabolica come paradigma; D. Lazzari, che analizza l’efficacia e i costi-benefici delle psicoterapie; Antonia Carosella e Anna Giulia Bottaccioli, sul metodo PNEIMED. Solo che, con perplessità, continuiamo a cogliere la mancata trattazione della MusicArTerapia nella Globalità dei Linguaggi (formulata da Stefania Guerra Lisi), unica metodologia nel campo delle artiterapie in generale, che riesce a cogliere l’apporto sistemico e integrato di tutti i linguaggi comunicativo-espressivi nelle aree della cura, educazione e formazione, di tutti gli esseri umani, in primo luogo delle persone con grave disabilità.

Forse, gli autori si sono voluti mostrare molto cauti rispetto al variegato (e a volte variopinto) mondo delle artiterapie. Del resto, consequenziale diventa la considerazione della musica in clinica (ma aggiungerei delle artiterapie in generale) come una terapia naturale e non come un percorso terapeutico che coinvolge in modo sistemico il corpo-psiche nel suo complesso.

La Parte 5 riporta nuove idee su vari tipi di malattie: quelle cardiovascolari acute, quelle del sistema psiche-cervello (depressione, disturbi d’ansia, schizofrenia, neurovegetative, cefalee, autismo), le patologie autoimmuni, i disturbi del comportamento alimentare e del metabolismo, le malattie e i disturbi connessi alla sessualità e alla riproduzione, il cancro.

Il Manuale termina con un capitolo sul futuro della cura integrata. È un futuro denso di rischi e ulteriori errori metodologici ed operativi, ma può rivelarsi anche tempo di nuovi paesaggi di cura e sviluppo delle potenzialità umane nell’ambito delle cure sociali (non solo psicofisiche) degli esseri umani e dell’ambiente in cui sono immersi.

GiuramentIppocrat1Non ci resta che auspicare la lettura di questo Manuale non solo fra gli operatori dell’area sanitaria (medici e psicologi), ma anche fra gli operatori dell’area educativo-formativa, perché in fondo tutti ci (pre?)occupiamo, ci curiamo, del medesimo (s)oggetto: l’essere umano (con le sue potenzialità e i suoi deficit) nella sua specifica interrelazione/connessione con l’ambiente naturale e antropico in cui è immerso. E tale interrelazione/connessione va considerata nella sua dimensione globale creativo-educativo-formativo-esistenziale oltre che specificamente psicocorporea.

Così come auspichiamo che un qualsiasi corso di approfondimento su questi temi di livello universitario sia aperto, non solo alle professioni medico-sanitarie, ma anche a quelle educativo-formative. L’interdisciplinarietà è una prassi feconda, anche se molto impegnativa. Insomma, non dimentichiamoci della dimensione umana creativo-affettivo-esistenziale nell’avviare percorsi di cura, educazione e/o formazione.

Proprio affinché si compia quell’ulteriore potente passo dalla Cura Integrata alla Co-Scienza (e all’Arte) della Cura Integrata. Del resto, non auspichiamo tutti quanto pronosticato da Claude Bernard?

“Sono convinto che verrà un giorno in cui il fisiologo, il poeta e il filosofo, parleranno la stessa lingua.”

 

 

 

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