Un libro on line

Chissà perché, ci sono uomini per cui la morte riguarda esclusivamente gli altri. Vivono come fossero eterni. Per fortuna la vita finisce

Scritto da Giuseppe detto Geppino Aragno

– Guarda, stavolta voglio essere chiaro: l’acquisto online ormai non è solo una comodità. E’ uno dei caratteri nuovi della modernità!

Quante volte Antonio le aveva sentite così entusiaste e convinte, le reclute del «nuovismo» e quante volte aveva chiesto dove mai fosse scritto che ciò che è nuovo è sempre buono. Risposte non ne aveva avute, ma spesso gli era piovuto addosso, come un bollino qualità, il giudizio sprezzante di quelli che Antonio chiamava «neofuturisti del consumismo»:

Seniors sitting in the park after a workout

– Il problema, caro Antonio, non è che sei invecchiato. Il guaio è che tu sei nato vecchio, che è una cosa diversa! E’ una vita che fai il rivoluzionario, ma sei la prova vivente che tu e la tua sinistra siete stati e sarete sempre la peggiore espressione della conservazione! Non sapete guardare al futuro.

Perché avesse cambiato d’un tratto opinione non era facile capire e una spiegazione non ce l’aveva nemmeno lui. Stanco di fare il bastian contrario, di ostentare con puntiglio una diversità che ricordava l’odiato anticonformismo radicalchic?

Antonio non l’aveva capito, tuttavia, anche se non l’avrebbe mai confessato, ci entrava di certo una speranza: cogliere un segno di approvazione negli occhi castani e dolci della signorina Maria, un’insegnante di musica che, nonostante gli anni, gli aveva risvegliato nel cuore inaridito turbamenti di cui non aveva più memoria. Fosse quel che fosse, era andata così: all’ombra di un platano, nel solleone di fine giugno che scottava nonostante il rosso del tramonto, tra i soliti commenti sconci dei «giovanilisti» ormai settantenni su cosce, culi e tette delle badanti slave in giro tra aiuole e panchine coi loro vecchi incartapecoriti, Antonio l’aveva annunciato un po’ farfugliando, un po’ guardando di sott’occhi Maria che a quell’ora, nel parco, non mancava mai:

– Ho ordinato un libro online alla Feltrinelli!

Qualcuno applaudì, ma un commento feroce spense i consensi:

– Adesso bisogna solo aspettare che Feltrinelli chiuda!

Tra applausi, commenti e battute sconce, Antonio colse l’ombra che attraversò come un velo gli occhi profondi e ancora limpidi di Maria e sentì la ferita dolorosa della delusione. “Ma come, pensò, pareva che fossi la prima a criticarmi e ora mi guardi come ti avessi tradita?

Non disse nulla, però. Stette zitto, strinse gli occhi, come un miope che non riesce a leggere, si passò lievemente la mano sulla fronte, come a scacciarne un pensiero, poi si sentì osservato e guardò immediatamente altrove. Se qualche «giovanilista» avesse colto anche solo uno sguardo in più rivolto a Maria, sarebbe stata la fine. Basta poco per passare da rivoluzionario conservatore a vecchio satiro in fregola e i «giovanilisti», che si perdonavano a vicenda i desideri più osceni sulle slave, sarebbero stati spietati nel condannare «la più depravata condotta mai vista in vecchio dell’età di Antonio».

Alla metà di un luglio rovente e assassino per giovani, vecchi e «giovanilisti», del libro, che era ormai diventato un interesse collettivo, non si avevano notizie. Mentre l’attesa di Antonio era ormai diventata spasmodica, per i «neofuturisti del consumismo» non c’erano dubbi: il ritardo non era inspiegabile; si trattava solo della prevedibile conseguenza d’una forzatura:

– Hai voluto fare il furbo, vecchio statalista e nemico del consumismo? Hai pensato di fregare un privato del livello di Feltrinelli? Ben ti sta! Ora lo sai: il grande fratello ti guarda e il libro a te non lo darà mai.

