Senzatetto e dintorni

Tanti perché e nessuna risposta, nelle strade di Napoli come ombre 2000 senzatetto. Potrebbero essere estinti, ma non c’è volontà. Emergenza freddo? Una pagliacciata

Riceviamo e pubblichiamo di  Salvatore D’Amico Ex presidente dell’Associazione Volontari Napolinsieme

Con il freddo i senzatetto ritornano di moda, quindi cerchiamo di capirne di piu’.

Secondo stime attendibili a Napoli circa 2000 persone vivono e dormono per strada, come gli animali.

Poco piu’ di 300 posti-letto disponibili nelle strutture pubbliche o convenzionate.

Un patrimonio immobiliare pubblico immenso quanto nebuloso, un albergo dei poveri  inutilizzato da decenni, una struttura pubblica a via Cristallini di circa 7000 mq varie volte ristrutturata e vandalizzata ancora inutilizzata, decine di strutture pubbliche occupate da un lato e circa 200 chiese chiuse e abbandonate al degrado e conventi semivuoti dall’altro.

Centinaia di gruppi di volontariato , in gran parte di matrice cattolica, con migliaia di volontari che si dedicano alla distribuzione di cibo e abiti con una logica puramente assistenzialistica.

Decine e decine di associazioni del cosiddetto terzo settore finanziate per occuparsi dei senzatetto.

Non e’ lo spazio che manca, non sono le persone che mancano.

Perche’, dunque, la nostra citta’ non riesce a trovare una soluzione a questo problema?

Ma chi sono i senzatetto?

Premesso che l’universo dei senzatetto e’ inclassificabile, semplificando si puo’ dire che tra essi ci sono tossicodipendenti, alcolizzati, portatori di forte disagio mentale, immigrati, ex detenuti, persone che si lasciano vivere cosi’, persone risucchiate in questa poverta’ estrema in seguito alla perdita del lavoro o a una separazione o ad altri tipi di trauma, ecc.

Spesso queste condizioni si sovrappongono.

Eppure se consultate il sito del nostro comune e la guida pubblicata dalla comunità di Sant’Egidio  sembrerebbe che esista una risposta ad ogni bisogno.

Non e’ cosi’

In tre anni passati per strada con la mia associazione di volontariato laico a distribuire cibo, bevande, vestiario e frammenti di umanita’ ho visto cose atroci ed ho capito tante cose…

Ho capito, per dirne una, che esiste un mondo cattolico formato da centinaia di gruppi che girano ogni sera, a turno, per portare cibo ai senza fissa dimora, coinvolgendoli talvolta nelle loro preghiere , senza pero’ mai porsi il problema che questo fenomeno andrebbe risolto alla radice: “ama il prossimo tuo come te stesso” dice il Vangelo  Se tu hai un tetto e una vita dignitosa non puoi pensare che basti distribuire qualche panino a persone che vivono nel freddo, nella solitudine, nel degrado umano e materiale…

Ne’ tanto meno basta organizzare i famosi pranzi di Natale.

Ho capito, ancora, che si spendono  milioni di euro per associazioni del terzo settore che dovrebbero prendersi cura di queste persone ma il cui operato e’ avvolto nelle nebbie…

Ho capito che il laboratorio politico, la società costruita dal basso, l’attenzione verso gli ultimi

e gran parte del blablabla che ci era stato promesso  e’ restato sulla carta

Ho capito che molte persone fanno volontariato per alimentare il loro ego e per riempire i vuoti esistenziali o semplicemente perché  hanno dei ritagli di tempo libero e facendo volontariato trovano un modo per passare il tempo e magari sentirsi migliori.

Sono ancora di piu’ le cose  che non ho capito.

Non ho capito, per esempio, perché non si possano aprire alcune delle circa 200 chiese chiuse e abbandonate e ciò nonostante i ripetuti appelli del Papa ad aprire chiese e conventi ai diseredati…

Non ho capito perché non si possa usare una parte del patrimonio immobiliare comunale (c’e’ chi parla di circa 60.000 immobili) per togliere dalla strada queste persone.

Non ho capito perché il mendicicomio di via Cristallini ( 7.000 metri totalmente ristrutturati) sia in uno stato di abbandono da diversi anni…

Non ho capito perché nessuna delle strutture occupate della nostra città si sia aperta all’accoglienza stabile e all’integrazione di sia pur poche persone sottratte alla vita di strada.

Non ho capito perche’ non si riesce a creare un osservatorio laico sulla povertà, non un ennesimo carrozzone politico ma un organismo snello che non preveda remunerazioni ma che sia aperto alle realtà che operano sul territorio.

Non ho capito perche’ se in altre citta’ italiane sono partiti progetti di accoglienza in appartamento di due o tre o quattro persone senza fissa dimora questo non sia possibile anche nella nostra citta’.

Non riesco a capire dove sono gli assistenti sociali.

Non riesco a capire perche’ il Comune non si faccia promotore di accordi con la chiesa e con i servizi di salute mentale per sferrare un’offensiva contro la poverta’ estrema  per dare una ultima chance ai tossicodipendenti, alcolizzati, malati mentali che popolano le nostre strade abbandonati da Dio e dall’uomo.

Non riesco a capire perche’ non si possano creare alcuni laboratori artigianali per offrire una possibilita’ di lavoro a queste persone a cui basterebbe guadagnare 400-500 euro al mese per poter iniziare un cammino di recupero della propria dignita’.

Mi genera sofferenza vedere che ogni anno si ripete la solita pagliacciata di aprire una o due stazioni della metropolitana per affrontare “ l’emergenza freddo” che emergenza non e’ perche’ per chi non lo sapesse il freddo arriva puntuale tutti gli anni.

Quello che riesco a capire, invece, e’ che e’ incapace  e colpevole una classe dirigente che non si preoccupa di un paese spaccato in due: da una parte i ricchi, sempre più ricchi, dall’altra  le famiglie che vivono nel disagio grave , i giovani privati del futuro, i disoccupati, gli ex detenuti, i senza tetto…

 

Il corredo fotofrafico è di Ferdinando Kaiser

 

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