Siamo immersi nel nuovo nazional-socialismo

Tutti contro l'establishment, è la ricetta di populisti del passato. Europa: la vita di milioni di cittadini nelle mani di speculatori senza scrupoli

Il largo consenso di cui gode il tandem al governo Lega-M5S, in crescita nonostante lo svelarsi di tutte le panzane promesse in campagna elettorale, è un fenomeno socio-politico che sta dilagando in tutto il mondo occidentale, non è una peculiarità solo dell’Italia.
E se la Storia è realmente maestra di vita, anche nel passato i Mussolini e gli Hitler ascesero al potere dopo essersi scagliati contro gli establishment, promettendo riforme popolari più giuste, diventando beniamini del popolo, e poi sappiamo quello che è accaduto, quindi anche oggi in mancanza di un’alternativa o di uno “choc” esterno, le cose sembrano destinate a ripetersi, il populismo è destinato ad egemonizzare il trend della politica anche nei prossimi anni, dovremo rassegnarci quindi ad un lungo periodo di questo nuovo Nazional Socialismo.

E’ fondamentale però comprendere il perché ciò sia accaduto, al di là delle facili demonizzazioni. Da anni stiamo assistendo alla fine della civiltà europea sotto il peso di un’architettura comunitaria che ha svuotato la democrazia sostanziale, lasciando le singole nazioni sotto il ricatto dei cosiddetti “mercati finanziari”, e a soffrirne sono in particolare quei paesi come l’Italia, gravati dal più grande debito pubblico al mondo, finanziato in gran parte da speculatori. Una minoranza si è impadronita della ricchezza prodotta da intere società, mentre le classi lavoratrici e pensionati hanno perso almeno la metà del loro potere di acquisto insieme all’azzeramento di quei servizi sociali che almeno rendevano la vita meno insopportabile, con l’aggiunta di lavorare in condizioni sempre più precarie.

Tutti conosciamo la storia recente, si è fatta ingoiare alla gente una serie di controriforme, inventandosi mediaticamente la presenza di continue emergenze che richiedevano l’intervento “rapido” e “incisivo” di una classe politica “responsabile”, imponendo “sacrifici” pur di “salvare l’Europa”.

Ma da chi? In realtà questi “responsabili” hanno permesso che la vita di milioni di europei finisse nelle mani di un pugno di speculatori che cercano solo di arricchirsi. Ma il fenomeno che più di altri, a mio avviso, ha fatto da detonatore per questa apparente esplosione di follia populista collettiva, è stata la presa di coscienza da parte degli italiani (e non solo) dell’esistenza di un automatismo finanziario in grado di svuotare il significato di attività come l’analisi, il conflitto, la capacità di fare mediazione alla ricerca di una sintesi, in pratica di ogni sforzo politico per invertire la rotta.

Tutto è sembrato inutile. Un “pilota automatico” che scatta nonostante le proteste dei cittadini, nonostante l’alternarsi di governi di destra, centro sinistra e cosiddetti governi tecnici. Clamoroso fu il nulla di fatto nonostante il NO alla troika del popolo greco nel 2015 con il loro referendum, anche in quel caso Tsipras fu costretto a piegare la testa e applicare quella cura da cavallo, ottenendo solo un maxi saccheggio, soprattutto da parte di cinesi e tedeschi, degli asset strategici dello stato come i porti e gli aereoporti oltre che delle aziende, e una depressione diffusa nel paese con l’emigrazione di almeno 500 mila giovani.  Appurato che a nulla sono serviti tutti i sacrifici fatti, la gente ha “spento” la ragione e ha cominciato a desiderare vendetta ancor prima che giustizia, individuando come nemici i partiti al governo negli ultimi anni. In queste condizioni la gente non vuol sentir più ragioni, rendendo velleitario ogni tentativo di spiegare, argomentare, cercar di convincere. A nulla servono gli inviti alla riflessione, all’analisi e peggio ancora la facile ironia e la demonizzazione dei populisti, chi cerca vendetta smette di usare il cervello, vuole solo che scorra il SANGUE.

