Un NO al nuovo “VENTENNIO” Renzi-JP Morgan

NO alla trasformazione della Costituzione, da strumento del popolo per contenere il Governo, a strumento per le lobbies per contenere il popolo

 

“Il SI può aiutare l’Italia, mi auguro che Renzi vada avanti”. Così parlò Mister Obama appoggiando lo spadone sul capo di Renzi durante l’ultimo ricevimento ufficiale alla Casa Bianca da presidente USA. L’ennesima conferma che questa riforma sta molto più a cuore, o meglio al portafogli dei potentati economici internazionali,che ai cittadini italiani. La più vasta e complessa riforma mai intrapresa nella storia della Repubblica con ben 40 articoli nel suo mirino, più o meno lo stesso numero di quanti ne sono stati modificati nel corso degli ultimi 70 anni.
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I cittadini verranno interrogati con un quesito truffaldino, ammiccante ad efficienza e risparmi, mentre come un cavallo di Troia, porta in pancia una gigantesca operazione di ingegneria istituzionale, un fortissimo squilibrio tra potere legislativo e quello esecutivo, aggravato da un indebolimento degli organi di garanzia.  Le massime istituzioni dello Stato trasformate in una specie di CdA, dove il Parlamento, cioè il popolo, rivestverebbe il ruolo di socio di minoranza, e il presidente del Consiglio con le lobbies affaristiche di cui potrebbe essere espressione (Referendum No TRIV docet), come soci di maggioranza, mentre il Presidente della Repubblica non sarà più figura di garanzia super parters. L’Italia-paese visto come un potenziale mega discount per lo shopping a buon mercato di multinazionali e gruppi finanziari, pronte ad allungare le mani sulle ultime risorse disponibili.

L’argomento più gettonato da Renzi è senz’altro la presunta “legislazione lumaca” con il bicameralismo  sul banco degli imputati, forse attraverso alcuni esempi si può comprendere meglio quanto sia falso questo argomento. Fuori dai talk show, nella vita reale, noi tutti sappiamo bene che, anche se il Parlamento italiano fosse stato composto non da 2 rami, ma da 4, 8 o 16 camere, ogni volta che c’è stata la precisa volontà politica per approvare una legge, l’iter parlamentare è sempre stato fulmineo. Per la Riforma Fornero ad esempio,(allungamento dei tempi per andare in pensione) bastarono soli 19 giorni per diventare legge e  colpire alle spalle migliaia di esodati, per il Lodo Alfano (salva Berlusconi) ne impiegarono 20, e non ne parliamo quando il Parlamento è chiamato a decidere sugli aumenti degli stipendi per i parlamentari, approvati sempre in tempi flash. La lentezza per approvare una legge è solo il frutto della DIVISIONE politica, certamente non per l’esistenza del Senato, così come vogliono farci credere. Se andiamo sui siti specializzati, compreso quello del Senato, al di là di eccezioni che pur ci sono state, i dati dimostrano come la media dei giorni necessari per convertire i decreti del Governo in legge sia stata di poche decina di giorni, ed un centinaio invece per le leggi di iniziativa parlamentare.
no-renzi2Tempi ragionevoli ed utili per maturare decisioni ponderate, soprattutto se pensiamo all’impatto che  avranno sulla carne viva dei cittadini questi provvedimenti. Del resto, anche nelle nostre assemblee condominiali, per deliberare il rifacimento della facciata del nostro palazzo impieghiamo mesi se non addirittura anni, e non perché non abbiamo di meglio da fare, ma solo perché stiamo attenti a non farci fregare. Quella che Renzi ed i suoi replicanti chiamano poca efficienza o inutile perdita di tempo, è invece la liturgia fisiologica della DEMOCRAZIA, e dobbiamo stare molto attenti a demonizzarla. Dopo anni di spauracchi, questa volta il rischio di scivolare in una dittatura è maledettamente reale. La riduzione degli spazi decisionali condivisi prevista dalla riforma, è veramente impressionante, la democrazia viene svenduta, a vantaggio della dittatura di minoranze “dopate” da un intollerabile premio di maggioranza

Ad un “senaticchio” formato da Sindaci e Presidenti di Regione, quindi non eletto direttamente dal popolo ma dai partiti, si aggiungerebbe anche una Camera dei Deputati composta da una legge elettorale INDECENTE come l’Italicum,  approvata e che entrerà in vigore a partire da Luglio 2017.

