Schiavitù in Mauritana e l’occidente si volta dall’altra parte

Una democrazia di facciata in un paese che nel 2016 permette la negazione dei diritti umani… per “consuetudine”

Nella nostra coscienza la libertà è il bene più alto, al quale tutti gli altri beni sono subordinati, è un diritto fondamentale di tutti gli uomini, senza distinzione di razza, ceto sociale, religione o credo politico.

In passato molti uomini hanno lottato e sacrificato la vita per renderci liberi.La schiavitù è un’usanza che tutti crediamo sia stata bandita dalla storia, invece continua ad esistere ignorata dal mondo occidentale.La Repubblica islamica Mauritana è un paese sub-sahariano, cinque volte più grande dell’Italia che, confina a Nord con il Marocco e a Sud col Senegal.In questo Paese la schiavitù per nascita si trasmette per linea matriarcale, per cui i figli nati dalla madre schiava sono automaticamente schiavi.

Una minoranza arabo-berbera , di colore chiaro, che detiene il potere e ogni forma di privilegio rispetto alla maggioranza nera, costituita dall’etnia degli haratines, continua a mantenere in vita la pratica della schiavitù.

muritania3Gli schiavi non hanno un’esistenza come individui, non hanno alcuna possibilità di scelta, possono essere regalati, venduti, abusati e sfruttati peggio delle bestie. Lavorano gratuitamente le terre espropriate dal governo e vendute alle multinazionali estere.

Ufficialmente la pratica della schiavitù è stata abolita nel 1981 e il Parlamento ha inasprito le pene nel 2007, nel 2015 è stata equiparata ad un crimine contro l’umanità. Ma la legge di fatto non è servita a niente, gli schiavi ,apparentemente liberi, sono costretti al silenzio. Chi si ribella perde ogni diritto a lavorare sia nel settore pubblico che privato.

Biram Dah Abeid ha dedicato la sua vita, insieme alla moglie ed ai figli per la causa dell’abolizione della schiavitù nel suo Paese.

Nel 2008 ha fondato Ira Mauritana (Iniziativa per la Rinascita Abolizionista) un movimento assolutamente pacifico, con Sezioni in tutto il mondo, formato da uomini e donne che lottano, coraggiosamente, affinché questa pratica sia realmente abolita. E chiedono voce al mondo libero per denunciare una situazione davvero inaccettabile.

Purtroppo la maggioranza della Comunità internazionale, avendo interessi economici in Mauritania, rinuncia a far pressione sul Governo del Generale al potere Mohamed Abdel Aziz.

mauritania 2Nel Paese non c’è libertà di associazione, di riunioni d’assemblea né di manifestazioni pubbliche, se non con il lasciapassare del governo, quindi vengono organizzate in maniera spontanea, manifestazioni pacifiche che però sono negate e fortemente contrastate.

A fine Giugno 13 attivisti dell’Ira sono stati arrestati perché accusati di aver partecipato ad una manifestazione violenta e sono stati condannati ad Agosto, a pene da tre a quindici anni di carcere, per reati di “ribellione” e uso della violenza.

Una sentenza che è stata condannata dalle associazioni antischiaviste. Bisognerà aspettare l’appello, ma la battaglia è molto dura. Siamo noi nel mondo libero che abbiamo il dovere di accendere i riflettori su questa situazione, ed aumentare l’informazione e la sensibilizzazione sul tema della schiavitù

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