SENSO E DISSENSO PATAFISICI

Fino all’occultazione del CD’P - INTERVISTA A TANIA LORANDI (II)

Tania Lorandi sei la Provveditrice Rogatrice Generale del Collage de ‘Pataphysique (Centro di Ricerca, Studi e Diffusione della ’Patafisica, Sovere), “artista pittrice-scultrice-scrittrice, ricercatrice nel campo dell’immaginario”, curatrice di mostre e direttrice della rivista Quaderno delle Edizioni del CD’P.

Sappiate bene che “la nostra è un’associazione liberamente fortuita” —proprio come l’ Institutum Pataphysicum Mediolanense— la “micizia” insomma. E che questa intervista non è altro la continuazione di un’ Achiacchierata in riva al lago Iseo (da te), la prossima sarà in riva al lago Averno (da me).  In data15 HAHA 145 dell’E.P. (volgare 20 ottobre 2018).

MERDRA, va detto subito cos’è la Patafisica : “La Patafisica studierà quindi le leggi che reggono le eccezioni e spiegherà l’universo supplementare alla metafisica, cioè che si sovrappone alla metafisica. Quanto meno o meno ambiziosamente, descriverà un universo che tutti noi possiamo vedere o dovremmo vedere sostituendo la nostra visione e percezione tradizionale delle cose con questo nuovo punto di vista con questi nuovi input che la Patafisica può fornirci. Infatti, nell’universo noi possiamo vedere una serie du fenomeni coordinati ma possiamo anche vedere una serie di paradossi o di eccezioni e possiamo scorgere dei fatti accidentali i quali a loro volta si riducono a eccezioni più eccezionali delle altre e che costituiscono delle singolarità; da ciò deriva un’altra legge secondo la quale la Patafisica, benché si parli sempre in termini generali, si occupa del particolare, del singolare, dell’individuo e si considera dissennato in sede patafisica voler riassumere tutti i comportamenti di ogni individuo in un paradigma ad esempio di diritto o di statistica che essendo un esempio generalizzato non può in alcun modo corrispondere alla unicità e alle eccezionalità di ogni singolo individuo e dei suoi peculiari comportamenti. L’individuo non è una massa, è un singolo !” (Enrico Baj)

“CORNAGIDUGLIA, SIA FATTO IL REGNO DI UBU !  TUTTI IN PISTA !”

Ubu è diventato un personaggio universale come Don Chisciotte. Nel senso che la gente conosce Ubu prima ancora di sapere di Jarry, c’ha proprio una vita autonoma.

Sì, una vita autonoma. Ubu è arrivato in Francia alla fine del ottocento. Trova un ascolto perché è una marionetta, è talmente schematico, è talmente semplice —anche perché il testo  dell’Ubu Re è molto semplice— che trova proprio il suo posto come si arrivasse il pezzo di puzzle che manca a tutto un modulo per capire come sta la società e lui dice guardate che sta proprio così, sta con una grandissima marionetta che decide di fare quello che vuole di tutti, pure uccidere tutta la nobiltà, non gliene frega niente, la metta  nella botola. E poi vuol prendere lui il potere poi alla fine non riesce neanche  perché se ne torna nella sua dolce Francia, nel suo castello di Mondragon. E’ anche un po’ patetico, il politico è sempre patetico ma nel poi nel novecento con tutte le dittature si viene a dare consenso a questa figura di Ubu, questa imagine qua di un politico dittatore perché in Francia addirittura ci sono tanti ritagli di giornale dove l’Ubu diviene il dittatore del momento, ha preso proprio questa accezione qua. Io credo che sia arrivato nel momento giusto per anticipare tutti i dittatori che sarebbero arrivati dopo. Ha rivoluzionato anche il mondo del teatro, non è solo un fatto politico Ubu, è un fatto anche formale.