no-renzi3L’Italicum prevede il ballottaggio tra i due partiti che avranno ottenuto il maggior numero di voti, assegnando al partito che vincerà questo secondo turno, un premio di maggioranza che gli permetterà di governare indisturbato, anche se al primo turno avrà ottenuto la miseria di 25-30% dei voti. Aggiungiamoci poi il fatto che sulla scheda elettorale ci sarà l’indicazione del candidato Primo Ministro e dei parlamentari da eleggere, nomi ovviamente scelti anche questi dai partiti. Un meccanismo infernale in grado di blindare il potere di un Primo Ministro forte , con numeri sufficienti e garantiti da una pletora di uomini e donne “Hi Fi”, visto che sarà lui stesso a scegliere i nomi da mettere in lista. Quindi un Governo insindacabile e inattaccabile per un’opposizione parlamentare (il 70-75% del resto del paese), confinata dall’Italicum ad uno sterile esercizio di diritto di tribuna.

Come se non bastasse già questo, ad aggravare ulteriormente il rischio di autoritarismo, il partito che vincerà le elezioni potrà agevolmente eleggersi anche il Presidente della Repubblica autonomamente.
Ricordiamo che il P.d. R. viene eletto con la maggioranza assoluta del Parlamento riunito in seduta comune. Con l’attuale Senato, su 950 membri servono 476 voti, se invece passerà il SI alla riforma, grazie alla prevista riduzione dei senatori, ne basteranno appena 366. A questo punto, se pensiamo che il “generoso” premio di maggioranza assegna la bellezza di 340 seggi al partito vincitore del ballottaggio, e che a questi si aggiungeranno anche i 12 derivanti dal voto all’estero, a quel punto in un Senato composto da Presidenti di Regione e Sindaci, ovviamente appartenenti anche al partito del premier incaricato, non sarà certo difficile racimolare i pochi voti che serviranno per raggiungere quota 366, ed eleggersi così il “proprio” P.d.R.
Un obbrobrio, dove il controllato, cioè il Governo, si potrà scegliere anche chi dovrà essere il suo controllore. Come vogliamo definire questa architettura istituzionale se non una DITTATURA?

no-renzi5Un assaggio di quanti disastri potrebbe compiere un Governo così forte e con il Presidente della Repubblica non più figura super parters, lo abbiamo avuto già nel corso degli ultimi anni con  Napolitano ed i suoi governi Monti, Letta e Renzi, sostenuti da maggioranze trasversali e blindate, “giustificate” con l’urgenza di dover salvare il paese dal baratro, o almeno così ci hanno raccontato. Governando indisturbati hanno approvato delle enormità di portata storica, all’insaputa dei cittadini e mai discusse in nessuna campagna elettorale. La Riforma Fornero o strumenti fallimentari quanto inutilmente costosi come il Job Acts e Vouchers, restaurando un nuovo medio evo dei diritti civili e sindacali. Oppure la riforma dell’articolo 81 della Costituzione, che ha inserito nella Carta l’obbligo del pareggio di bilancio, subordinando così alla disponibilità di cassa anche diritti universali come quello alla salute ed all’istruzione.

Ed ora con quest’ultima Riforma Boschi si punta a completare l’opera, si mira a cancellare ogni residua traccia dell’ispirazione socialista contenuta nella nostra costituzione, guarda caso, così come “suggerito” anche da J.P. Morgan in un proprio “studio” dal titolo “Aggiustamenti nell’area Euro”.
http://www.wallstreetitalia.com/jp-morgan-all-eurozona-sbarazzatevi-delle-costituzioni-antifasciste/
In quel documento del 2013, la potente banca americana individuava nelle costituzioni antifascite, troppo sbilanciate sui diritti e le tutele, la causa del fallimento delle ricette neo liberiste della TROJKA, soprattutto nei paesi del sud Europa. Riforme quindi non solo di tipo economico, ma un cambio di civiltà e di identità di interi popoli, una specie di revisionismo storico in vitro, cancellando dal nostro DNA la storia scritta con il sangue dei nostri padri.

“Verso il no”Articolo precedente:
http://www.cantolibre.it/salvare-il-salvabile-votiamo-no-perche/

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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