Un ferragosto memorabile

Daniele “ Orgoglioso di quanto fatto. A Napoli è nato il diritto alla felicità!” Cronaca di una giornata che ha sconfitto la solitudine

“Esistono nel mondo alcuni Paesi che hanno ministero e strutture governative che si dedicano alla ricerca della felicità, vorrei ricordare che a Napoli con FIlangieri nacque il diritto alla felicità”.

Così Nino Daniele al termine della notte della Tamorra, l’Assessore, così sempre schivo nel sorridere, dimostra la sua gioia con un volto raggiante “sono orgoglioso e felice di questa giornata, file ai musei, la città in movimento, spettacoli ovunque e questa mezzanotte fantastica che conclude una giornata memorabile, fuochi artificiali, tanta musica, allegria e tanta felicità”.

Nino Daniele aggiunge anche di aver sfatato una credenza “si è sempre parlato del Ferragosto come un giorno triste per chi resta in città, anziani abbandonati alla loro solitudine, ragazzi rimasti soli perché tutti gli amici fuori, quest’anno siamo stati capaci di vincere anche la solitudine, è rimasto solo esclusivamente chi voleva restar solo”

Daniele racconta “organizzare una giornata perfetta come questa non è facile, c’è stato un grande lavoro e tutto ha funzionato alla perfezione, nessun allarme o incidente in tutta la giornata, strade colme di gente, opere d’arte prese d’assalto, il turismo porta anche questo, non solo economia, ma mescolanza, rumori, partecipazione a vivere la propria città come la propria casa, porta oltre il senso dell’ospitalità, che in questa città è indiscusso, anche tanta felicità”.

Ed è vero quanto afferma l’Assessore, il ferragosto è sempre stata e lo è ancora, considerata una di quelle giornate a “rischio umano”. Città svuotate, cattedrali nel deserto, anziani che seguono la stessa sorte di cani e gatti improvvisamente scopertosi randagi, un aumento della forbice dei suicidi, è il giorno più pericoloso dell’anno, la seconda festività a rischio è il 31 Dicembre, ci riferiamo sempre al mondo dei penultimi e ultimi, quelli che non hanno nulla, men che meno il calore umano.

È davero come afferma Daniele ieri è rimasto solo chi lo voleva.

La giornata narra di una mattinata che già dalle 9 riempiva il centro storico e il lungomare, una fiumana inarrestabile che andava in tutte le direzioni, dal centro, già se ci si spostava in Piazza Dante la situazione cambiava, non c’è ressa, ma gente si, le panchine cui ne fanno largamente uso i giocatori di carte, erano tutte piene di anziani giocatori che sfidavano il sole già alto, una decina di persone chiacchiera fuori il bar,

La metropolitana nonostante il giorno di festa importante funziona a pieno ritmo rispettando una media corse inusuali negli altri giorni, i vagoni sono affollati di gente che scende a tutte le fermate, Materdei, Duomo, Salvator Rosa, Vanvitelli, non pochi quelli che continuano fino a Piscinola per vedere com’è la periferia, che peccato che fuori quella stazione non ci sia nulla, un museo, un happening, neanche un bar, qualcosa che attiri in quella municipalità. La città sta vivendo tutta.

Nella Galleria Umberto è passato solo un anno che scattammo una foto che la rappresentava desolatamente vuota c’è ora fermento, è quasi piena, vanno a ruba i babà.

Perfino Bagnoli, solitamente così riservata si riversa sul Viale Campi flegrei, e anche in questo caso quelle strade, così belle e cariche di significato leggendario non hanno nulla da offrire, se non il mare, il che non è poco.

Il Mare, ragazzi che si riversano sui lembi di spiagge libere, a loro rimaste per la perenne mancanza di liquidità, c’è il sold out, ombrelloni fortuiti fatti di giornali, tante asciugamano, e tanta gente in acqua, bagagli freezer da dove esce di tutto, perfino un barbecue occasionale.

La funicolare che porta al Vomero poco dopo le 13 non offre posti a sedere liberi, Castel Sant’Elmo e i giardini subiscono l’ondata turistica.

E i Napoletani? I “nostri” approfittano di vedere cose che hanno sempre sentito parlare e poche volte visto, il tesoro di San Gennaro in Via Duomo, nella cattedrale.

La fila è d’impatto, qualcuno ha detto che sfiorava il kilometro, polverizzato il record di Natale che vide una fila di 300 metri, nella sola giornata di ieri il tesoro è stato visto, con un biglietto dal costo giusto, di 3 euro, da 3000 utenti. I Musei son belli, interessantissimi ma costano troppo, ma questo è un’altro discorso.

Infine la notte della tamorra un migliaio di persone, famiglie ragazzi e bambini hanno cantato e ballato al ritmo di tamorre e tarantelle, una felicità che la si leggeva sui volti di tutti, sulla scaletta che porta al palco Il Sindaco Luigi de Magistris ha cantato tutte le canzoni che gli artisti esibivano sul palco, per qualche ora non penserà all’ABC, al dissesto, e a Bagnoli, infine il dilemma per il Sindaco, guardare i fuochi che si vedevano chiaramente esplodere dietro Castel dell’Ovo o il concerto sul palco? Ha scelto entrambe le opzioni, guardando un pò da ambo le parti.

Ma il lungomare è rimasto per altre due ore occupato dalla gente che sembrava volere che questa notte non finisse mai, passeggiate alle 3 Via Toledo, Piazza Carità, qualche esercizio continua a restare aperto.

Una giornata lunga e piena, i ricordi di giorni come questi nell’assoluta solitudine sono lontani, può piacere o meno ma il dato è questo, se mai esistesse un premio alla città più felice, probabilmente a vincerlo sarebbe Napoli, con tutti i problemi e le ansie cui gran parte della città è costretta a vivere, non è tanto ma neanche poco, è la dimostrazione che quando si vuol essere grandi riuscirci può essere alla portata.

La notte della Tamorra, diventato ormai il veglione del capodanno estivo, ha chiuso, in contemporanea con i fuochi artificiali una giornata memorabile, ma soprattutto sotto il profilo umanista, quest’anno a ferragosto nessuno è rimasto solo, è tantissimo

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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