Si completano la tua risposta e quella di Enrico Baj : “Perché è un personaggio unico nel suo genere che rappresenta  l’eresia la satira la contestazione la distruzione, se si vuole in una parola, del concetto di autoritarismo, talmente è goffa e ridicola assurda contraddittoria paradossale la figura di questo truculento Ubu  che ne vien fuori, indubitabilmente la più efficace derisione e la più grande merdrificazione del potere e della fede nel potere, assoluto per di più come nel caso della monarchia.” Quindi secondo te sarebbe una denuncia della dittatura, potrebbe anche essere una denuncia del potere in generale ?  Baj pensa pure a chi ci governa : “Questa figura, con Ubu, è rappresentata a livello di bassezza di ignoranza e di volgarità di truculenza e di stupidaggine inverosimile: eppure noi abbiamo visto spesse volte i regnanti della terra imitarlo con grande spargimenti sangue e di cervello.”

In generale del totalitarismo. Però effettivamente non bisogna dimenticare che nella Parigi post-simbolista, decadente,  arriva questa figura nuova dirompente anche a livello estetico perché come lui aveva concepito questo spettacolo viene proprio a rompere gli schemi e a rivoluzionare anche il teatro. Non è più il teatro simbolista di Ibsen per esempio che hanno portato gli spettacoli al Théâtre de l’Oeuvre quando sono passati tutti i grandi simbolisti. Poi arriva questo qua che è comunque dirompente, non è un simbolismo classico, è una cosa nuova. Questo scandalo che fa, lo rende famoso anche per quello.

Quando dice “Vedete, vedete i Benpensanti tremare”, benpensanti a tutti livelli ? 

E’ proprio l’immagine del borghese in sé, lo spirito borghese. Il benpensante è quello che è tenuto attaccato da una palla di piombo alle sue convenzioni che sono quelle della normalità. Ma cosa vuoi dire poi alla fine ? Quando inventa la Patafisica, Jarry, dice, guardate che è sempre attuale, bisogna sempre rivedere, quando dice nell’Ubu incatenato “finché non avremo distrutto tutte le rovine, non potremo proseguire, ma lui parla addirittura di sé stesso perché sta creando un altro Ubu che è la controfigura del primo e inizia il libro con questa citazione, vuol dire distruggete il primo Ubu, distruggetelo già perché questo è già un altro, da anarchico perfetto, e Jarry è così, è sempre nuovo, è sempre contemporaneo. Poi si ribalta sempre un po’, ti fa l’esatto contrario e te lo fa bere giù benissimo, va giù che è una meraviglia perché Jarry è un genio.

Quando dice nell’Ubu incatenato “Siamo gli uomini liberi. Quindi dobbiamo disobbedire, pure alla verità”, a me fa pensare anche a una denuncia forse del dogmatismo.

Perché lui va sempre alto. Alla fine poi, non si capisce bene se era religioso, lui ha chiesto l’estrema unzione due volte poi tra l’altro, boh, quando vedi le sue riviste piene di imagine di santi, ma poi scrive “La salita del Golgotà in bicicleta”…

E non potrebbe essere anche la denuncia del dogmatismo degli autoritari, dei marxisti ? Bakunin ha rotto con la I Internazionale e fonda l’Internazionale anti-autoritaria nel 1872,  è quel contesto.

Penso che lui avesse delle intenzioni più alte nel senso che si attaccava poi alla filosofia. Perché chi studia la verità ? E la menzogna anche, Jarry si interessa molto alla menzogna. Lì intacca la filosofia, dice che la Patafisica è al di sopra della metafisica come la metafisica è al di sopra della fisica. Intacca Aristotele, dice che è finita, se la metafisica cade, cade l’idea di un dio, non c’è un Dio pensante che pensa l’essere umano, l’essere umano pensa sé stesso. Ni dieu ni maître.

Perché sai questi uomini liberi che stanno facendo esercizi di disobbedienza nell’Ubu incatenato, è veramente molto divertente ma mi sono sempre chiesta “ma di chi si sta burlando?

Quello sì. Il Dottor Ireneo Luigi Sandomir ha detto di Jarry “il nous a tous eus”. Ci ha fregato tutti. Perché lui ribalta le situazioni, ti ribalta la crepe.

