Sensibili alle foglie a Santa Fede Liberata

Presentazione del libro “la porta del mare”  socioanalisi narrativa dei dispositivi di gestione neocoloniale dei migranti”

Nota:

Napoli, sabato 9 febbraio 2019, ore 17,30 presso  Santa fede liberata via San Giovanni maggiore Pignatelli, 2 ci sarà la presentazione del libro: “La Porta del mare.  Edizioni Sensibili alle foglie, 2018. A cura di Giulia Spada e Nicola Valentino.

Introduce Francesco Maranta. Intervengono Giulia Spada, Nicola Valentino e la collettività di Santa Fede Liberata

Il libro che si presenta propone i risultati di un cantiere di socioanalisi narrativa sulle esperienze lavorative all’interno di alcune delle nuove istituzioni per richiedenti asilo e protezione umanitaria, svoltosi tra la primavera e l’autunno del 2017 a Milano.

Alla ricerca hanno partecipato operatori e operatrici che lavorano all’interno di queste strutture di “accoglienza” e che aderiscono al collettivo autogestito Laboratorio Torri di Babele.

Dalla ricerca emerge che il circuito istituzionale, che inizia con la porta del mare, è caratterizzato dalla presenza d’istituzioni totali a impronta coloniale che lavorano all’assoggettamento delle persone “ospitate”.

Un’orma che è anche retaggio del passato coloniale europeo e italiano.

Il cantiere narra diversi momenti conflittuali fra l’immaginario di accoglienza promosso da questo gruppo di operatori e operatrici, che si basa sul rispetto dell’autonomia e dell’autodeterminazione dei migranti, e le visioni istituzionali sintetizzabili nel motto: “Bisogna insegnar loro come si vive in Italia”.

Si auspica che la ricerca fornisca strumenti utili socialmente per una riflessione sul rifiuto da parte degli operatori di subire passivamente il ruolo e le mansioni entro cui vengono incasellati, e per contrastare la situazione attuale, improntata ad un razzismo istituzionale, orientato a far morire in mare i migranti che partono per approdare in Europa e a destinare al lavoro schiavo e alla morte in strada i migranti che sono approdati o ancora approdano.

Si auspica anche che la ricerca e l’incontro che su di essa si propone alimentino un immaginario che concepisca il muoversi e il sostare degli esseri umani sulla Terra come un processo libero e autodeterminato

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