Una Costituzione fondata sulla frittura di pesce

La disgregazione in atto del tessuto democratico dell' Italia commissariata, può avere un senso per l’UE, ma non può essere accettata dai cittadini.

Tutti i sistemi politici, tra cui la democrazia, hanno dei tabù, ci sono cose che non si possono fare, parole che non si possono dire. In Italia negli ultimi 20 anni, da Berlusconi in giù, passando per Bossi, Grillo e Salvini, fino al Governatore della Campania Vincenzo De Luca, abbiamo superato ogni limite.
Dopo un fenomeno come quello di  Donald Trump esploso a livello planetario, pensando al futuro viene da chiedersi se i De Luca ed i Trump rappresentano un’eccezione o se invece sono definitamente saltati i codici politici. La correttezza in politica, è diventata solo una nuova forma di provincialismo?
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Le parole di Vincenzo De Luca su Rosi Bindi erano un “fuori onda”, così come il suo successivo ”show” all’Hotel RAMADA descritto nell’articolo pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”, quando davanti a 300 amministratori locali, sicuro di trovarsi tra “amici”, si è lasciato andare a scene degne del film “Il Padrino”:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/18/de-luca-al-sindaco-di-agropoli-fai-quello-che-cazzo-vuoi-ma-porta-4mila-persone-a-votare-video/3203425/

Prendiamo Franco Alfieri (Sindaco di Agropoli n.d.r.), notoriamente clientelare”.
Risate. Applausi.

“Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella”. Altri applausi.
“Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare, (è da sottintendere per il SI
ndr). Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”.

Se il 4 Dicembre malauguratamente dovesse vincere il SI, questi sono i personaggi che ci ritroveremmo eletti al Senato, gente che alle parole di De Luca, invece di indignarsi, rideva ed applaudiva per compiacere il capo, gente disposta a tutto pur di guadagnarsi l’immunità parlamentare. Lo stesso Senato che nel corso della storia d’Italia ha visto seduti tra i suoi banchi gente come Pertini, Montale, Toscanini, Bobbio etc., ora potrebbe vedere gente, la maggior parte dei quali, all’ appello invece di rispondere “presente”, potrebbe essere costretto a rispondere “non indagato” per distinguersi.
Se spiassimo l’intero panorama politico italiano dal buco della serratura, probabilmente ne vedremmo e ne sentiremmo di tutti i colori, e forse saremmo indotti a cambiare idea su tanta gente, ma un rappresentante delle istituzioni, un Presidente di Regione, lo è sempre, in ogni circostanza, anche quando è “fuori onda” o tra amici, quindi nessuna attenuante per De Luca, non ci sono scuse ne atti riparatori da offrire, solo le dimissioni e l’apertura di un’inchiesta per verificare la fondatezza di certe sue dichiarazioni che suonano come una chiara denuncia di reati.
L’indignazione che si è scatenata non è perbenismo o scandalismo propagandistico, nel mezzo di una campagna elettorale per il referendum, quelle dichiarazioni rappresentano un oltraggio sostanziale alla sovranità popolare.
Continuando a leggere l’articolo de “Il Fatto”:
In America Trump ha vinto col 25 per cento sul 50 per cento dei votanti e in totale ha preso 600mila voti meno della Clinton. Se fosse successo in Italia, apriti cielo: il fascismo, l’autoritarismo. La democrazia è il governo della minoranza più forte, l’idea che ogni cittadino deve avere la sua rappresentanza è un’imbecillità. Trump col 25 per cento controlla la Camera, il Senato e la Corte costituzionale”.
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Come attraverso la filigrana, dalle parole di De Luca emerge un Laurismo di risulta, il disprezzo totale per il popolo elettore. e chiarisce forse il vero obiettivo non dichiarato di questa riforma. Un progetto politico che intende trasformare indirettamente, la nostra Repubblica parlamentare in una Repubblica del “Capo”, attraverso un aumento smisurato del potere del Governo, ed un Parlamento senza le necessarie garanzie e contrappesi. Un surrogato all’italiana del premierato.
Un inganno nei confronti del popolo italiano operato da un Parlamento abusivo in quanto eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale, lasciato in carica unicamente per l’ordinaria amministrazione, e che invece si arroga il diritto di voler cambiare addirittura la Costituzione.
Ebbene ricordare anche che questa riforma viene da un Governo presieduto da un signore non eletto da nessuno, nominato da un Presidente della Repubblica rimasto in carica nonostante avesse già completato il sue settennale mandato, un evento mai accaduto nella storia del paese.
Il quale per velocizzare il processo di riforme, sostituisce il Governo in carica, quello di Enrico Letta, con la sola sfiducia della Direzione del PD, senza la ratifica del Parlamento.
Un’arrogante manovra di palazzo, un atto di scorrettezza istituzionale gravissimo, passato sotto traccia, e coperto dal mantra ossessivo del “celochiedeleuropa”.

Episodi che si sommarono ad altre azioni come le contestazioni plateali in Parlamento dei M5S, l’emiciclo trasformato in una specie di arena, insulti e minacce al capo dello Stato, alla presidente della Camera, ad avversari politici e giornalisti, una disgregazione del tessuto democratico impressionante che impone una riflessione su quale direzione sta prendendo la democrazia in Italia. E’ giunto il momento di preoccuparci non solo delle politiche economiche, ma ormai anche sul senso della nostra democrazia e sulla sua effettiva operatività nel nostro paese.

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
Un commento

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  • Jayden
    17 febbraio 2017 at 12:10 - Reply

    Re Ice Breaker,There is another reason beyond military cotdaserinions Stalin seemed reluctant to launch an invasion of Western Europe. Seeing how the Red Army could not even take down tiny Finland easily, Stalin probably knew that a war with Germany would most likely end badly and that a second failed war would weaken his hold on power thus increasing the odds other Communist party members would (literally) give him the hook for military incompetence.