Sinistra Italiana a congresso: l’allarme di Vasquez

Ritorno alla politica di partito di Vasquez. congresso da domani a all'Hotel Ramada, l'annosa questione delle tessere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di: Vittorio Vasquez

Il Congresso di “Sinistra Italiana” segna un positivo passo nel tentativo di riportare ad unità i tanti frammenti della Sinistra ed è la ragione che mi ha portato ad iscrivermi. Questa speranza è come una malattia incurabile contratta tanti anni fa.

I segnali della vigilia non sono i migliori. Diffidenze sulla improvvisa esplosione del tesseramento, candidature a Segretario revocate con dure e infiammate polemiche, dibattiti più centrati sulla corrente in cui collocarsi piuttosto che sul confronto delle idee. Tutto già visto, tutto troppo vecchio.

A metterci lo zampino mancava solamente D’Alema che invece torna in campo con la nuova veste di uomo di sinistra pensando che ci si dimentichi del Kossovo, della Bicamerale con Berlusconi, di Maastricht, del pareggio in bilancio in Costituzione, ecc. E poi Bersani che difende la ditta con la minoranza interna ma che lascia il dubbio che si stia trattando sulle garanzie elettorali per la sua corrente.

vasez-2Il mondo sta cambiando velocemente. E noi pretendiamo d’interpretarlo con le vecchie desuete categorie. I giovani soprattutto c’insegnano che esistono nuovi linguaggi, nuove forme di comunicazione e mancanza di futuro.

C’è una regressione oligarchica della democrazia mentre aumentano le diseguaglianze. Le classi sociali che costituivano lo zoccolo duro della Sinistra non esistono più come tali e l’individualismo spinge ognuno verso un’irrazionale paura.

E’ il terreno per l’avanzata delle Destre razziste e xenofobe. Così è purtroppo in tutto il mondo occidentale.

“Sinistra Italiana” deve rispondere a queste trasformazioni cambiando innanzitutto il proprio modo di essere e di organizzarsi. Senza verticismi e senza personalismi (ma stento a crederci). Tornare a mettere le proprie antenne nei luoghi dove è più dolorosa la condizione di vita, rinnovare le proprie proposte sul modello di sviluppo che intendiamo affermare, delineare il progetto di Società libera ed egualitaria alla quale tendiamo, tornare a promuovere cultura politica che dia solidità alle nostre idee e consenta un nuovo radicamento di valori.

E’ credibile tutto ciò? E’ possibile? Voglio continuare a sperare, per quella malattia incurabile di cui ho parlato all’inizio

Un commento

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  • Si, due giorni due facce all’Assemblea provinciale
    6 febbraio 2017 at 16:37 - Reply

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