Siamo ormai un po’ troppi su Gea

Riflessione di Roberto Braibanti: Stiamo danzando col demonio sull'orlo del precipizio...

di Roberto Braibanti

Però prima di continuare a leggere vi prego di guardarvi PRIMA questo piccolo ( 1 minuto) pezzo di un film famoso :
https://www.youtube.com/watch?v=jjWJd0KEhDw&sns=tw via @youtube

Diceva il protagonista di questo cameo che mancherebbe solo 1 minuto alla mezzanotte del mondo.

Molto ben recitato,ma solo un film per fortuna .

Ma il concetto della sovrappopolazione mondiale è una verità assoluta .

Sappiatelo in 2 secondi ,cioè mentre leggete,la popolazione del pianeta è aumentata di quattro persone.

Ogni secondo, sulla Terra, si registrano infatti 4,17 nascite e 1,80 morti, con una crescita netta di 2,37 persone.

E ogni anno la popolazione mondiale cresce di quasi 75 milioni di individui.

La rivista Nature, smentisce vent’anni di previsioni che prevedevano un picco massimo di popolazione a 9 miliardi per poi livellarsi e scendere.

«Noi abbiamo calcolato invece che vi è il 70% delle probabilità che la popolazione mondiale non si stabilizzerà in questo secolo» ha spiegato l’autore dello studio Adrian Raftery, professore di statistica e di sociologia all’Università di Washington.

La ricerca utilizza per la prima volta in questo campo un approccio più statistico e consente di effettuare previsioni di medio e lungo periodo più accurate rispetto alle stime precedenti.

La regione che crescerà di più sarà l’Africa sub-sahariana che passerà da 1 a 3,5 miliardi di persone entro la fine del secolo:

la Nigeria, da sola, crescerà da 200 a 900 milioni di abitanti.

L’Asia invece dovrebbe raggiungere i 5 miliardi di persone (dai 4,4 di adesso) e poi dovrebbe stabilizzarsi, mentre in Europa e in America si dovrebbe rimanere fermi sui tre miliardi di persone complessivamente.

( capite come sono ignoranti quelli che pensano di fermare le migrazioni con filo spinato e leggi più o meno populiste…?)

Comunque ci ha portato a questo il fallimento della campagna per la contraccezione in Africa (che segnerà un tasso di natalità da record) e gli enormi passi avanti della ricerca contro l’Aids hanno fatto il resto.

“Vent’anni fa l’impatto del virus Hiv sulla popolazione fu enorme, adesso con lo sviluppo dei farmaci antiretrovirali il picco della malattia è stato superato ed è stato meno forte di quanto ci aspettassimo” ha spiegato Raftery.

Ma oltre ai problemi che la sovrappopolazione comporta, come la povertà, l’inquinamento o i disordini sociali, a breve bisognerà affrontare la sfida dell’invecchiamento della popolazione.

Le persone in età lavorativa non riusciranno più a sostenere il costo (previdenziale e sanitario) per la popolazione anziana.

Un problema che, in parte, è già presente in Europa o in Giappone ma che potrebbe svilupparsi nel corso del secolo anche in Cina, India e Brasile.

Dunque Secondo i dati Onu, si prevedono tre diversi scenari.

Per l’ipotesi più moderata, nel 2050 arriveremo sulla soglia degli 8 miliardi, a patto che l’attuale tasso di fecondità, una media di 2,56 figli nati per ogni donna, scenda a 1,54.

Secondo l’ipotesi “media” – quella ritenuta più probabile – nel 2050 saremo 9 miliardi e 150 milioni: ciò potrà verificarsi solo se la fertilità nelle regioni meno sviluppate, che oggi è di 2,73 figli per donna, scenderà a 2,05, ma perché ciò accada è necessario che prenda piede anche nei Paesi più poveri la pianificazione delle nascite.

Il terzo scenario pone il tasso di fertilità a 2,51, quasi invariato rispetto a oggi:
ci porterà a circa 10,5 miliardi.

Come ha sottolineato Jack Goldstone, della George Mason University (Usa), in un’analisi della “nuova bomba demografica” pubblicata sulla rivista Foreign Affairs

«la sicurezza internazionale nel Ventunesimo secolo dipenderà meno da quanta gente abiterà il pianeta che da come la popolazione globale è composta e distribuita».

