Una mamma in cerca di giustizia

Rischia di finire in prescrizione il processo per la morte sul lavoro di Matteo, stava montando il palco per il concerto di Laura Pausini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

scritto da Paola Armellini

Il 5 marzo saranno passati già 4 anni dalla morte di mio figlio Matteo: stava montando un palco, quello per il concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria. Matteo è morto sul lavoro.

Quattro anni in cui il processo per la sua morte, dopo un apparente celere avvio, rischia di fermarsi.

matteo-armellini-300x200Mi hanno proposto un accordo per i danni che avrei subito e ho rifiutato: per me giustizia è individuare il responsabile di quanto successo, non un assegno da 350mila euro sventolato in aula.

Il punto è che il procedimento per la morte di mio figlio Matteo quasi certamente dovrà iniziare da capo. Il giudice incaricato da giugno prenderà servizio a Palmi e toccherà ad altri gestire l’istruttoria dall’inizio fino alla fine. Questo vuol dire che molto probabilmente, davanti al nuovo Giudice tutti i testimoni che hanno già deposto dovranno tornare in aula per ripetere quanto in precedenza messo agli atti e forse tra un anno e mezzo il processo arriverà allo stesso punto in cui si trova oggi. Con l’avanzare del tempo, il risultato finale di tutta questa storia, potrebbe essere quello della prescrizione e dunque potrebbe essere che io non riesca mai a vedere i responsabili della morte del mio unico figlio.

Ci sono grosse possibilità che giustizia per Matteo non venga mai fatta perché il passare del tempo fa calare un velo di indifferenza sulla giovane vita di un lavoratore morto e fa perdere le tracce di quanto successo.

Quella di mio figlio è una triste storia in cui confluiscono una miriade di problemi all’italiana: improvvisazioni, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza e sugli infortuni sul lavoro per i lavoratori di serie B come Matteo ai quali si aggiungono tutti i noti problemi di un’organizzazione giudiziaria che certamente non agevola la richiesta di giustizia delle vittime del reato.

Matteo non tornerà in vita e forse nel suo caso non verrà individuato neanche un colpevole. L’unica ragione rimasta per andare avanti è per me fare in modo che la morte di mio figlio possa avere in qualche modo un senso. Un senso di giustizia per tutti.

crollo-palco-laura-pausiniPer questo, chiedo che vengano messi all’ordine del giorno i disegni di legge sulla prescrizione che prevedono la sospensione della prescrizione con la sentenza di condanna di primo grado.

Abbiamo bisogno di giustizia. Voglio almeno questa magra consolazione.

La mia è una triste storia come quella di tante altre mamme e papà, nella storia disgraziata di Matteo confluiscono una miriade di problemi, improvvisazioni, mancato rispetto delle norme di sicurezza. Proprio per questo avevo già lanciato un’altra petizione raccogliendo 133mila firme per quei lavoratori senza diritti, quelli dello Spettacolo. Di risposte non ne sono mai arrivate. Le istituzioni tacciono, ma la petizione è ancora attiva qui: http://change.org/matteo

Per me l’unica ragione rimasta è fare in modo che la morte di Matteo possa avere un senso, sia da stimolo per migliorare le cose. Faccio quest’appello affinché siano messi all’ordine del giorno i disegni di legge che prevedono la sospensione della prescrizione a seguito di una sentenza di condanna di primo grado.

Voglio almeno questa magra consolazione. Basta con l’impunità. Basta con la prescrizione.

firma la petizione

 

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