Trump risveglierà passioni sopite da Nixon in poi?

E se Trump per paradosso fosse un bene per il "movimento"? l'opinione dei sessantottini partenopei

Le Manifestazioni che spontaneamente si stanno svolgendo in America contro Trump stanno facendo venire alla mente quelle che combatterono Nixon negli anni 70, nel pieno di più guerre che gli Usa avevano sparpagliato nel mondo.

Chi meglio dei Leader del 68 partenopeo possono raccontare le emozioni che si provano nel vedere di nuovo le strade americane affollate di gente che protesta per un Presidente eletto?

foffoL’opinione dello Pschiatra Adolfo Ferraro,  che ogni tanto ci gratifica con le sue collaborazioni, lasciano spazio a credere che un ritorno a vedere e sentire l’indecenza è possibile, farebbe anche bene alla speranza che grazie alle proteste qualcosa possa cambiare.

“Credo anche io che Trump possa catalizzare forze addormute e risvegliare idee sopite. Un dittatore permette con maggiore chiarezza il dissenso, anche quello più radicale.

Erano decenni che non si vedevano in America quelle manifestazioni di massa. Questo può significare una nuova coscienza. Sempreché non si imbruttisca”.


Tommaso Sodano
, l’ultimo comunista a guidare la città all’epoca della sospensione del Sindaco invece non la pensa come lo Psichiatra: “Non credo che possiamo sperare in Trump per far rinascere la sinistra nel nostro Paese.

sodano“Il contesto internazionale è profondamente cambiato rispetto agli anni di Nixon ed è presto per poter fare previsioni”. Afferma l’ex Vice-Sindaco di Napoli e ribadisce “Io continuo ad essere comunista e credo ci sia tanto da fare per provare ad uscire da sinistra dalla crisi del liberismo che oggi negli Usa come in Europa ed in Italia sta scegliendo le scorciatoie populista e di destra” infine con un filo di pessimismo conclude “C’è bisogno di costruire un soggetto politico, unitario, autonomo di sinistra ma che ancora non si intravede nell’orizzonte politico a breve”

Un’altro del 68 è Franco Farkas, oggi in pensione dopo una vita spesa a combattere nel mondo delle assicurazioni, svolgendo e vincendo, com’era nel suo costume da ragazzo al Liceo, anche situazioni sindacali.

Farkas era uno dei leader del 68, lottava nelle scuole e anche fuori le fabbriche, dove riuscì a creare anche un piccolo sindacato di ispirazione extraparlamentare.

movimentoPer Farkas, che rubava non poche ore di sonno a Presidi e avversari,  le cose sono molto diverse, “contro Nixon si formò un movimento che voleva combattere un fronte di guerra, ed è quindi nato su basi pacifiste, questo movimento nasce invece per un malcontento politico, le due cose son molto differenti, voglio però dire che quando ho saputo della vittoria di Trump ho provato pietà per il popolo americano, così incapace, così stolto da legarsi mani e piedi a quel personaggio”.

Farkas poi fa riferimento a fatti storici americani “la storia ci insegna che quando le cose non vanno bene e c’è uno scollamento tra le diverse entità dominanti, Stato, Cia, padroni di grandi società, qualcosa avviene… Ricordiamo che gli americani son stati capaci di sterminare una dinastia come i Kennedy, per tacere del Watergate che esplose grazie alle gole profonde che si annidavano all’interno dello stesso partito repubblicano.  Personalmente ammetto che comunque Trump più di Clinton, moglie di un ex Presidente che era ipericattato a causa dei suoi pruriti sessuali possa essere di spunto alla nascita di un movimento antipotere, completamente diverso da quello che vivemmo noi però”

Farkas conclude il suo intervento affermando che tra “Trump e Clinton lui non vedo alcuna differenza e, che l’unico elemento di novità poteva essere il più incisivo Sanders.

cocciaelenaAltra leader sessantottina è Elena Coccia oggi Consigliera e con responsabilità metropolitane e negli anni settanta Avvocato di Soccorso Rosso :

“i tempi son cambiati, tutto è cambiato, gli amici e i nemici, se vogliamo anche la rivoluzione, si, ci siamo mai chiesti come sarebbe la rivoluzione? Ci dobbiamo limitare a lottare  e solo lottando si può vincere, e non arrendersi mai dalle sconfitte dalle quali si può solo risorgere.

Trump ha tirato fuori “le budella dell’America” così come stiamo facendo noi in Europa con Le Pen, la May, e perché no anche in Italia le abbiamo tirate fuori le budella, con Salvini e ora il Movimento 5 Stelle. Clinton avrebbe di buono solo salvato quella parvenza di riforma sanitaria che c’èra nel Paese,  ma tutto il marcio sarebbe rimasto”. La Consigliera infine attacca un affondo alla Classe dirigente:  “La verità in tutto questo è che sta continuando a crescere una classe dirigente mondiale di mediocri, di gente che ha studiato poco e parla con la pancia di razzisti e moralisti finti o veri che siano”.

Altro leader di quegli anni è Berardino Impegno, segretario provinciale del Pci del 34% e di grandi vittorie in città., che pone anche problemi di rappresentanza di genere.

“Io non vedo nessuna possibilità di paragone tra i due movimenti, il primo è che mentre quello degli anni70’, che esportò le proprie idee in tutto il mondo, era creato da uomini, cui solo dopo un  po’ di tempo entrarono a farne parte le donne, la situazione ora è capovolta, a gestire questo movimento sono le donne, gli uomini si stanno aggregando, anche perché le prime ad essere colpite dall’avvento del pensiero di Trump son proprio le donne, intese come ragazze, mamme e lavoratrici”

L’ex leader del PCI partenopeo termina spiegando:.

impegober“Queste manifestazioni accadono sempre quando il potere si distacca troppo dalle istanze popolari, Noi italiani ne sappiamo qualcosa, Accadde lo stesso in Italia, prima del 68, ma nel 1963, quando il Governo Tambroni, con l’appoggio dei fascisti, perse la bussola della democrazia, e diede l’avvio a manifestazioni e proteste in tutto il Paese, da quelle Manifestazioni ne uscì a pezzi Tambroni e i fascisti che crebbero di poter rialzare la testa, e si diede così l’avvio per la nascita del primo governo di centrosinistra.

Lo stesso accadde nella Francia di De Gaulle, allorquando sopratutto a sentirsi colpiti furono il mondo della scuola e Università, e la classe operaia, Che diedero vita al famoso ’68 che in seguito esplose in tutto il continente. Oggi la situazione è molto diversa. Trump ha si vinto, ma non ha consenso popolare, e anche per questo i movimenti che quotidianamente nascono spontanei contro di lui possono, apparentemente come un paradosso, trarne giovamento, Ma nulla a che vedere con Nixon e il movimento che lo combatteva”

Sarà pure come dicono loro, ma le proteste e il malcontento per le azioni di Trump si allargano in tutto il Paese…

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