Silvia Ruotolo

Silvia fu uccisa mentre tornava a casa con il figlio di 6 anni. La camorra non ha codici, celebrazioni a partire dalle 9.30

La strada è stretta, i passanti camminano serrati sotto il marciapiede, da poco i bambini sono usciti da scuola e i genitori sono ammassati fuori il portone della scuola per chiamarli e prenderli.

Una bambina è affacciata ad un balcone di un palazzo vicino la scuola, segue la mamma che torna a casa con il piccolo fratellino.

I rombi delle motociclette rompono l’aria, improvvisamente l’inferno sale sulla salita Arenella, minuti di panico, fuggi fuggi e il rumore delle armi da fuoco che rompono il vociare festoso dei bambini, si dirà che la camorra è salita al Vomero  il cosiddetto “quartiere bene” della città.

Pochi minuti dopo le raffiche e gli spari di guerra si fa il punto della situazione, è tragico, a terra restano l’obiettivo dei macellai in moto, un camorrista come chi ha sparato, e una giovane mamma, la figlia è ancora al balcone e forse non si rende conto di cosa sia accaduto.

Resta per sempre a terra Silvia Ruotolo.

Il Vomero e Napoli sono sotto shock, la camorra continua come in un crescendo di fine opera a uccidere, senza guardare in faccia a nessuno, a mamme, bambini e chi non c’entra niente.

Quell’assassinio fu lo spartiacque tra il mondo dei selvaggi e quello di “onesti sentimenti”.

Nascono nel nome di quella mamma molti comitati, la gente non è che non ne può più, il discorso è mutato, non ne vuole sapere più, di vite innocenti stroncate solo per egoismi di guerra di clan che uccidono e sentono nelle mani la città, svolgono la loro guerra incuranti di chi non centra nulla, incuranti dei bambini che uccidono e di donne e mamme. Questo a proposito del famoso “codice della camorra” la camorra non ha nessun codice d’onore, la camorra non guarda niente e nessuno, la camorra uccide, la camorra non protegge nessun bambino, nessuna mamma, la camorra è la barbarie di Napoli.

Negli anni il nome di Silvia Ruotolo diventerà l’emblema della lotta della città alla camorra, dal processo arrivano condanne e risarcimenti, e l’Associazione che porta il nome Silvia Ruotolo raccoglie il risarcimento per fondare un qualcosa d’importante per tutti i ragazzi a rischio.

I barbari da un tribunale vengono arrestati e mandati in carcere e costretti a pagare e vedere il loro denaro invece che destinato ad altre vergognose operazioni illegali e assassine, essere utile per qualcosa di buono, forse addirittura per i loro figli.

coppetoruotoloA Silvia vengono dedicate una strada e la sala del Consiglio Municipale, sede di confronti e riunioni del quartiere.

Mario Coppeto, neo consigliere Comunale e Presidente della Municipalità all’epoca dei fatti, e che di Silvia ne ha fatto emblema di lotta alla camorra, in vista delle celebrazioni alla memoria di oggi ha così dichiarato:

“Ricordare Silvia Ruotolo non è solo un Dovere, ma un Diritto per tutti noi per affermare la nostra battaglia contro ogni illegalità e sopruso. L’11 di giugno è il giorno più alto per dire No alla camorra e dire che i camorristi non valgono niente. 19 anni fa ero Presidente della Circoscrizione Arenella quando avvenne la tragedia; la città ed il paese furono sconvolti. Da allora è iniziata una nuova consapevolezza; la camorra può essere sconfitta. Bisogna ancora lavorare molto”.

Sono diverse le manifestazioni che si terranno oggi, la prima alle 9 e 30 a Piazza Medaglie d’oro.

È importante partecipare anche per non dimenticare.

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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