Una Mobilità diversa è Possibile

Mobilità, accessibilità e parcheggi alla Sanità e a Capodimonte
Riceviamo e pubblichiamo di:Enzo RussoArchitetto Mobility Manager Comitato Scientifico Gente Green – Green Italia
L’avvio della rinascita della Sanità è sicuramente frutto di una serie di fattori che, nel corso degli ultimi anni, hanno contribuito in maniera determinante, nonostante la zavorra camorristica, a trasformare questo quartiere di Napoli in un possibile esempio di riferimento di rigenerazione urbana e sociale.
Molti sono gli artefici di questo successo.  Attraverso il loro impegno “visionario”, hanno saputo coinvolgere cittadini, associazioni, strutture pubbliche e private per rendere attuabile un sogno: tra i tanti basti citare padre Loffredo, parroco della basilica di S. Maria della Sanità, Ivo Poggiani, presidente della Municipalità, Carmine Maturo e Legambiente con la proposta della “Collina Gentile
E oggi cittadini e turisti hanno iniziato a frequentare luoghi e monumenti di grande valore, sinora poco fruiti e maturano proposte infrastrutturali per migliorare l’accessibilità di aree che, per la loro morfologia, sinora sono apparse marginalizzate rispetto al resto della città. In questo quadro, la scelta di realizzare un’uscita della linea 1 della Metropolitana dalla stazione Materdei a servizio della Sanità va pienamente condivisa, poiché essa consentirà di inserire questa parte della città nel sistema di relazioni reso possibile dal metro.
Sul tema del potenziamento delle infrastrutture di trasporto, vi sono state recentemente ulteriori proposte che però, a differenza del metro, meritano attente valutazioni in termini di costi-benefici e di approfondimenti per comprendere se esse siano coerenti con il modello di mobilità da perseguire per Napoli.
Ci si riferisce, in particolare, alle indicazioni per un parcheggio di interscambio da realizzare nelle cavità di Capodimonte e di nuove rampe di accesso alla Tangenziale dal piazzale Cardarelli.
La proposta del parcheggio, tenuto conto della prossima trasformazione dell’ex deposito ANM del Garrittone in un parcheggio di destinazione a servizio del Polo Museale e del real Bosco di Capodimonte, appare in contrasto con gli obiettivi di riduzione dei flussi veicolari in accesso in città.
Alternativa a questa ipotesi, nel Piano del traffico/Piano della Mobilità elaborato dall’ex assessore Anna Donati, era previsto la riqualificazione e il potenziamento del parcheggio di Piscinola Scampia, come indicato nel Programma Urbano Parcheggi.
Rispetto alla ipotesi del parcheggio nelle cavità di Capodimonte, la proposta di Piano eviterebbe un ulteriore sovraccarico sulla tangenziale; con un’analisi costi-benefici sicuramente favorevole in termini di maggior numero di posti auto, migliore connessione pedonale con una stazione della linea 1 (Scampia), minori tempi e costi di realizzazione.
Analoga riflessione va fatta per l’ipotesi di realizzare nuove rampe di accesso alla tangenziale dal piazzale Cardarelli. Le perplessità relative a questo punto riguardano due aspetti: il primo relativo all’impatto che la realizzazione delle rampe determinerebbe sull’area verde sottostante il piazzale, di alto valore paesaggistico e connessione ecologica fondamentale tra vallone S. Rocco e Parco dello Scudillo; il secondo relativo al forte potere attrattivo di flussi veicolari causato da un nuovo accesso della Tangenziale, con un consequenziale maggiore pressione veicolare sull’area ospedaliera e con negativi effetti per l’aumento del traffico e dell’inquinamento.

Si ritiene che la ricerca di soluzioni infrastrutturali per questa parte della città, dalla Sanità a Capodimonte, non dovrebbe essere affrontato con proposte estemporanee di buona volontà ma all’interno di un Piano della Mobilità/Piano del Traffico in grado di offrire soluzioni equilibrate che rispondano alle esigenze di accessibilità in coerenza con le qualità paesaggistiche e nel rispetto dei valori ambientali. Questa metodologia caratterizza, del resto, il Piano del 2014, sinora inattuato perchè gelosamente custodito nei cassetti dell’assessore Calabrese.
Il modello di mobilità dolce individuato nel Piano prevede precise soluzioni su questa ed altre parti della città; soluzioni in grado di ridurre considerevolmente i flussi veicolari a favore di quelli pedonali e ciclabili attraverso l’attivazione di Zone a Traffico Limitato, l’incremento della velocità commerciale del trasporto pubblico, la creazione di itinerari ciclabili e di percorsi sicuri in prossimità delle principali attrezzature collettive, in primis quelle scolastiche. Nello specifico della “Collina Gentile” (da Capodimonte a piazza Cavour), l’attuazione delle scelte del Piano, attraverso il parallelo ripristino dell’orario continuo dalla ZTL di Piazza Dante e l’attivazione della ZTL nella Sanità, consentirebbe il forte decremento dei flussi veicolari e il miglioramento della pedonalità e ciclabilità, rendendo concreta una connessione pedonale di qualità tra il Centro Antico, la Sanità e, attraverso l’ascensore del ponte della Sanità (da potenziare e riqualificare) il Museo di Capodimonte, con potenziali benefici turistici anche su parte del corso Amedeo di Savoia. In conclusione le strategie attuabili sono evidentemente differenti. La prima prevede investimenti economici notevoli, tempi lunghi di realizzazione, impatti sull’ambiente, benefici economici concentrati; la seconda, come previsto nel Piano del 2014, si caratterizza per un approccio soft, prevedendo soluzioni con costi nettamente inferiori, tempi brevi, benefici economici maggiori dovuti a flussi turistici diffusi su un’area molto più vasta
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Titolo: Una Mobilità diversa è Possibile. – 
Enzo Russo – Architetto Mobility Manager Comitato Scientifico Gente Green – Green Italia
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