Sui rifiuti in Campania è bene stare in Campana!

Gli ATO previsti dalla Regione Campania triplicano solo organismi e incarichi (direttori, CdA, presidenti, consulenze e stazioni appaltanti)

di Danilo Risi.
Chiunque in questi 10 e passa anni, abbia partecipato o anche solo seguito la cronaca delle lotte ambientali sulle questioni della gestione dei rifiuti solidi urbani, dello sversamento illegale dei rifiuti industriali e delle bonifiche dei siti inquinati, sa bene che la dimensione territoriale di questi problemi coincide, sostanzialmente, con i confini della ex provincia di Napoli, oggi Città Metropolitana. Cosí come é noto che, per dati oggettivi  (numero di abitanti e densità di popolazione), il cuore del problema rifiuti in Regione Campania risiede nell’area della ex provincia di Napoli. Sembra che solo la Regione Campania sia all’oscuro di questo dato obiettivo, tant é che con la Legge Reg n.  14/2016 all’art 23 ha diviso il territorio della ex provincia di Napoli in 3 ATO per la gestione dei rifiuti.

Vincenzo De Luca, candidato governatore del centrosinistra parla durante la campagna elettorale a Napoli, 09 maggio 2015. ANSA/CIRO FUSCO

Ora, ATO è l’acronimo di ambito territoriale ottimale!
L’unica cosa che di ottimale hanno questi ambiti sono la triplicazione degli organismi e degli incarichi (direttori, consigli di amministrazione, presidenti, consulenze e stazioni appaltanti).
Non si tratta, però, solo della ennesima brutta pagina di malapolitica in Regione Campania con conseguente aumento dei costi di gestione dei servizi, che già sarebbe ragione sufficiente a muovere una critica convinta a questa scelta, ma si tratta di evitare che il moltiplicarsi dei centri decisionali e di potere possa ricreare situazioni di inefficienza amministrativa che rappresentano la precondizione per l’azione delle lobby dell’incenerimento e delle discariche.

de-magistrisIn questo quadro la Città Metropolitana rimane completamente esclusa, sia come ente di gestione, pur avendo una società partecipata che si occupa proprio della gestione degli impianti per il trattamento dei rifiuti, che come ente di programmazione.

Il Comune di Napoli, poi, in virtù di un perverso meccanismo elettorale di secondo livello messo a punto sempre dalla Giunta De Luca con l’approvazione di un apposito regolamento, pur rappresentando nell’ATO Napoli 1 oltre i 2/3 della popolazione sarà rappresentato da non più di 11 consiglieri su 26.

É evidente che questa singolare attività legislativa e regolamentare messa in campo dal presidente De Luca ha il solo scopo di limitare il raggio di azione delle amministrazioni guidate da Luigi de Magistris (Comune e Città Metrpolitana di Napoli), nonostante i meriti evidenti che quest’ultimo e la sua prima giunta hanno avuto nella risoluzione del problema rifiuti in città, con ricadute immediate sulle attività turistiche e sulla qualità della vita dei napoletani.

Il quadro attuale é, poi, complicato dal fatto che lo Stato Italiano, in esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia Europea, deve pagare una sanzione di 120.000 euro per ogni giorno di ritardo nella attuazione del vecchio piano regionale dei rifiuti in Campania.

rifiuti_napoliIl nuovo piano proposto dalla giunta De Luca, che pure lascia aperto lo spazio per la realizzazione della quarta linea di incenerimento ad Acerra e la realizzazione di un impianto nel giulianese per il trattamento termico delle ecoballe stoccate, prevede la realizzazione di impianti di compostaggio e di trattamento della frazione umida per 750.000 tonnellate/anno. Il piano, però, ha ricevuto in questi giorni una parziale bocciatura da parte del Governo che chiede di inserire un programma di termovalorizzazione per almeno 200.000 ton., cioè la costruzione di almeno un nuovo impianto di incenerimento in Regione per i rifiuti solidi urbani.

D’altra parte esistono oggi risorse dai FSC (fondi regionali per lo siluppo e la coesione) per quasi 200 ml di euro e fondi POR 2014/16 per 60 ml. destinati alle realizzazione degli impianti di compostaggio.

tari_1217Sarebbe un grave errore per gli ambientalisti in Campania ritenere che la fine della emergenza rifiuti più evidente, quella costituita dalla mancata raccolta stradale e dai cumuli di sacchetti che crescevano sotto i nostri balconi, significhi che il sistema é definitivamente in sicurezza. Come detto, sono ancora in atto tentativi concreti perché si torni ad investire sull’incenerimento. Per mettere in sicurezza l’intero sistema regionale é necessario completare il ciclo dei rifiuti in regione, particolarmente nella provincia di Napoli. Per farlo é necessario realizzare, rapidamente, l’impiantistica necessaria al trattamento della frazione umida, oggi assolutamente insufficiente.

Le nuove priorità dettate dalla UE nel campo della gestione dei rifiuti solidi urbani, che prediligono il recupero di materia al recupero energetico, e le risorse messe a disposizione per la realizzazione degli impianti di compostaggio e di trattamento della frazione umida devono rappresentare, per l’ambientalismo campano, una opportunità ed una sfida.
La disponibilità, poi, di risorse aggiuntive provenienti dell’avanzo libero di bilancio della Cittá Metropolitana, utilizzabili come cofinanziamento dei progetti europei nel territorio della ex provincia di Napoli, garantirebbero la copertura finanziaria completa dei costi di realizzazione degli impianti per il trattamento della frazione umida, ed una gestione pubblica dell’intero processo, decisionale, realizzativo e gestionale.

É necessario, quindi, evitare che una gestione della cosa pubblica piegata esclusivamente alle logiche della lotta politica, praticata dall’attuale Presidente della Giunta regionale, possa far ricadere Napoli e la Campania nel caos amministrativo, preludio di nuove emergenze e disastri.

 

 

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  • Francesco Maranta
    29 gennaio 2017 at 20:25 - Reply

    Complimenti a Danilo Risi, condivido il contenuto del suo scritto, pur consapevole che siamo ben lontani per una accettabile risposta che s’avvicini all’idea che i rifiuti possono essere una risorsa.

  • Jayan Walter
    31 gennaio 2017 at 16:58 - Reply

    Da un lato abbiamo il sindaco Luigi De Magistris che è riuscito a togliere l’immondizia per strada e portare la raccolta differenziata in tutti i quartieri di Napoli, per PURO AMORE DELLA CITTA’, dall’altro abbiamo De Luca, da sempre impelagato in amicizie/inimicizie politiche e giochi di favori… Dei due preferisco De Magistris. E il resto della regione Campania? Che fine fa?

  • PaoloTozzi
    10 febbraio 2017 at 22:04 - Reply

    Concordo in diversi punti con il giornalista autore dell’articolo. Mi farebbe piacere incontrarti per uno scambio di pareri . Tozzi Paolo Ass.delegato ambiente Città Metropolitana .

    • Danilo Risi
      11 febbraio 2017 at 19:25 - Reply

      Gent.mo. Assessore Paolo Tozzi, Per me è un piacere poter approfondire I temi affrontati nell’articolo. Fammi sapere quando possiamo incontrarci in Città Metrpolitana. L’orario migliore per me é quello di tarda mattinata/primo pomeriggio,
      Saluti
      Danilo Risi.