Antonio cominciava a credere che fosse vero e che meritava di non ricevere il libro. Ciò che non capiva e più il tempo passava, più lo feriva, era lo sguardo di compatimento che gli riservava Maria. In un modo o nell’altro, col libro o senza libro, Antonio prese a sperava ardentemente che quella situazione trovasse una conclusione. Più che il caldo rovente, il fuoco dentro glielo accendeva ormai la distanza che la maestra di musica aveva messo tra loro. Con tutti era pronta a far sentire la sua voce calda e armoniosa, con lui no. Con lui stava zitta.

Stanco e irritato, inviò infine una protesta a Feltrinelli e l’asettica, ma a suo modo tranquillizzante risposta del «servizio clienti», che grazie all’organizzazione del privato aveva persino un nome e si chiamava Cecilia, lo rasserenò:

«Gentile cliente, si è purtroppo trattato di un disservizio tecnico. Il fornitore non ha mai ricevuto l’ordine da noi trasmesso per via informatica. Il testo è stato ordinato di nuovo e arriverà presso il nostro magazzino all’inizio della prossima settimana. Contiamo quindi di evadere il suo ordine entro pochi giorni e ci scusiamo per il disservizio». Seguivano i saluti e la firma della misteriosa Cecilia. Rasserenato, Antonio, per zittire i sempre più aggressivi «neofuturisti del consumismo», non perse tempo. All’ombra del solito platano lesse la missiva, sopportò i commenti sull’efficienza del privato, ma lo ferì l’occhiata della muta Maria, che gli sembrò sprezzante sotto la crocchia di capelli ondulati, ringiovaniti dalla tintura rosso tiziano. Si sarebbe offeso, se la fossetta sulle guance e le labbra carnose e sorridenti, non gli avessero provocato – va a capire perché, si stupì – pensieri terribilmente dolci.

Da uomo mite, non polemizzò con l’accattivante Cecilia. D’altra parte, pensò, che polemica faccio e a che servirebbe? E poi – si sorprese a pensare – non avrà certamente il volto irritante di un impiegato  statale. Irritante, aveva pensato, ma subito dopo gli era venuto un forte senso di colpa. Tenne per sé le solite osservazioni sul mitico «privato» e sull’abolizione del servizio pubblico come panacea di tutti i mali e rispose conciliante a Cecilia: «Non importa, capita nelle migliori famiglie. Cordiali saluti e buon lavoro».

Non c’era dubbio. La pressione neofuturista e l’inspiegabile disapprovazione dell’ombrosa Maria gli stavano causando una crisi d’identità. Non si riconosceva più. E poi, diavolo, bisognava pure che si decidesse: o era vecchio, come aveva pensato negli ultimi anni – e allora la faccenda di Maria era a dir poco ridicola – o avevano ragione i «giovanilisti» e quindi… Era impegnato in queste riflessioni complicate, quando, tre giorni dopo lo scambio conciliante con la sconosciuta Cecilia, partita addirittura prima dell’alba, alle 4,05 – il privato, si sa, lavora anche la notte – gli giunse una nuova, inquietante comunicazione: il suo sventurato ordine era stato dichiarato d’un tratto «non evadibile», perché – teneva a spiegargli un marziano che non si chiamava più Cecilia, ma era trincerato dietro l’anonimo Ufficio Clienti – il suo libro non era risultato reperibile nonostante l’avessero cercato presso tutti i loro fornitori. Nessun cenno al risarcimento del danno per il tempo perso, però, se avesse voluto informazioni più chiare, il marziano era a sua «disposizione dal lunedì al venerdì (9.00-13.00 | 14.00-18.00) al numero verde 199.515.317, oppure all’indirizzo e-mail».

«Dopo il messaggio partito all’alba, l’orario di lavoro s’è misteriosamente accorciato», pensò Antonio. «A quanto pare, la notte per fortuna nessuno lavora più come uno schiavo e il sabato s’è convertito al fascismo». Quando però ne parlò con gli amici, fu veramente un coro:

– «Ma che dici?», commentarono i «neofuturisti». «Non azzardare paragoni! Feltrinelli è un privato! Tu chiami e lui ti spiega tutto».

