Sergio D’Angelo:  spiego come sarà l’ABC

Rispetto per il referendum, mai ai privati, non interessato a cosa sia accaduto prima di me, aumento delle tariffe  del 10% protette le fasce sociali deboli

Fuga i dubbi da qualsiasi privatizzazione, “non è nel novero delle cose possibili” i problemi dell’ABC tutti affrontabili e risolvibili, l’assunzione degli operai del Consorzio San Giovanni? tutto regolare. La rete idrica nazionale è la prima grande opera da compiere. Intervista a Sergio D’Angelo, commissario dell’ABC che espone la sua ricetta per uscire da una crisi apparentemente senza fondo.

I primi di Agosto cominciò una trattativa con il Sindaco che mi offrì questo incarico che in principio desideravo declinare, quando dall’11 dello stesso mese mi trovo ad essere il commissario di questa azienda di bene Comune.

Mi sto limitando a portare avanti i primi soccorsi, nel senso che l’ ABC è una società con molti problemi ma non è una società decotta. Tutti i problemi che ha ABC sono affrontabili e risolvibili.

Certamente c’è un bel ritardo, quindi sono tante le questioni sospese e non debitamente affrontate negli ultimi anni. Non m’interessa sapere come sono nate, e da chi certe responsabilità, è dietrologia e non mi piace. Noi sappiamo solo che all’inizio della precedente consiliatura fu trasformata la vecchia SPA in azienda speciale e bene comune, io in quel tempo ero in giunta e quella delibera porta anche la mia firma.

Il primo problema di questa azienda è che negli ultimi cinque anni sono cambiati altrettanti consigli di amministrazione, quasi tutti i direttori generali, nemmeno nel circolo ARCI di Ponticelli si è arrivato a tanto.

Credo che tutto ciò sia avvenuto perché non si era compresa l’importanza di quest’azienda, e io non riesco e non voglio esprimere, giudizi su chi mi ha preceduto, che certamente aveva più competenza su quante io stesso potessi metterne a disposizione, quindi non giudico l’adeguatezza, ma che forse, non si era capito che sarebbe stato necessario dare una governance più stabile.

Ma credo che da adesso le cose cambieranno, voglio dare più stabilità a quest’azienda che certamente ha un grande vulnus, non essere stata capace di approvare gli ultimi tre bilanci.

Per un’azienda non avere un bilancio è una cosa grave, non sapere quanto si può investire è un po’ come per un cittadino andare al supermercato e non essere a conoscenza di quanto si abbia in tasca.

Il primo socorso in cosa consiste? ABC deve rapidissimamente risolvere i debiti e i crediti che ha nei confronti degli enti Regione e Comune di Napoli, chiudere questa pagina, come stiamo già facendo, con un accordo o, se preferite, verbale tombale.

Risolvere la situazione dei contratti di servizio, tengo a ricordare che tempo fa questo problema si pose per il mantenimento delle fontane pubbliche, quando i servizi vennero interrotti a causa di assenza di contratto, io unilateralmente decisi di ripristinarli.

Nella legge attuale c’è praticamente scritto che ABC è costretta a crescere e dovrà giocoforza passare da un milione e mezzo di utenti al doppio, crescere significa aumentare la qualità, la manutenzione e il numero di impiegati. Questa è un’occasione storica per ABC perché avra la possibilità di diffondere  il proprio valore dell’acqua in bene comune in altri 31 comuni.

Credo che il responso referendario ci obbliga non solo a realizzare nel nostro fazzoletto privato l’acqua come bene comune ma, esportarla nel maggior numero di territori possibile.

Io sto svolgendo questo compito con entusiasmo, convinzione e sono certo di riuscirci, a mio avviso questo è l’unico modo per proteggere ABC.

Scordatevi che attraverso un progetto del genere si potrà arrivare ad un qualsiasi tipo di privatizzazione, scordatevelo! Perché la privatizzazione non è nel novero delle cose possibili, per due grandi ragioni, la prima è perché ci sono io, Sergio D’Angelo, ho partecipato in maniera attiva a far sì che il referendum sull’acqua pubblica si svolgesse e avesse un esito positivo, ho raccolto e fatto raccogliere firme e ho incitato a votare SI.

La seconda ragione è che non credo assolutamente che il Sindaco de Magistris, con il quale  è pubblico, che ho criticato per molti motivi, ma certamente so che non pensa minimamente a questa ipotesi, alla luce del fatto che l’acqua pubblica è la madre di tutte le sue battaglie, anzi, dirò di più…chi insinua questi dubbi non fa altro che alimentare il fascino che arriverà il privato e sistemerà tutto, è ora di credere nell’ABC e nell’Acqua come bene pubblico e comune, il resto sono solo grandi sciocchezze di chi sogna di dire un giorno -io lo avevo previsto-

Riguardo alle polemiche che ci sono state intorno al Consorzio di San Giovanni per l’assunzione di un certo numero di operai, ritengo, conti alla mano, che i soldi al momento ci sono, sono ancora in ABC e che il Comune non ha preso da noi un bel nulla, non ho dubbi che il Sindaco manterrà il suo impegno di dare 4milioni di euro per i lavoratori chiamati in causa, le casse dell’ABC ci hanno consentito di assumere quegli operai, anche per avviare il famoso “ciclo Integrato” senza il quale avremmo sì avuto problemi.

Credo di riuscire a mettere a posto i conti, a migliorare il servizio, e infine me ne andrò, alla mia età e con le cose che ho fatto e ho da fare non credo di essere per il futuro molto interessato  a ricoprire l’incarico di Presidente di questa azienda.

Il problema principale è che in Italia abbiamo troppa dispersione causa una rete idrica obsoleta e a tratti fatiscente, non possiamo chiedere ai cittadini di risparmiare dal rubinetto quando sottoterra avviene una dispersione di bene pubblico quasi al 40%, ha ragione il mio amico Zanotelli, la prima vera grande opera è la ristrutturazione della rete idrica, e per farla ci vogliono miliardi di euro, questa è una grande opera, altro che ponti e trafori.

Purtroppo ci sono anche notizie non buone, saremmo costretti a aumentare le bollette, ma non tanto, il 10% in più di quelle attuali, salvaguardando le fasce più deboli con forti riduzioni, ad esempio saranno erogati  gratuitamente 50 litri di acqua al giorno per ogni persona che abita in una famiglia che ha meno disponibilità, però avverto, sarò cattivissimo con chi non pagherà o farà il furbo, come è avvenuto per il passato, pertanto chi dall’acqua trae vantaggi economici ci dovrà pagare, altrimenti provvederemo a chiudere il rubinetto, parlo di ristorazione, imprese di agricoltura, alberghi e via dicendo.

Sono disponibile a qualsiasi tipo di discussione, a tal proposito tengo a ricordare che ho convocato il consiglio civico, ma mi hanno chiesto di revocarlo. Se domani mi chiedessero di incontrarci,  convocherei immediatamente un incontro.

Poi chiudo con una batuta, l’acqua di Napoli è di ottima qualità e sicura, sarebbe interessante proporla come DOP

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
Un commento

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  • Vincenzo
    3 novembre 2017 at 16:01 - Reply

    Dopo 10 anni che lavoro x una ditta appaltatrice dell’ acquedotto di Napoli come letturista vorrei sapere xké non veniamo assunti e lasciare che il singolo imprenditore si arricchisce sempre di più ed il mio futuro è sempre più cupo.