Una miniera urbana abbandonata nei nostri cassetti

Uno studio del Senato francese rivela come l'abbandono dei vecchi cellulari, oltre ad inquinare, spreca metalli preziosi e migliaia di posti di lavoro.

Gli Smartphone hanno rivoluzionato le nostre vite, questo è un dato scontato quanto incontrovertibile. Anche se tanti resistono e continuano a preferire il vecchio cellulare, in molti casi in grado di garantire una migliore ricezione del segnale telefonico, rispetto a quelli di ultima generazione, i dati però ci dicono che la stragrande maggioranza dei cellulari venduti sono ormai gli smartphone. Avere in tasca un cosiddetto telefono “intelligente” ci permette di avere Internet in tasca, i motori di ricerca ormai sono diventati l’estensione virtuale della nostra memoria, una banca dati infinita, i giornali on line consultabili mentre siamo in giro ci informano costantemente, i navigatori ci indicano qualunque percorso, e tanto altro ancora.  I social anche se molto spesso  ci proiettano in discussioni che rasentano il livello delle riunioni condominiali, ci permettono di sapere in tempo reale il pensiero di amici o personaggi pubblici su ogni fatto di rilevanza sociale, mentre prima dovevamo aspettare rare interviste oppure incontri occasionali.

Night time connection

In Italia le riviste specializzate calcolano che in media ogni anno acquistiamo 16 milioni di nuovi cellulari, e quasi 120 milioni di apparecchi sono stati sostituiti da un nuovo modello e quindi  lasciati, dimenticati nei cassetti, un quantitativo pari a 15.000 tonnellate!
Premesso che bisognerebbe sfuggire alla trappola dell’obsolescenza spesso programmata dalle aziende produttrici,  che spinge  verso un insensato consumismo, soffiando spesso solo da una smania da status symbol, e non da un reale bisogno,  ma quando si è deciso di sostituirlo, sarebbe utile riciclare e non conservare quello vecchio, ricordando che anche i telefonini rientrano nel cosiddetto decreto ” Uno contro Zero “, per cui all’acquisto di un nuovo apparecchio, deve essere il negoziante a farsi carico, gratuitamente, dello smaltimento del vecchio dispositivo. L’interesse primario rimane quello ambientale: Recuperare un telefono, regalandolo magari a chi potrebbe far comodo o rivenderlo utilizzando i tanti siti internet esistenti in rete, significa neutralizzare le sostanze inquinanti come quelle contenute nella batteria, evitando di lasciarle nell’ambiente, ma purtroppo solo il 3% della popolazione mondiale ricicla il vecchio cellulare.cop

La difficoltà maggiore resta la scarsa diffusione della cultura del “consumatore responsabile”, ed è questo il problema da superare,  bisogna pensare a soluzioni in grado di vincere la pigrizia dei cittadini, ancora in troppi trovano “faticoso” recarsi all’isola ecologica dove è possibile recuperare i rifiuti RAEE, perché quasi tutte situate in periferia. Si potrebbe incentivare il riciclaggio integrando le isole con altri punti di raccolta RAEE, come ad esempio presso i cinema e teatri, la grande ristorazione e presso i centri commerciali. Una buona campagna di informazione, tipo pubblicità progresso, mirata ad informare  correttamente i cittadini circa il contenuto prezioso del loro vecchio cellulare, oltre a liberare i nostri cassetti, potrebbe sviluppare una buona occupazione, creare tanti posti di lavoro. Difficile da quantificare il numero, anche se Ateliers du Bocage, un’agenzia francese specializzata, ha calcolato che per ogni milione di vecchi apparecchi da “lavorare”, in modo da recuperare i minerali ed i metalli preziosi contenuti, si potrebbero occupare non meno di 140 persone.  Pensiamoci!

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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  • Antonio Natale
    Antonio Natale
    3 ottobre 2016 at 18:11 - Reply

    Giustissimo. Bisognerebbe dirlo a tutti quelli che fanno la fila fuori agli Apple Store per procurarsi l ultimo iPhone. Qualche giorno fa tante persone si affollavano prima dell apertura a quello del vomero, e con i loro mezzi ostacolavano pure il trafficio. Comunque i l Asia ha i centri di raccolta itineranti, che raccolgono anche rifiuti tecnologici. Gli orari e le zone sono sul sito Asia. Personalmente l ho visti all opera al vomero ed a chiaia.

  • Umberto Laperuta
    Umberto Laperuta
    4 ottobre 2016 at 13:26 - Reply

    Si Antonio, anche se qualunque cosa è migliorabile,e quindi anche la raccolta dei vecchi cellulari, ma gia ora esistono tante opzioni per poterlo fare.
    Ciao