Scuola di guerra a Napoli? Un enigma da chiarire

Partecipata assemblea alla Città del Sole, Il Comitato Napoli città di Pace presenta i suoi documenti, Fucito i suoi, è caos. Cronaca di un’assemblea

Dopo tanta attesa e proclami finalmente si è svolta ieri nei locali della Città del Sole gestiti da Emiliano Manes, la tanto attesa assemblea del comitato “Napoli città di pace”.

Un’assemblea abbastanza partecipata rispetto ai tempi che corrono. Circa un centinaio di persone si sono presentate per ascoltare le ragioni del Comitato.

Ad inizio assemblea Gennaro Esposito uno dei più attivi di questo movimento e di Sinistra Anticapitalista, che si è battuta fortemente per questo dibattito, ha detto che la scuola di guerra a Napoli è una realtà conclamata da documenti e diverse dichiarazioni di Ministri e addetti ai lavori.

Gennaro Esposito nel corso dell’assemblea è intervenuto più volte e con diversi temi forti, “L’amministrazione parla di pace e ospitalità e apre a Napoli la scuola miltare europea, è senz’altro una scuola di guerra, io eserciti di pace non ne ho mai visti” poi è entrato nello specifico dell’Amministrazione Comunale, “il solo fatto che un uomo come il Sindaco, si professi come pacifista e poi abbia come capogabinetto un Colonnelo la dice lunga su tutto il resto”. Gennaro Esposito poi ha chiesto all’assemblea azioni forti per far sì che venga sospesa e al più presto la carica di Capogabinetto al Colonnello Auricchio “raccoglieremo firme, sensibilizzeremo l’opinione pubblica, ma Auricchio da quel posto se ne deve andare”.

Gennaro Esposito ha anche evidenziato l’assenza del Sindaco da questa assemblea, cui era stato formalizzato l’invito un mese fa, “ha mostrato scarsa sensibilità neanche un messaggio, nulla, come se questa parte della città non esistesse”.

È vero che il Sindaco non c’era, ma è pur vero che l’amministrazione era presente ai massimi livelli, con Sandro Fucito, presidente del Consiglio Comunale, e i consiglieri Rosaria Galiero di Napoli in Comune a Sinistra e Marco Gaudino, in sala anche Guglielmo Cammarota segretario dell’ex ViceSindaco Raffaele Del Giudice.

Il Presidente Fucito ha dichiarato che della scuola di guerra a Napoli lui non ne sapesse niente, che in realtà esistono due delibere, una di giunta e una del Consiglio Comunale e lui era a conoscenza solo di quella del Consiglio Comunale ove non c’è traccia di questa decisione, Fucito inoltre ha tenuto a precisare, a titolo personale, la sua contrarietà a questa delibera, vero che ha firmato il documento del Comitato e in quello si sente rappresentato.

Più o meno in sintonia con lui la consigliera Galiero, che si è mostrata anche lei sorpresa dalle carte che Esposito ha esposto ai presenti.

L’assemblea è poi proseguita con altri interventi dei  presenti, da segnalare quello di Ermes Ferraro, che ha evidenziato il successo dell’iniziativa, con migliaia di firme raccolte e un lavoro che ancora non è finito che è stato ed è molto faticoso.

Ferraro ha anche annunciato iniziative pubbliche per la revoca di questo provvedimento, che oltre che aprire a Napoli un esercito militare regala di fatto una magnifica struttura del patrimonio napoletano, che in precedenza l’Unesco aveva auspicato si usasse per fini sociali nel quartiere.

Accorato intervento proteso verso l’unità delle Sinistre in città da parte di Vittorio De Asmundis dell’ANPI, “perché non la smettiamo di cercare i motivi che ci dividono invece di cercare quelli che possono unirci? Voglio solo ricordare che comunque questa assemblea la stiamo facendo in questa sala, se fossimo stati a Trento non avremmo trovato neanche un bar a ospitarci, insomma smettiamola e cerchiamo di creare un cartello forte come lo è stato quello di Tsipras, non possiamo più correre alle elezioni per lo 0, 2 o 0, 7 per cento, basta!”

Altro intervento da segnalare quello di Ludovico Chiaiese dei Cobas, che ha accaldato i presenti con frasi che sono piaciute soprattutto quando ha citato Rosa Luxemburg, ed è scappato spontaneo un applauso. Quindi Chiaiese ha detto che proprio a “Napoli è vergognoso che esista una caserma dedicata a Nino Bixio, che per noi meridionali è stato un vero macellaio, dovremmo mettere mano alla topomastica partenopea per cancellare strade e stutture dedicate ad ex fascisti”.

Al comitato ha portato il suo saluto anche Francesco Maranta per il Comitato per la salute mentale che ha proposto di convertire la struttura che sarebbe in uso all’esercito militare in una scuola di arbitrato, come fase preliminare di eventuali conflitti.

Giammarco Pisa di Rifondazione Comunista crede invece nella buona fede dell’amministrazione che ha percorso una strada senza rendersi conto di dove portasse, ma comunque Napoli deve dimostrare con i fatti di essere una vera città di pace.

Umberto Oreste, anche lui di Sinistra Anticapitalista ha ribadito che è già in corso una mentalità di guerra, a cominicare dalla presenza dell’esercito nelle strade che serve appunto a creare un clima da Paese occupato e ha avanzato il pericolo che la Germania, grazie agli accordi di Acquisgrana, per la prima volta entrerà in possesso delle chiavi di un arsenale nucleare..

L’Assemblea attraverso gli interventi di Maria Antonia Stefanini, Aldo Bronzo, e Antonello Zecca e Antonio Frattasi del PCI, che però ha voulto ricordare che dalla scuola Nunziatella sono usciti molti valorosi partigiani e compagni, l’assemblea ha quindi deliberato una serie di manifestazoni antiperialiste che abbiamo il culmine il 4 Aprile, allorquando cadrà il 70° anniversario della Nato.

A seguire Vittorio Forte, di Cooperazione Rebelde “che tutti a partire da subito, e anche gli amministratori che hanno firmato senza leggere le carte, ma fidandosi ciecamente del volere del Sindaco, trovino il modo di cancellare il protocollo, certo non è accettabile che questa città veda una scuola militare, e da che mondo e mondo le scuole militari servono a preparare la guerra”.

L’assemblea è stata conclusa poi dall intervento di Raffaele Paura di Santa Fede che ha voluto ringraziare i compagni di Sinistra Anticapitalista nell’aver portato alla luce una vicenda che doveva rimanere in silenzio.

Dall’assemblea lo spettatore non ha potuto trovare una risposta chiara alle sue domande, da una parte il Comitato, con le proprie carte, dall’altra i rappresentanti delle Istituzioni che non ne sapevano niente, vero che Fucito ha dichiarato a noi a margine dell’assemblea “io di tutta questa storia non ne sapevo nulla, sapevo che si trattasse della Nunziatella e basta”

Un commento

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  • amilcare
    15 febbraio 2019 at 18:41 - Reply

    non si capisce bene di cosa si parla nell’articolo, comunque si evince che in questa città non si deve mai fare nulla…qualsiasi iniziativa deve essere stroncata sul nascere…anche la Nunziatella deve essere portata al nord, come le industrie ai tempi dei Borboni, come i soldi del Banco di Napoli e magari anche il tesoro di San Gennaro.
    Oggi “baffone” non ci sta più…ma verrà qualcun altro e vedremo i “pacifisti” a chi si rivolgeranno per essere difesi…