E dove sarà distribuita la popolazione attiva ?
Non in Occidente ,dove la media sarà di popolazione anziana .
La popolazione giovane crescerà soprattutto nei Paesi poveri (secondo le elaborazioni del Population Reference Bureau, nel 2050 i giovani tra 15 e 24 anni saranno al 53% in Asia e Pacifico, al 29% in Africa, al 7% in America Latina), dove sono minori però le opportunità per avere una buona educazione e soprattutto trovare un buon lavoro.

Il rischio è che qui attecchiscano le condizioni per istabilità e conflitti.

Goldstone in particolare sottolinea come questi sviluppi avverranno in molti Paesi musulmani e come sia quindi vitale migliorare le relazioni tra società islamiche (con giovani che potrebbero essere sensibili a movimenti radicali e anti-occidentali) e occidentali.

Un ultimo trend sarà la grande concentrazione negli agglomerati urbani, che riguarderà soprattutto i più poveri, in megalopoli con 15-20 milioni di abitanti, come Mumbai, Città del Messico, Nuova Delhi, Shanghai o Calcutta, dove già oggi si verificano gravi problemi di igiene, degrado, violenza, disordini.

Altro fattore in gioco, le possibili migrazioni.  Per cause economiche, ma anche ambientali. Che peso avranno?
Secondo il rapporto Onu sulla popolazione mondiale ci si aspetta che il cambiamento climatico sia uno dei fattori chiave per lo spostamento della popolazione nei prossimi decenni . Se ci pensate è quello che accade.

Migrazioni, cioé, scatenate dall’aumento di eventi meteorologici estremi (come gli uragani), siccità e degrado del suolo, o aumento del livello del mare con conseguente erosione e inondazione della costa.
Una minaccia, questa, per chi vive nelle aree costiere densamente popolate (dove si trova il 60% delle 39 maggiori metropoli) e per le nazioni di isole e atolli minacciati di finire sommersi come Maldive, Tuvalu, Vanuatu.
Quanti migreranno?
Per l’Onu, da oggi al 2050 almeno 200 milioni di persone dovranno spostarsi per fattori ambientali.

Con stime che variano però da 50 milioni a un miliardo.

Basteranno, insomma, le risorse?  Secondo stime Fao, la Terra potrebbe dare nutrimento a 20 miliardi di persone.

Il problema sta nella povertà e nella distribuzione del cibo.

In un rapporto di tre studiosi dell’Onu, George Martine, José Miguel Guzman e Daniel Schensul, si sottolinea come negli ultimi vent’anni il tasso di crescita della popolazione mondiale sia sceso all’1,14% annuo, mentre la produzione di cibo è salita costantemente del 2% ogni anno.
Gia’.
Peccato che ne ha troppo il 30% del globo mentre il rimante soffre e soffrirà sempre più la fame .
E poi c’è altro.
Perché’ secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura dell’Impronta Ecologica (in inglese Ecological Foorprint) per il calcolo del consumo di risorse, il 2 agosto di quest’anno è il giorno in cui l’umanità avrà usato l’intero budget annuale di risorse naturali.

Il 60% di questo budget è rappresentato dalla richiesta di natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.

Il Giorno del Sovrasfruttamento delle risorse della Terra (in inglese Earth Overshoot Day) rappresenta la data in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. La data dell’Earth Overshoot Day è caduta sempre prima nel calendario: dalla fine di settembre del 1997 al 2 agosto di quest’anno, mai così presto da quando il mondo è andato per la prima volta in sovrasfruttamento nei primi anni ’70.

In altre parole, l’umanità sta usando la natura ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi.

È come se ci servissero 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali.

I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico stanno diventando sempre più evidenti nel mondo e li vediamo sotto forma di deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.

Dovremmo operare da subito un movethedate:  cioè’ invertire questa tendenza.
Se posticipassimo l’Overshoot Day di 4,5 giorni ogni anno, potremmo ritornare ad utilizzare le risorse di un solo pianeta entro il 2050.

Vabbè questo per dirvi, se siete riusciti a leggere fin qui, che danziamo col diavolo sull’orlo del precipizio in una notte di plenilunio.

E ora pensate un attimo a quello di cui la politica ( tutta) vi parla tramite i tg ,i giornali e poi a quello di cui parliamo anche tutti Noi ogni santo giorno, poi sovrapponete il tutto e ditemi come vi sentite…

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