Enrico Baj, anarchico e pittore dell’opera Funerali dell’anarchico Pinelli diceva che “In fondo la Patafisica come l’arte e come l’anarchia difende il principio della libertà e della libertà esistenziale e raccomanda proprio l’immaginario della fantasia quale migliore arma di difesa per preservare almeno l’autonomia del nostro pensiero.” Per te c’è questo vincolo forte tra anarchia e patafisica ?

Magari la Patafisica avesse mantenuto una dimensione rivoluzionaria. Per quello che penso io, non essendoci più delle figure, cioè dei personaggi o degli intellettuali di spessore, la Patafisica nasce con Jarry, quello che ha scritto Jarry l’abbiamo sotto gli occhi e tutto è tradotto in quasi tutte le lingue, non si può aggiungere niente, né togliere niente. Però se ci fermavamo lì… Prendiamo l’esempio di Voltaire e il suo Candide, potevamo creare un Collegio  che si attenesse ai principi del maestro di Candide, Pangloss. Pangloss ha una famosa filosofia, quella del libro stesso, nessuno ha avuto l’idea di fondare un Collegio con la filosofia e il pensiero di Pangloss. Cos’è rimasto ? E guarda che Pangloss non è poco, è una cosa bella tosta, ma è rimasto lì Pangloss con Candide come c’è Faustroll con Boss de Nage.

C’è questo genio, un filosofo di una portata immensa, il Dottor Sandomir. Leggeva e scriveva il greco e l’ebraico, il latino non ne parliamo neanche perché proprio lo parlava, conosceva tutta la storia delle religioni. Capisce che Jarry a livello di pensiero filosofico, intuitivamente, da genio, ha anticipato un sacco di cose e adora il Faustroll : l’esistenzialismo, il pensiero di Husserl e di Heidegger, la fenomenologia, sta scorrendo la filosofia attuale. Sandomir capisce l’importanza che si può dare a questo testo, ha la forza di creare un Collegio e di dare lustro alla Patafisica come uno darebbe lustro al pensiero di Pangloss. Ma per di più l’ha difesa, ha creato dei pilastri da sotto che la sostenessero.

Perché se fosse solo Ubu, non era sufficiente per creare un Collegio.

No, infatti il Collegio è basato su Faustroll, non è basato su Ubu, anche se  lo riconosce ovviamente.

Ubu sarebbe la manifestazione artistica del pensiero di Jarry e Faustroll quella filosofica ?

No, Sono dei passaggi diversi della creazione di un artista. Jarry ha un pensiero che si evolve passando da Ubu andando verso Faustroll  e se viveva ancora [è morto all’età di 34 anni] magari evolveva anche il suo pensiero. È tutto Jarry il Collegio, però la struttura del Collegio e il maestro in Patafisica che sta nell’eternità sopra la Magnificenza, il Curatore Inamovibile, è Faustroll, che sta sopra il Collegio e il Collage.

Con Faustroll ha espresso il pensiero, la teoria patafisica ?

Anche non volendo fare un libro teorico, Jarry con il Faustroll esprime  la definizione della Patafisica come il suo testo di dopo “La construction de la machine pour explorer le temps”.

Non so se è interessante sapere perché si chiama Faustroll ?

Ci sono mille cose da dire. Jarry si riuniva con gli amici in una dimora che il suo editore, una sua grande amica, aveva affittato  in un paesino dell’Essonne (vicino a Parigi) e alla quale danno il soprannome Le Phalanstère, per discutere di pensiero, di filosofia, di letteratura e anche per mangiare e bere, ci sono pure delle belle foto di loro. Ed è lì, tra l’altro, che lui finisce di stendere il Faustroll.  Sono tutti i frequentatori del Mercure de France e si chiamano i troll.

