Una Lady all’inferno

Dmitrj Šostakovič riscrive la Cultura musicale del novecento

“Lady Macbeth del distretto di Mtsensk” di Dmitrj Šostakovič è stata rappresentata l’altra sera, al Teatro di San Carlo di Napoli.

Opera multiforme del novecento, vituperata dal regime staliniano, messa all’indice dal 1936 per molti anni, nonostante il successo della prima e delle sue centinaia di repliche dimostrassero il contrario.

Nel 1932, anno della prima, fermenti politici e culturali smuovevano l’Unione Sovietica, e la scelta di un’eroina, Katerina Lvovna Ismailova, si scontrava oltremodo con l’ideologia imperante di quel periodo storico.

Una donna, sfortunata sposa di un marito impotente, Zinovi Ismajlov, che si “liberava” di tutto: aveva soldi, ambizione, status sociale, e faceva tutto solo per amore del “ritrovato” amante, Sergej.

La musica di Dmitrj Šostakovič inchioda il pubblico alle poltrone, che appaiono come luogo di una lunga seduta psicanalitica mista a iperrealismo tragico: stupri, amplessi, sangue, omicidi, suicidi, si alternano in un infernale girone dantesco, che esprime del diabolico sublime.

L’orchestra è totalmente “invasata” da una passione per l’esecuzione a cui raramente abbiamo avuto modo di assistere, una bellezza esecutiva fuori norma. Fiati, legni, percussioni, tutti gli strumenti suonano all’unisono, come in un solo grido di assoluto drammatico dolore.

Il Direttore Juraj Valčuha mostra ancora una volta la sua straordinaria analisi del testo musicale e l’impulso talentuoso del gesto ricorda l’asciuttezza razionale e ritmica di Riccardo Muti. Ci complimentiamo con Juraj Valčuha, che proprio ieri ha vinto il premio Abbiati 2018, quale migliore Direttore d’Orchestra.

Un riconoscimento meritatissimo. Straordinari gli interpreti maschili da Dmitry Ulianov, a Ludovit Ludha a Ladislav Elgr; ma su tutti colpisce, fino alle lacrime di commozione, Natalia Kreslina, attrice e cantante concentratissima, per una parte quale quella di Katerina Ismajlova, che richiede assoluta padronanza della voce e del corpo. Una vera atleta del melodramma, mai una sbavatura o un’incertezza. Perfetta.

Il Coro Maschile, del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, supervisionati da Marco Faelli e Andrei Petrenko per l’inserimento e la collaborazione col coro del Teatro di San Carlo, restituisce uno spettacolo nello spettacolo.

La regia è di Martin Kušej (ripreso da Herbert Stöger) per il National Opera Ballet di Amsterdam. Le scene sono di Martin Zehetgruber e i costumi di Heide Kastler. Uno spettacolo che passerà alla storia per la sua cruda e violenta rappresentazione, senza ipocrite velature o finte esibizionistiche. Viva il San Carlo!

Pino De Stasio

Sono un blogger, attivista politico, ascoltatore di musica antica e contemporanea, pacifista
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