Universiadi: Via Partenope riaperta alle auto

Dalla inaugurazione dell'America's Cup, quando il lungomare fu liberato, alle Universiadi, con un clamoroso ritorno al passato

Riceviamo e pubblichiamo di Enzo RussoArchitettoComitato Scientifico Gente Green 

Un occasione persa per dimostrare, ancora una volta, che una mobilità diversa è possibile.

La decisione dell’Amministrazione di riaprire via Partenope alle auto, in occasione delle Universiadi, rappresenta la conferma definitiva dell’abbandono di una visione di uno sviluppo innovativo della città e in particolare del modello di mobilità da perseguire.

Alla necessità di prevedere collegamenti veloci per poter consentire agli atleti della Universiadi di raggiungere i luoghi degli eventi dalle navi, si è risposto in modo banale, con la soppressione di provvedimenti consolidati di pedonalizzazione di via Partenope e soprattutto non utilizzando l’evento delle Universiadi come occasione, e non come evento fastidioso, per avviare ulteriori azioni e interventi di riqualificazione urbana.

A tale proposito risulta estremamente significativo il confronto con i provvedimenti che caratterizzarono la fase dell’America’s Cup nel   2012, quando le regate rappresentarono l’occasione per “liberare” dalle auto il lungomare con la pedonalizzazione di via Partenope e via Caracciolo.

Le soluzioni allora individuate dall’assessore Anna Donati furono quelle  di attivare la ZTL del mare per attenuare la pressione veicolare sulla fascia costiera; scelta che, attraverso il corretto utilizzo del trasporto pubblico, i sistemi di bike sharing e di car sharing (vetture Bee),   il potenziamento delle aree di parcheggi di scambio, consentí a centinaia di migliaia di napoletani di assistere agli eventi senza la necessità di utilizzare le auto.

Tra l’altro, probabilmente, il fascino  del lungomare pedonalizzato contribuí a cancellare l’immagine deleteria della Napoli con i rifiuti e i risultati della ZTL del mare si possono considerare come propedeutici del rilancio del turismo a Napoli.

A distanza di appena 7 anni è cambiato tutto e forse, come affermato recentemente da Aldo Masullo, questa decisione conferma l’assoluta mancanza di una visione strategica della città da parte di chi oggi governa a Napoli.

Peccato, ci avevamo creduto tutti

Enzo Russo – Architetto

Comitato Scientifico

Gente Green / Green Italia

Un commento

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  • amilcare
    18 aprile 2019 at 18:12 - Reply

    finalmente…l’unica strada cittadina a scorrimento veloce viene riaperta…scende l’inquinamento causato dalle auto bloccate nel traffico per la chiusura di una della più belle strade di Napoli.
    Uscire in auto per chi lavora è una necessità che diventa sofferenza per la totale assenza dei parcheggi sotterranei che hanno tutte le città “civili” per non parlare delle vessazioni e gabelle che subiscono gli automobilisti in questa città che li
    usa come mucche da mungere senza alcun diritto e a cui nulla è dovuto.