Comunque Ubu dice “La Patafisica è la scienza che abbiamo inventato perché ve n’era gran bisogno” quindi Jarry aveva già l’idea prima. Sì, comunque Ubu non l’ha scritto Jarry , era un testo scritto al liceo di Rennes collettivamente poi non si sa quali modifiche sono state portate da Jarry al testo iniziale. La parola “Patafisica” nasce anche lei al liceo di Rennes. Uno fa le cose e poi un’altro te lo prende e poi la cosa che hai inventato tu è dato per scontato che l’ha inventato un altro ancora, il mondo è fatto così. Le cose nascono in evoluzione, in un passaggio di informazione tra me, te, l’altro, noi, e poi c’è quello che riesce a dargli una forma che formalmente riesce a metterlo sul piedistallo, altrimenti resta lì come il nostro Pangloss. La gente deve assolutamente mettersi in testa il lavoro enorme che ha fatto il Collegio.

Ho letto che Baj diceva che a lui la Patafisica era stata di aiuto, e a te ?

Domanda interessante. La parola aiuto… Puoi leggere un pochettino  per capire ?

 “La scienza delle soluzioni immaginarie mi è stata di grande aiuto…  Incazzature, frustrazioni, incomprensioni, insoddisfazioni, persecuzioni burocratiche sono lì ad attenderti tutti i giorni. Dall’aria che respiri, alle scadenze contabili, alle multe, alle code, a quello che ti sorpassa anche in corsia di emergenza, alle discussioni familiari, tutto sembra congiurare verso la depressione, che si dice in pauroso aumento. Se speri di abolire il potere e il comando e di vivere in uno stato di anarchia, ne resti subito scoglionato (Tania ride9 perché ti si para davanti un gran casino, quello che viviamo tutti i giorni subendo i comportamenti caotici e arbitrari della nostra società…. “ Non entro qui nel sistema degli affetti ove certo non guasta, anche lì, una buona dose di Ubu (tre supposte al giorno, dose media).” (ridiamo) In un altro brano dice  che la Patafisica è una “forma di resistenza all’oppressione in quanto tale”… “ritengo senz’altro che la Patafisica sia un sistema di resistenza psicologica. Diciamo che è un aiuto, un primo aiuto. Poi naturalmente dobbiamo costruirci delle difese, degli anticorpi”.

Resistenza psicologica. Non sono sì legata a questo, anch’io ho le mie idee della politica che non sono esattamente quelle che aveva Baj. Io ho anche molto in mente, forse perché sono stata toccata da molto giovane, da tutto quello che riguarda l’ignoto. In Patafisica, l’irrealtà e la realtà sono due versi di una stessa cosa, quando si comincia a ragionare, il reale diventa irreale e l’irreale diventa reale. Io sono molto legata a tutti i mondi paralleli, tutte le cose che non si vedono ma che esistono, che ci influenzano.

Lui si riferiva sicuramente alla società malata perché capitalistica.

Lui ha sempre un riferimento sociologico, ha studiato economia, diritto quindi l’organizzazione della società gli è molto chiara e non è d’accordo. Io oltretutto non sono universitaria, non sono una dottoressa in niente, sono semplicemente un’artista, quando voglio fare un po’ di filosofia, sono autodidatta. però ho delle mie credenze, delle mie forse interiori e io seguo quelle. Sono molto legata più  all’aspetto del mondo virtuale, Jarry parla delle “convenzioni sul vedere”, immaginiamo che le cose che noi vediamo sono così, invece ti hanno soltanto abituato a vederle così, io sono molto legata alla visione. Il mondo virtuale esiste tanto quanto l’altro ma non lo riconosciamo perché non ti hanno abituato a vedere gli ectoplasmi quindi sono legata a questa fantascienza attorno alla Patafisica. Poi essendo in mondo come questo, sai dei miei accenni politici tramite i miei testi però non sono una grande parlatrice di politica. alla fin fine non me ne frega.

Ma non pensi nemmeno comunque come Baj che la Patafisica ci può portare delle soluzioni immaginarie per problemi nostri ben reali, dice anche che “si adatta alla ricerca di una saggezza perseguita con serenità”. 

