UN NUOVO REFERENDUM IN CATALOGNA

Una proposta per la questione dei rapporti fra la Catalogna e lo Stato Spagnolo

A Barcellona nel Parlamento della Regione Catalana il Presidente della Generalitat Carles Puigdemont si é dichiarato favorevole all’indipendenza della regione catalana dallo Stato Spagnolo, ma subito aggiunge che propone di sospendere la ‘dichiarazione d’indipendenza’ per qualche tempo, al fine di procedere con i negoziati da fare sia con lo Stato Spagnolo, sia con Comunità Internazionale.

Qui non vogliamo discutere la questione degli eventuali equilibrismi politico-istituzionali e legali, legati al discorso (dichiarazione d’indipendenza?) appena pronunciato dal Presidente, ma vogliamo esporre una proposta che rimetta al centro del protagonismo sociale e politico il popolo, che – ricordiamo – é unico sovrano di un autentico Stato moderno.

Lo svolgimento del referendum in Catalogna é stato turbato in modo determinante  dalle pressioni provenienti sia dallo Stato Spagnolo, sia dagli indipendentisti estremisti: in pratica, é andato a votare meno del 50% del popolo residente in Catalogna. Certo, il 90% dei votanti si é espresso a favore dell’indipendenza, ma a rigore dobbiamo dire che non vi é la maggioranza assoluta dei residenti in Catalogna, che si sia pronunciata a favore dell’indipendenza della Catalogna. Tutto ciò crediamo che sia accaduto perché la consultazione non si é svolta con la dovuta serenità e la rigorosa osservazione delle elementari regole concernenti le consultazioni elettorali. Data la posta in gioco, sarebbe stato utile per tutti (e politicamente accorto) sia non mandare le forze di polizia in giro per le strade (per impedire lo svolgimento della consultazione), sia far controllare ad un equipe internazionale il regolare svolgimento delle operazioni di voto.

Pertanto, la proposta che formuliamo é la seguente: attuare un nuovo referendum 1) che sia svolto senza la presenza massiccia delle forze dell’ordine che avrebbero dovuto addirittura impedire la consultazione (prevedendo, quindi, la presenza delle forze di polizia solo ed esclusivamente per garantire la sicurezza nel corso della consultazione); 2) che lo svolgimento della pronuncia elettorale (con valore deliberativo) sia controllato da osservatori internazionali che – ci si augura – siano quanto piú imparziali possibile. Augurandoci che sia così realizzata una deliberazione referendaria realmente libera e magari partecipata dalla maggioranza assoluta della popolazione residente in Catalogna che ha diritto di voto.

In tal modo, tutta la comunità nazionale spagnola e internazionale potranno serenamente risolvere la questione catalana in modo non cruento nel rispetto della sovranità popolare.

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  • Maurizio DerSuchende
    Maurizio DerSuchende
    21 ottobre 2017 at 8:56 - Reply