Un vinile per le Fede’n’Marlen

Continuano gli appuntamenti di Tania Sabatino, incontro con le Baronette rampanti della musica

Segnalo quest’appuntamento in note con la presentazione del primo vinile delle partenopee Fede’n’Marlen. Il vinile, la cui uscita è prevista per febbraio 2016, è prodotto e distribuito dalla Europhone Records di Gennaro De Concilio. La mission di Europhone Records è di valorizzare talenti accompagnandoli al mercato discografico italiano ed estero.

Il catalogo è progettato in modo da dare spazio a diversi generi musicali. Nella fase di start-up dell’etichetta sia il catalogo che le
produzioni della stessa sono state incentrate sulla qualità, raccogliendo e mettendo in campo l’eredità dei suoni mediterranei
della città di Napoli. Nella fase di consolidamento del brand è prevista l’apertura verso altri generi musicali mantenendo alto il
livello artistico dei contenuti.

fedemarlen 2Europhone Records oltre ad offrire un servizio di stampa, distribuzione e promozione dei prodotti discografici è tra le poche etichette indipendenti italiane attive nella produzione di artisti, sia emergenti che già affermati nel mercato discografico.
La gestione del brand e lo sviluppo di Europhone Records è di Gennaro de Concilio, produttore discografico, già fondatore e manager del brand multinazionale Veloce® del quale l’etichetta è parte della sezione Entertainment, mentre la direzione artistica del catalogo è curata dal maestro polistrumentista Arcangelo Michele Caso.

Sarà presentato lunedì 30 novembre, alle 20.30, in anteprima nazionale, nella trasmissione in streaming “Il Barone Rosso” di Red Ronnie.

È un appuntamento utile per poter coniscere meglio la crescita e l’ascesa dell “baronette rampanti” della musica

Siamo davvero lieti di poter accompagnare la crescita e l’ascesa di queste “baronette rampanti” della musica.

Marilena è cresciuta con le partiture fuori dalla norma della canzoni di Carmen Consoli e con la sua ricercatezza per le parole, per la voglia di indagare i sentimenti in maniera acuta e intima.

Scrive canzoni da quando aveva 16 anni, alternando all’italiano la sua lingua “karmica” da quando a 24 anni trascorre prima del tempo in Argentina e poi si trasferisce in Spagna. Da lì nasce la sua passione per il cantautorato sud americano, Drexler, Veloso, Calcanhotto, ricco di suoni contaminati, di immagini metaforiche che spesso preferisce utilizzare per descrivere le proprie emozioni.
Nel 2013 si affaccia per la prima volta nella musica indipendente presentando al contest del “Eco Music Festival” due brani inediti in spagnolo, con i quali vince e apre, nelle serata finale del festival, il concerto di Appino ( Zen Circus).

Foto di Oriana Lippa 1Nello stesso anno fonda con Federica Ottombrino il duo fisarmonica e chitarra “Fede’n’Marlen” . Tutto si basa sulla libertà, il concetto che unisce le due cantautrici.

La musica è il pretesto migliore per porter raccontare, urlare, viaggiare e conoscere.  Quello che importa è la conoscenza, di antiche storie o  di altre culture, che hanno la possibilità di inserire nelle loro canzoni filtrando tutto attraverso il loro forte attaccamento alle radici, dalla lingua napoletana all’uso che ne hanno fatto i suoi grandi interpreti dal teatro alla canzone antica.
Il viaggio è il mezzo con cui poter assorbire nuove storie ed esperienze e nel contempo portare ad un pubblico sempre più vasto la propria visione della vita, della Femminilità, della musica stessa.

La musica sussurrata e disarmante ma anche urlata come una vela stracciata, a volte imprecisa ma forte di un’interpretazione entusiastica. Per loro non esiste una musica suonata con tecnicismi e una “semplice“. Per loro esiste la musica “sentita”, che può essere suonata sia con la lunga esperienza del conservario che con la conoscenza dei sensi.

L’amore è il grande tema affrontato, ma sotto tante forme differenti. Sono raccontate disillusioni in rapporti d’amicizia, gratitudine per la propria madre, amori che sanno valicare meridiani ed altri che sanno guardare avanti, amore per la propria gente costretta all’ignoranza e alla violenza a cui si augura di pulire il proprio karma.

Invece Federica racconta che spesso si immagina che un musicista/ cantante, a maggior ragione se compositore delle sue musiche e dei suoi testi, sia un virtuoso, studioso fin dalla prima infanzia e che il suo percorso con la musica abbia radici lontane.

Foto di Oriana LippaNon è  sempre così. E questa è la mia storia..la mia esperienza. La musica scorre nelle mie vene in quanto napoletana. Ho deciso di fare della musica la mia vita quando ho scoperto, anche e soprattutto grazie alla pratica buddista, che nella mia voce era racchiusa la strada per stare bene, per portare anche gli altri a sentire in maniera profonda. Con le parole o meglio con la voce parlata non sarei in grado di comunicare quanto con le nostre canzoni. Nonostante componga con  la chitarra, il mio strumento è  la fisarmonica. Ho iniziato a studiarla due anni fa dopo aver conosciuto Antonella Monetti cantante e fisarmonicista napoletana, e in lei ho riconusciuto la grande forza e la grande passione che solo la femminilitá può esprimere. Quando suoni la fisarmonica lei diventa la tua pancia, respira per te, nel posto della crazione.

L’incontro con Marilena ha segnato un vero e proprio spartiacque della mia vita. La nostra diversitá è ciò che ci rende complete piuttosto che contrapposte. Da qui il titolo Mandorle per il cd, ovvero un frutto il cui interno è  protetto da due gusci che spingono in direzione opposta: la dualitá trova massima espressione nell’amore e non nella lotta. La mandorla inoltre geometricamente è  data dall’incrocio di due cerchi. Due mondi separati che si intrecciano al centro per dare vita ad una terza cosa. Cosi sono le nostre canzoni… due brani in ognuno, dove la fusione delle voci da vita ad una terza melodia.

Le foto di corredo all’articolo alle Fede’n’Marlen sono di Oriana Lippa cui va il nostro ringraziamento

Tania Sabatino

La mia è un'anima ibrida: sociologa, dottore di ricerca, giornalista e divulgatrice scientifica. Trait d'union il desiderio di raccontare storie, sollevando il velo e ridando centralità alla vita ed al coraggio quotidiano degli "uomini non illustri", come li chiama Giuseppe Pontiggia
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