Sì ma per me le soluzioni immaginarie sono veramente soluzioni immaginarie legate all’immaginario. Poi, certo le soluzioni immaginarie sono tanto quanto valide. Prima a scuola ho avuto un piccolo problema, non riuscivamo con una sedia che ho sistemata con un filo di ferro, ce l’ho fatta, il ragazzino si è seduto lo stesso, è una soluzione immaginaria, importante tanto quanto quella che sta su una tela piena di fronzoli e io non ho questa gran credenza di di queste eccellenze,  l’Arte ! la Letteratura ! la Musica !  Sono tutte eccellenze.  Sì. Ma non vuol dire niente. È chi la fa che conta. Come la fa e come la porta in giro ? Perché proprio l’immaginario è legato alla fantasia e alla finzione che uno riesce a mettere in atto. Quale registro parlo, quali riesco a fare comunicare tra di loro ?

È l’idea di andare a cercare soluzioni che non sono soltanto quelle della logica e la della scienza tradizionale ?

La Giduglia, spirale simbolo della Patafisica

Infatti, non c’è nessuna scoperta al di fuori dell’immaginario. Jarry dice che “la” Patafisica è “la” scienza, non è “una” scienza.  la scienza che le contiene tutte e perché in qualsiasi modalità non ce n’è una al di fuori dell’immaginario, la gente non lo sa, pensa che la scienza sia qualcosa di deterministico. No, è l’invenzione, è una creazione e viene anche fuori tante volte da uno sbaglio. Bisogna dire alla gente : Tu, fai funzionare il tuo immaginario che è la cosa più importante, no, loro vogliono essere tutti soldatini. Invece l’immaginario c’è sempre ma è impalpabile…

Poi in qualche modo una soluzione a un problema per forza deve essere immaginaria perché tu te la devi inventare la soluzione a un problema (cioè un vero problema, mai risolto). Dunque la scienza è sempre Patafisica.

C’era anche un grande patafisico, Marcel Duchamp, che diceva, non ci sono soluzioni perché non ci sono problemi ! Aveva letto bene Jarry, doveva essere Patafisico per dire quello, era più amante di Roussel ma è entrato nel Collegio, leggeva le riviste.

“La Patafisica ti aiuta a riflettere meglio di altri sistemi di pensiero perché ha qualcosa in più, perché include in sé il senso del paradosso, la valutazione dell’assurdo e il gusto dell’ironia”, sempre Baj.

Ho veramente dei grossi dubbi perché dicono che la Patafisica anticipa l’assurdo, sì, in quanto a un certo punto un tale Eugène Ionesco inventa il teatro dell’assurdo e si riconosce debitore del teatro di Jarry. Però poi dire che tutto quello che è assurdo è patafisico, è un grave errore. Altrimenti va a finire che tutto ciò che è in giro senza definizione formale (ed è un bene) diventa Patafisica. Io non ci sto. allora cosa, la Patafisica è un nuovo accademismo ? A me non va, a me non assolutamente e lì va a perdere il suo aspetto rivoluzionario. Se non è una rivoluzione constante, non mi interessa. Io sto chiusa in questo momento qua con l’occultazione per riflettere su queste cose qua, e questo va detto perché è importante. Senza un personaggio (e con questo riprendo un mio discorso anteriore nell’intervista) che abbia lo spessore, che riesca a sostenere la Patafisica da sotto con dei principi importanti e fondatori del nostro tempo. È una filosofia attuale. Però quale filosofo ama abbastanza la Patafisica. Chi ? Non c’è. Quindi, cosa sta facendo la Patafisica ? Vive di rendite dal 1973 quando è morto il fondatore. Bisogna leggere i testi di Sandomir, la sua ironia, come ti ribalta tutto, la scienza, il pensiero, te lo rimette sempre in faccia, non ne vedo uno che abbia questo spessore. E la Patafisica, a mio umile avviso, si sta spegnendo.

Quindi stai dicendo che la Patafisica si sta spegnendo perché manca una figura ma non solo per questo.

