Solidarietà a Santa Fede

Musica parole e cibo oggi nel complesso di Santa Fede. Raffaele Paura: il nostro non è assitenzialismo, ma solidarietà, la borghesia è un finto problema, la questione del lavoro

Maccaroni al forno, salsicce fiarielli frutta e dolci natalizi nel “pranzo della solidarietà” che la struttura Santa Fede Liberata offrirà a circa cento-centocinquanta persone che la società insiste a chiamare “ultimi” ma che tali non sono.

Raffaele Paura, personaggio storico del centro spiega come andrà la giornata di oggi e i motivi di questa organizzazione.

“Non voglio assuloutamente sentire parlare di assistenza, non è che perché sia venuto il Natale improvvisamente ci sentiamo più buoni, quello che mettiamo oggi in rappresentazione lo facciamo tutti i giorni, la solidarietà è il nostro pensiero guida di questa missionne ci siamo dati anni fa.

La cosa che mi fa piacere sottolineare che tutti nel quartiere si sono adoperati per oggi, abbiamo ricevuto sostegno da tutti, dai commercianti che ci hanno regalato le cose da preparare per il pranzo di oggi, ai semplici cittadini. Una giornata di festa per conoscerci meglio e parlare di noi, noi intesi come persone che vivono questo mondo.

Io credo che sia arrivato il momento di chiudere i ponti con un sistema che vede solo i partiti al centro dell’attrazione, i partiti sono nefasti perché hanno la capacità di riprodursi continuamente generando impiegati da apparato, i quali pensano più che costruire a come rimpinguare le proprie casse.

Credo che il momento sia giustoper potere passare ad una società “libertaria“, come lo sono io, si in questo particolare momento storico, l’Anarchia protrebbe diventare non una soluzione, ma la soluzione.

Il nostro mondo si è scoperto insensibile e cattivo, sopratutto contro chi ha più bisogno, e il migliore antitodo contro questo fenomeno che è oramai dilagante è la questione del reddito, non quello che oggi sta partorendo l’universo della politica, ma un reddito serio, convinto, che lasci accedere alla vivibilità.

È giunto il momento di liberarsi da tante parole che a mio avviso non significano niente, spesso sento accusare con il termine “borghese” ma che cosa è davvero la borghesia? Quali sono i suoi orizzonti e limiti, è una parola che non significa niente, non è all’ordine del giorno,  non combatto cose che secondo me sono insignificanti, fosse per me non sarei neanche in grado di rispondere alla domanda che cosa è la borghesia, non significa niente.

Le parole…ne siamo circondati, per ciò che mi riguarda le parole che più mi stanno sullo stomaco del lessico politico sono “potere e popolo” sono a mio avviso due parole che non sigificano nulla, Potere di per sè è una parola brutta che ha un significato sinistro, Popolo poi non ne parliamo,…cosa è il popolo, cosa vuole? Popolo ha un significato per altro che non si confà al mio vocabolario politico, tutti si appellano al popolo per svolgere al meglio i propri affari, sì perché la politica per come è concepita oggi non appartiene più ad una sfera propositiva e umanista, la politica oggi è solo un giro di affari, e al popolo si aggrappano tutti, dalla Lega al PD.

Oggi è fondamentale la questione del lavoro, perchè per come si è strutturato il mondo vede all’opera sempre meno lavoratori, faccio un esempio, anni fa io lavoravo in una pressa a Milano e insieme a me operavano 500 operai, oggi in quella stessa pressa lavorano solo tre persone, tra cui un ingegnere. Il vero problema è questo, il lavoro non c’è più, e allora? Viste queste condizioni il salario garantito è l’unica delle soluzioni, nasciamo per vivere, non per sopravvivere o morire male e presto.

Il Paese non è quello che ci stanno raccontando, non è né insensibile né razzista, e la nostra manifestazione di oggi ne è un esempio, il fatto che tanti commercianti, universo difficile da sensibilzzare, abbiano aderito alle nostre richieste la dice lunga su quante risorse ci sono intorno a noi, bisogna cercarle e il rusultato è quello che abbiamo sotto gli occhi oggi a Santa Fede Liberata.

La Manifestazione di Solidarietà che faremo oggi a partire da mezzogiorno comprende anche momenti ludici, prima del pranzo vi sarà un concerto di dodici tra i migliori suonatori di mandolino che ci sono in città, quindi si passerà al pranzo e infine qualche chiacchiera, perché parlare non ha mai fatto male, anzi, tutt’altro, e alla fine noi non ci sentiremo più buoni per quanto fatto, anzi, noi per il sistema siamo cattivissimi, quando si fa una cosa giusta non c’è bisogno di sentirsi buoni, si è fatto quello che si deve fare, nessun gesto eroico, o peggio assistenzialista, noi non siamo la Caritas, noi lavoriamo non per tamponare un problema, noi lo vogliamo risolvere”

Le foto sono di Ferdinando Kaiser

 

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