Tardi ma arriva: Giustizia per Victor Jara

L'arco dell'universo morale è lungo, ma si piega verso la giustizia. Condannati i suoi torturatori.

Victor Jara era un cantante folk cileno molto popolare, cantava la povertà e l’ingiustizia, era definito come il Bob Dylan del Sud America. Un poeta, un insegnante, un regista teatrale e un attivista del Partito Comunista cileno, tenace sostenitore del presidente Allende. Questo bastò per farlo uccidere brutalmente all’età di 40 anni durante il colpo di stato capeggiato dal dittatore Augusto Pinochet.

Questo Blog, come tanti altri in tutto il mondo è a lui ispirato e dedicato, pertanto siamo felici di questa nuova scandalosa pagina di verità e al tempo stesso di giustizia. La canzone “CantoLibre” è il suo manifesto di libertà e amore per la vita, è stato bello adottare questo nome che rappresenta un po’ tutti quelli che collaborano a questo blog. E allora viva CantoLibre!

Oggi la sua famiglia potrebbe finalmente ottenere giustizia: Il giudice cileno, Miguel Vázquez, quattro mesi fa ha condannato a 15 anni e un giorno di carcere otto ufficiali cileni in pensione. Inoltre, proprio in questi giorni, grazie ad un tribunale di Orlando in Florida, un altro ex ufficiale, che trovò rifugio negli Stati Uniti dopo il crollo di Pinochet, è stato condannato in una causa civile promossa da membri della famiglia Jara, a pagare 28 milioni di dollari di danni.Un risultato di grande valore morale ma che non trova ancora un riscontro nel concreto.
Un tribunale Cileno ha chiesto l’estradizione di quest’uomo, Pedro Pablo BarrientosNuñez, ma al momento resta ancora in libertà.

Víctor Jara crebbe povero e prese la sua strada dall’età di 15 anni studiando per il sacerdozio, ma perse interesse, attirato da un risveglio politico in atto in Cile in quegli anni che lo guidò decisamente verso sinistra. Gravitava verso il teatro e la musica, diventando parte di un movimento noto come “nuevacanción”, una corrente artistica che infondeva musica tradizionale latinoamericana con testi ispirati alla politica e al sociale. Il suo attivismo, la sua popolarità e il suo sostegno al governo Allende lo resero un uomo “attenzionato”, quando i militari presero il potere l’11 settembre 1973.

Il giorno seguente, i militari riunirono studenti e professori alla “State Technical University” di Santiago, dove Victor Jara insegnava teatro. Lui e altre centinaia di persone furono portati allo stadio del Cile (ribattezzato Stadio Víctor Jara nel 2003). Fu rapidamente riconosciuto e portato nei sotterranei dello stadio per essere torturato.I soldati gli schiacciarono le dita con il calcio del fucile e gli dissero beffardamente che non avrebbe mai più suonato la chitarra.

Testimonianze durante il processo in svolgimento in Florida hanno rivelato che un ufficiale, identificato da diversi testimoni come il tenente Barrientos, era il comandante delle operazioni allo stadio quando Jara era lì detenuto. Alcuni giorni dopo, il cadavere del cantante fu trovato, insieme a quelli di molti altri, fuori da un cimitero di Santiago.

Gli avevano sparato due volte in testa e altre 44 volte altrove.Sua moglie Joan, un’insegnante di danza di origini britanniche, è riuscita a recuperare il corpo e a seppellirlo.Quindi fuggì in Inghilterra con le sue giovani figlie, Amanda e Manuela, e non tornò in Cile per una dozzina di anni.
La mia chitarra non è per i ricchi
no, niente del genere.
La mia canzone è della scala
che stiamo costruendo per raggiungere le stelle.
Victor Jara

 

 

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