TRASPORTO PUBBLICO LOCALE A NAPOLI: UNA BOMBA PRONTA AD ESPLODERE

Evitare la guerra tra poveri., cittadini contro lavoratori. come evitare la privatizzazione di due enti come AMN e CTP
Scritto da Marco Sansone USB
È sotto gli occhi di tutti la scarsa qualità del servizio di trasporto pubblico locale a Napoli e Città Metropolitana. Nonostante i continui rilanci e le false promesse da parte di questa Amministrazione Comunale, oggi il diritto alla mobilità per i cittadini viene negato non solo a causa di tagli economici che vengono dal Governo Centrale e dalla Regione Campania, ma anche da pessime gestioni delle Amministrazioni locali ed aziendali.
Mentre i cittadini, solo negli ultimi anni, hanno visto aumentare il costo dei biglietti e diminuire il servizio, i lavoratori dell’ANM e della CTP (che si occupa del trasporto pubblico metropolitano) vantano crediti con le Aziende di appartenenza da ormai diverso tempo. In questo scenario inquietante, gli unici a non aver perso niente sono i Dirigenti ed i Funzionari delle partecipate (protetti ed avallati da Amministrazioni politiche che avrebbero dovuto e dovrebbero controllare gestioni pessime) i quali continuano a percepire stipendi d’oro e superminimi, nonostante i risultati.
L’idea di Azienda Unica Metropolitana, paventata dal Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ed ampiamente condivisa dall’Organizzazione Sindacale autonoma USB, che avrebbe dovuto prevedere la fusione dell’ANM e della CTP, non ha avuto seguito, e si è dimostrata strumentalmente ed unicamente campagna elettorale.
La fusione delle due Aziende avrebbe permesso di attingere dall’avanzo libero di bilancio che si trova in Città Metropolitana, un tesoretto di circa 500 milioni di euro capace di salvare, mantenere pubbliche e rilanciare, finalmente, il trasporto pubblico locale e metropolitano e non solo.
La direzione in cui si sta rapidamente dirigendo l’azione politica di questa Amministrazione Comunale porterà verso una privatizzazione selvaggia del settore in cui a pagare saranno sempre gli stessi: cittadini e lavoratori. Lo stesso attacco mediatico ai lavoratori dell’ANM da parte del Sindaco Luigi de Magistris in persona, si sta mostrando un chiaro segno di incompetenza e mala fede da parte di chi dovrebbe assumersi, una volta per tutte, la responsabilità di una gestione ormai decennale ed infruttuosa del settore. La verità è che solo grazie ai sacrifici ed all’assunzione di responsabilità enormi da parte dei lavoratori, ANM continua a fornire ancora un minimo di servizio, spesso non applicando i regolamenti ed i codici della strada alla lettera, cosa che imporrebbe ai mezzi di non uscire dai depositi.
Non a caso, l’ultimo incidente ferroviaro della metropolitana Linea 1 del 14 gennaio scorso, in cui si è rischiata una tragedia enorme, l’unico ad essere stato indagato è stato il macchinista del treno, mentre mancanza di manutenzione costante ed un sistema che fa acqua da tutte le parti dal punto di vista della sicurezza, andrebbero messi sotto accusa prioritariamente, come più volte denunciato dall’Unione Sindacale di Base. La soluzione immediata è quella di evitare “lotte tra poveri” tra cittadini e lavoratori, ma soprattutto pretendere che a pagare la crisi siano coloro i quali l’hanno generata. ANM e CTP vanno rilanciate attraverso il mantenimento interamente pubblico. Informare di chi sia la responsabilità della direzione intrapresa sul tema trasporto pubblico locale deve rappresentare il primo passo.

 

Ecco autore Marco Sansone USB
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