Il duo Salvini-Di Maio dopo essersi ritagliati il ruolo di difensori del popolo contro l’establishment, contro i mercati sanguisughe, sanno bene che il “pilota automatico” della finanza è un nemico troppo forte anche per loro, e allora si sono inventati dei nemici più deboli, anzi hanno scelto quelli più deboli di tutti, quelli che non hanno l’energia per difendersi né per reagire, quelli che noi occidentali abbiamo ridotti in miseria e fatti precipitare nel caos grazie alle guerre euro-americane.

Quindi al momento la situazione sembra essere questa, un populismo dilagante, una malattia della contro-democrazia, il fare a meno di intermediari che non stanno “dalla parte” del popolo, mentre le opposizioni fingono di credere che questo sia solo una tempesta temporanea e che alla fine la ragione tornerà. La sinistra tutta, si attarda a leccarsi le ferite, a ripensare se stessa, e a piccoli gruppi cerca di prendere posizione per accaparrarsi i brandelli del consenso rimasto.
E se la loro fosse solo un’illusione?
Se la democrazia fosse realmente gia morta?

Per questo, in fondo, il pericolo paradossalmente non è Salvini o Di Maio, ma l’assenza di una concreta alternativa alla loro demenza criminale.

Molto presto i sostenitori del duo Salvini-Di Maio capiranno che il loro stipendio continuerà a perdere potere d’acquisto, e che la precarietà e la disoccupazione non scenderanno, che il protezionismo è un antidolorifico illusorio e temporaneo, ma che alla lunga genera effetti boomerang come la progressiva frammentazione in nicchie isolate e il deterioramento delle relazioni internazionali.

Ma tutto questo non sarà sufficiente per farli votare gli ormai patetici partiti tradizionali, popolati da predicatori di sermoni nel deserto. Chi cerca vendetta è pronto a pagare qualsiasi prezzo, anche il rischio di sprofondare in una condizione peggiore di quella da cui si cerca di scappare.

Occorre costruire qualcosa di diverso, un contenitore credibile, in grado di unire tutti i mondi colpiti dal neo liberismo, quelli che accettano l’idea che questa Europa, nonostante tutto, rappresenta un male necessario, oggi più che mai.

La dissoluzione dell’Europa ed il ritorno ai vecchi confini, così come vorrebbe la vecchia e nuova borghesia capitalista, quella uscita con le ossa rotte dalla globalizzazione dei mercati, rappresentate dal duo Lega-Casaleggio e dagli altri sovranisti europei, oltre ad una sconfitta che i nostri figli, cittadini europei, non ci perdonerebbero mai, significherebbe aprire un futuro di guerre come insegna la storia, oggi ancora di più con la presenza di un detonatore in più, rappresentato dalla crisi dei flussi migratori, quelle vittime di cinque secoli di colonialismo che stanno premendo alle nostre porte.

Oggi l’ingiusta e scalcagnata Europa, almeno rappresenta quell’ente terzo in grado di garantire equità nella ripartizione dei migranti, senza di essa sarebbero i singoli stati a scannarsi tra loro. Ecco perché questa UE va si cambiata, radicalmente ed in senso più sociale, affrontando sfide come quella ambientale con i cambiamenti climatici al primo posto, quella economica, che vuol dire reddito, lavoro e diritto all’abitare, creando meccanismi in grado non solo di ripartire in modo più equo la ricchezza prodotta da chi lavora ed intraprende, ad esempio con una riforma ormai urgentissima come una forma di Welfare europeo, che armonizzi quelli nazionali, ma soprattutto deve creare vera eguaglianza, quella che nasce dalle condizioni di partenza, garantendo pari opportunità per tutti.Ed infine la sfida dei profughi, guardando a loro come ad un’opportunità di rifondazione del vecchio continente e non solo come un’emergenza.

Ma questa Europa oggi va soprattutto difesa dall’attacco dei sovranisti, la divisione di coloro che si oppongono al ritorno dei nazionalismi rappresenta un lusso che non possiamo permetterci

 

 

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
Un commento

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  • Bruno
    4 dicembre 2018 at 19:15 - Reply

    Un’ottima analisi, lucida, che invita ad una riflessione profonda, non tanto e solo sulle cause dell’oggi, ma sugli obiettivi da perseguire per cercare di entrare nella corrente della Storia con un passo meno inquietante.