Un risveglio è possibile

L'Italia è stata terra di conquista, e il ventennio fascista servì solo a dividere. Le attuali politiche liberiste sono d'ispirazione mafiosa

Scritto da Ciro Ridolfini

Un vero cambiamento politico italiano passa attraverso la conoscenza. Ognuno è esposto alla “dura prova della Storia”. Se oggi la storia ci indica che l’ aggettivo “democratico” si è fatto “mostruoso” per la irresponsabilità dei lestofanti della politica, si rischia la “confusione”.

E  nelle ore di confusione bisogna ritrovare il “fondamento“. La memoria storica è il fondamento per una “Rinascita“. “Il pensiero è il potente antidoto contro i mali del nostro tempo”, asserisce autorevolmente il filosofo Masullo.

E qui sarebbe doveroso aggiungere che “l’ Azione va ricomposta”. Gli artisti, i letterati, gli intellettuali tutti sono chiamati, mai come adesso, ad un autentico e genuino slancio d’ impegno civile nel rimuovere “un destino senza futuro“.

Tutti dovremmo adoprarci con coraggio per un nuovo cambiamento, senza idee preconcette, guardando con la “libertà della mente” alle giuste scelte da farsi. “La storia siamo noi” asserisce qualcuno, strizzando l’ occhio a “ditte di successo”. Invece la verità è più complessa: “La storia siamo ‘anche’ noi” e la nostra Italia, purtroppo, ancora domanda, con urgenza al suo Popolo, una nuova storia.

Il nostro è un paese giovanissimo.  Nacque con una vaga idea della nostra identità, poi col tempo e con  estenuanti sacrifici consolidammo una vaga idea di Nazione.

Prima dell’ Unità fummo in cerca di un padre . Forse il Papa, come credeva Gioberti,  rappresentava l’ unica forza capace di  “unire”.  La “dea “ mazziniana fu indubbiamente la Repubblica, nella quale il Mazzini identificava l’ unica via di uscita per una vera Unità.

Garibaldi  guerreggiava in una disgiunzione ideale per una Italia comunque, anche con i Savoia ! I letterati, pregnati di pessimismo, non furono costruttori di “Unità” .

Cavour, da sabaudo-piemontese guardava all’ Italia come “terra di conquista” nello spirito di una espansione. L’ assurdo ventennio fascista riuscì solo a dividerci. Dunque il progetto unitario è  vera ardua impresa, congiungere tutte le forze per una democrazia costituzionale che riesca a polverizzare ogni sorta di “democratura” anti unitaria è fatica tremendamente titanica .

Si richiede , in un processo lunghissimo per una  Unità piena , una pazienza costruttrice infinita.   Ciò non induce ad arrenderci ! nuove energie si affacciano per un possibile risveglio politico.  Urge una democrazia per le autonomie locali per l’ Unità.  Le attuali politiche liberiste, d’ ispirazione mafiosa, si preoccupano solo “dell’ antisociale” profanando la Costituzione e quant’ altro.

La Resistenza, intesa come lotta alle ingiustizie, è tutt’ ora legittimamente attuale.. Essa passa necessariamente per la coscienza di un intero popolo, la cui emancipazione politica rischia di rallentare inesorabilmente se si abbassa la guardia nel marcare o, se necessario, sfidare chi agita le Istituzioni per asservire al potere industriale-capitalistico-finanziario-  che ancora elude la corretta gestione della Democrazia.

Sappiamo che il livello medio intellettivo-creativo del popolo  è stato sempre altissimo e che vi sono tutte le premesse perché esso possa essere il motore  di un sacrosanto e legittimo rivolgimento politico Nazionale . E’ palese che stiamo sotto un regime abominevole del più bieco provincialismo, violento e lesivo ad un progetto dei più elementari valori di legittimità civile

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