Questo vale per qualsiasi pensiero. Noi i pensieri li riprendiamo sempre, il Rinascimento riprende i Greci, l’Illuminismo riprende ecc. Però lo attualizza. Cioè, il trompe-l’oeil nasce nel barocco, è barocco ma adesso ci sono ragazzini che fanno trompe-l’oeil per strada. Le cose devono essere attualizzate, altrimenti facciamo oggi dell’impressionismo, faccio un quadrettino impressionista in riva al lago ma a cosa serve ? A niente. Molto meglio se mi metto davanti al mio cammino e guardo il fuoco.

Perché non diventi un manierismo ?

Esatto. Una posa. Se la Patafisica deve diventare una posa, allora non so cosa fare dalla mia vita, non so cosa essere, non so neanche bene come definirmi. Quello è un astuccio vuoto e ci infilo la mano come in un guanto, è la Patafisica e io divento Patafisica ! A me questo non mi interessa. Il mio aspetto rivoluzionario è quello, quello di essere nuova ad ogni momento e di attualizzare, di sentire l’aria del mio tempo e di portarlo se non nell’arte, ai miei amici, ai ragazzini a scuola, non è che io voglio fare per forza l’artista, non me ne frega niente.

Il rinnovamento è questo, l’aspetto creativo..

Di cosa stiamo parlando tutti ? È un momento particolare però che anche lui ha le sue caratteristiche filosofiche, ecc.  Se la Patafisica non viene ri- attualizzata, diventa un accademismo. Noi stiamo continuando come quello in riva al lago che fa il quadrettino impressionista, non ha nessun interesse. È un pericolo perché dalla morte di Sandomir, non c’è più nessuno in grado di dargli una ventata di attualità.

Oltre al sapere non si è perso anche questo spirito gioioso, irriverente,  e dissacrante che c’era, non è diventato tutto troppo serio nel senso che manca di fantasia ?

Ci sono artisti che fanno i pittori, i letterati nel Collegio e nei vari istituti, ce ne sono tanti, riescono a non prendersi troppo sul serio ma quello è sempre una filosofia, non è né morale né etica né estetica ma è proprio una riflessione sull’uomo e la sua posizione nel confronto del mondo e del pensiero. Dopo tutto il resto sono applicazioni. Uno dipinge, l’altro fa musica, ma ce ne sono che vivono di rendite, hanno molta fantasia ma sfruttano molto bene la scienza delle soluzioni immaginarie all’interno di un accademismo nato nel 1948.

Forse adesso sono solo allievi ?

Sono solo “applicatori”, la tecnica diventa posa, diventa come dicevi tu, è un esercizio tecnico. Io mi ritiro perché voglio riflettere e magari non fare mai più Patafisica.

Ti dedicherai forse di più alla tua arte ? Ma secondo me, sarà sempre patafisica, impossibile che non lo sia.

Questo, mi voglio lasciare pure la libertà di pensare che non è così [ride]

Immagini di uscire un giorno dell’occultazione

Non lo so. Devo pensarci. Ho bisogno di occupami di me perché occuparmi del Collage ha significato occupami delle persone, dell’arte delle persone perché se tu inviti gente di qua di là, per una partecipazione a un libro, quello che disegna, il libro deve essere bello, ed è un continuo lavorare con gli altri per la Patafisica. Io adesso voglio lavorare con me per me sulle mie cose. Mi sono stufata, siccome gli italiani sono i peggiori individualisti di tuti gli europei, non sanno cos’è il lavoro collettivo. Se sgobba lui per me, meglio è. Mi sono trovata da 28 anni a correggere persone che ti danno testi non presentabili, improponibili, devi aggiustare tutto, ci stai dietro una settimana per produrre un testo all’altezza del Collegio, per non rovinare il loro piccolo ego,  ma poi si sono offesi e se la sono legata al dito. Se io sgobbo e inoltre non vengo capita, allora, guarda, faccio l’eremita.

Monica Jornet

Da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona. Socia del Collège de Pataphysique. Vive tra Napoli (rione Sanità) e la Francia. Individualità FAI - Napoli. Groupe Gaston Couté de la Fédération Anarchiste. Incaricata delle Editions du Monde Libertaire. Libertà e arte come valori supremi.
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