Teachers For Future – Napoli

Monica Capo: «Noi insegnanti pronti alla disobbedienza civile, ma i sindacati devono essere al nostro fianco»

Dopo lo sciopero globale del 15 marzo, i Fridays for Future stanno preparando un secondo sciopero globale per il prossimo 24 maggio. In preparazione di questo evento, sabato 11 maggio alle ore 15 a piazza San Domenico a Napoli c’è stata l’assemblea regionale organizzativa, presieduta dal Comitato Fridays For Future di Napoli, creato da Monica Capo e Vincenzo Mautone.

Molto partecipata, l’assemblea ha visto discutere e confrontarsi associazioni ambientaliste, collettivi universitari, associazioni provenienti da tutta la Campania; prevalente la presenza dei giovani. All’ordine del giorno, la decisione se tenere una sola manifestazione globale a Napoli oppure una per ogni provincia della Campania, magari con al centro le specifiche tematiche dei territori.

In seno all’assemblea sono stati anticipati alcuni contenuti del documento programmatico di un gruppo derivato dal FFF, il Teachers For Future.
l TFF raggruppa tutti gli insegnanti sensibili alle tematiche ambientali che intendono esplicare il loro impegno nelle scuole, coinvolgendo soprattutto alunni e studenti.

Intervistiamo Monica Capo, insegnante e attivista, portavoce dei TFF Campania Capo, chi sono i Teachers for Future?

I Teachers esistevano già prima del 15 marzo: in occasione di quello sciopero globale abbiamo presentato un manifesto nel quale esprimevamo la nostra posizione che è quella di supportare in tutto e per tutto i ragazzi, anche rasentando la disobbedienza civile… Questa è stata una delle posizioni più forti, espressa anche all’assemblea nazionale dei Fridays For Future…

In che senso, disobbedienza civile?

Abbiamo detto chiaramente che eravamo disposti, laddove i sindacati non hanno proclamato giornate di sciopero su queste tematiche, anche ad assentarci da scuola senza avere una giustificazione… Una volta finiti i tuoi permessi, se non c’è uno sciopero dichiarato, come insegnante non ti puoi assentare dal lavoro così facilmente…

E i sindacati?

Abbiamo espresso una posizione molto critica anche verso i sindacati, perché ci è sembrato assurdo che per quella giornata non fosse stato proclamato lo sciopero… È evidente che siamo in emergenza climatica… L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite parla esplicitamente della perdita globale di biodiversità… Come pure c’è stato il rapporto dell’IPCC sulle emissioni di anidride carbonica… Dovremmo fare come la Gran Bretagna, la Scozia e l’Irlanda che hanno dichiarato lo stato di emergenza climatica… Ma il nostro paese sembra non avere questa coscienza…

Intanto, si avvicinano le Europee…

Dovremmo rovesciare completamente l’agenda politica… Queste elezioni europee dovrebbero essere elezioni “climatiche”, in cui si dovrebbe fare pressioni sui candidati per capire che intenzioni hanno rispetto a questa tematica…

Intanto che le manifestazioni di piazza sollecitano le decisioni della politica, che funzione può avere la scuola in materia di educazione ambientale? Che azione state svolgendo, voi come TFF?

Intanto, ci dichiariamo in stato di emergenza e di allarme, lo faremo con un documento che uscirà nelle prossime ore… Chiederemo ai colleghi insegnanti di convalidare le giustifiche ai ragazzi per il 24 maggio, che devono essere lasciati liberi di assumere una posizione forte, anche saltando le lezioni. Siamo in un sistema scolastico che gli fa fare l’alternanza scuola-lavoro nelle compagnie petrolifere come l’ENI, che non insegna loro che dobbiamo cambiare il modello di sviluppo…. Come docenti noi diciamo che da oggi in poi insegneremo la verità…

Quindi state prendendo iniziative autonome? Contatti col Ministero dell’Istruzione?

Già prima del 15 marzo abbiamo chiesto una modifica dei programmi di studio, visto che nei curriculi scolastici non si parla esplicitamente di cambiamento climatico… Poi abbiamo fatto anche una proposta forte ai dirigenti scolastici…

Quale?

Di dichiarare lo stato di emergenza climatica nei loro istituti… Abbiamo chiesto anche ai sindacati e alle associazioni di categoria di esserci vicine e di smettere di convocare scioperi su questioni esclusivamente scolastiche, bisogna riconoscere il ruolo delle lotte sociali nell’ambito dell’emergenza climatica…. C’è un legame stretto tra giustizia sociale e giustizia ambientale, i sindacati questo non lo possono ignorare… Per quanto riguarda la dichiarazione di emergenza climatica, allegheremo al nostro documento anche delle linee guida da seguire.

Quali sono?

Oltre a dichiarare lo stato di emergenza climatica, le scuole devono compiere dei gesti concreti, devono prendere degli impegni… Per esempio, gli istituti scolastici si potranno impegnare a raggiungere emissioni zero, stipulando contratti di fornitura con chi fornisce energia da fonti rinnovabili… Stiamo lavorando sulla questione della sostenibilità dei trasporti scolastici, sia per gli studenti che per il personale della scuola, con campagne di car pooling, car sharing…. Acquisti di materiale scolastico con rifiuti zero… Riduzione o taglio netto della presenza della plastica a scuola… Eliminare le bottiglie di plastica dei distributori nelle scuole che sono il male perché la plastica aumenta sempre di più… Creare orti scolastici, piantare alberi, il verde produce ossigeno… Per noi, il cambiamento climatico deve diventare materia di insegnamento… Le scuole dovranno fare rete, aprirsi al territorio, alle associazioni… Alcune lo stanno già facendo. Inoltre, si dovrà lavorare anche con la prevenzione psicologica.

Cioè?

I ragazzi devono essere preparati sul fatto che in futuro arriverà qualcosa di grave, sta già succedendo… Ci sono studenti che hanno perso la vita ultimamente a Napoli (a causa di forti venti che hanno abbattuto alberi travolgendo passanti – ndR). Si dovrà puntare anche sulla comunicazione: uno studio di una università americana ha dimostrato che le informazioni passano più facilmente da ragazzo a ragazzo e da loro alla famiglia, da figli a genitori.

Riccardo Bruno

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