Maria si chiuse nel silenzio anche stavolta, ma sì lasciò sfuggire un sospiro che pareva consigliargli di abbandonare la partita; Antonio non volle crederci, ma gli sembrò un sospiro di nostalgia. Era come se Maria volesse dirgli che era molto meglio l’Antonio di qualche tempo prima, quello che se la prendeva coi «giovanilisti» e non faceva acquisti on line perché sosteneva che tutto serviva a indurci a consumare. Dimentico di se stesso, tuttavia, Antonio stavolta non badò a Maria e chiamò i marziani. Per un’intera giornata a ogni telefonata una suadente voce femminile prima gli ricordò che poteva informarsi on line della situazione del suo acquisto, poi gli offrì due opzioni: premere il tasto uno o premere il due… Antonio pigiò l’uno e quella ricominciò: prima gli ricordò che poteva informarsi on line della situazione del suo acquisto, poi gli offrì due opzioni: premere il tasto uno o premere il due. Quando scagliò il telefono contro il muro, era ridotto a uno straccio. Agosto s’annunciava più torrido di luglio e le librerie avevano chiuso. C’erano aperti solo i negozi della Feltrinelli, ma lì non sarebbe andato nemmeno con pistola puntata alla tempia. Temeva di fare sciocchezze.

Quando Maria annunciò che s’era decisa a lasciare definitivamente la città per andarsene a vivere dalla sorella in Liguria, Antonio era alle prese con una nuova comunicazione dei marziani. Aveva mandato alla Feltrinelli una mail piccata con cui esprimeva il suo disappunto:

– Come potrete controllare sul vostro stesso sito, aveva scritto, il libro che vi ho chiesto è presente nei vostri negozi in mezza Italia. Com’è possibile che per voi sia introvabile? Non mi pare un’affermazione degna di un’azienda seria come la vostra. E non è tutto. Come vi ho già scritto, ho chiesto una copia dello stesso libro a Hoepli la settimana scorsa per fare un regalo. Il libro è giunto al destinatario in cinque giorni, senza problemi e voi, dopo ritardi incalcolabili e l’ammissione di un vostro disguido, voi sostenete oggi che il libro non è reperibile! Sarei lieto di sapere se posso ancora contare su di voi per i miei acquisti on line. Conto su una vostra sollecita risposta.

Dopo due giorni di silenzio il marziano gli aveva risposto:

– Gentile cliente, l’addebito sulla carta di credito utilizzata per il suo ordine su LaFeltrinelli.it non è andato a buon fine. Per sbloccare la spedizione dell’ordine verifichi i dati della carta nella sua Area Personale (può eliminare una carta scaduta e sostituirla inserendone una nuova). Appena effettuata l’operazione, la invitiamo a darcene riscontro rispondendo a questa e-mail oppure contattandoci telefonicamente. Seguivano i cordiali saluti del servizio clienti LaFeltrinelli.it. Cecilia era svanita nel nulla. In quanto a Maria, non lo aveva nemmeno ringraziato per il libro, che le aveva regalato. In una mail gli aveva però scritto con tono accorato:

– C’è stato un Antonio semplice e coerente, che mi ha affascinato; un uomo che diceva ciò che pensava e agiva di conseguenza, senza darla vinta all’oscena tribù dei suoi vecchi amici. Gli occhi di quell’Antonio erano lo specchio d’un cuore gonfio di amore. Quell’uomo non c’è più. E’ sepolto sotto le comunicazioni d’un acquisto on line. Sopportavo la gente nel parco, perché speravo che Antonio capisse che l’amore non ha età e rimanesse se stesso. Non è andata così. Con gli uomini io non ho avuto mai fortuna.

Per Antonio quelle parole furono un autentico elettrochoc.

Nel parco i «neofuturisti» non si accorsero nemmeno che lui e Maria non si vedevano più. Era autunno ormai, ma i giovani settantenni continuavano a fare pesanti apprezzamenti su cosce, culi e tette delle badanti slave radunate tra aiuole e panchine coi loro vecchi incartapecoriti. Qualche vecchio non c’era più, se n’era andato per sempre, ma chi se n’era accorto? Chissà perché, ci sono uomini per cui la morte riguarda esclusivamente gli altri. Vivono come fossero eterni. Una eternità che non sarebbe facile accettare. Per fortuna la vita finisce.

Di Antonio non si seppe più niente. Pare però che girasse per la Liguria come un automa. Casa dopo casa, paese dopo paese. Maria, però, non riuscì più a trovarla.

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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