Scampia regina per una notte

Carlo Faiello per la prima volta a Scampia “questo è un teatro di resistenza” successo dell’iniziativa di CantoLIbre e Noi e Piscinola teatro gremito e felice

È questo un racconto che si potrebbe anche intitolare -Dai centomila del Plebiscito per la notte della Tammora ai 150 al teatro- orgoglio di Piscinola.

Pare che a Carlo Faiello poco interessi quanto pubblico ci sia, l’energia e la voglia di raccontare è la stessa.

Con lo spettacolo di Faiello si è conclusa questa bella esperienza tra CantoLibre e la storica Associazione Noi e Piscinola, un concerto nel  cuore della perifria e “nota al mondo solo per certi fatti, e non per altri più importanti” come ha dichiarato Faiello all’esordio in teatro Sabato sera.

Per l’organizzazione, affidata tutta al nostro caro collaboratore Umberto Laperuta, non deve essere stato semplice portare alle nove di sera in un teatro a Scampia 150 persone, che equivalgono a 600 per un simile avvenimento nel centro della città.

L’impatto del teatro è surreale, sala piena fin oltre il limite, 152 perosne per 120 posti, è necessario aggiungere sedie per la prima volta a Scampia di Carlo Faiello.

Il Maestro fa il suo ingresso puntuale, come nel suo stile alle 21 in punto…il gruppo che lo accompagna è quello delle grandi occasioni…Fulvio Gombos, Vittorio Cataldo, Fancesco Marra, Gianluca Mercurio, e mai come questa volta eccellente Pasquale Nocerino.

Vestito semplice e non da grandi occasioni, Maglia girocollo, pantalone di fustagno da Via Pal, e scarpe da Tennis,  prima di cominciare Faiello ha desiderato dare alcune riflessioni, e allora “è la prima volta che suono a Scampia, è una struttura bellissima, in questo quartiere considerato in telegiornali, giornali e documentari solo per aspetti comunque negativi, ma in questo quartiere c’è fermento tante Associazioni che lavorano tutte per il benessere e questo bellissimo teatro che possiamo definire di resistenza, un baluardo della pluralità”.

Faiello parla di libertà di espressione e cita gli immigrati e Mandela. Appare molto emozionato, il suo tono di voce non è fermo e tradisce emozione, finché non si libera e ringraziando CantoLibre, ( che ogni volta che lo ha cercato si è reso sempre disponibile), Noi e Piscinola, Il teatro dell’Area Nord, e paragona Il Direttore Lello Serao, come l’ultimo dei moicani. Infine “ringrazio l’organizzatore Umberto Laperuta, una cosa è organizzare un evento a Napoli centro, un’altra qua, per molti di voi non è stato difficile raggiungere questa sera Scampia, bisogna continuare e crescere, evviva Scampia, evviva il teatro dell’Area Nord!”

Poi lo spettacolo è cominciato, il gruppo per un’ora e mezzo ha trascorso tutto la storia artistica di Carlo Faiello.

Una serata bella, perchè ha portato lo spettatore a riconoscersi nelle sue melodie che hanno trasportato in tanti filoni musicali, che Carlo ha abbracciato per tutta la serata, perché lui ama la musica e cerca di raccontarla, in particolari momenti è apparso grazie alle sue battute sulle corde della chitarra di ricordare Bob Dylan o Jonny Cash, in altri momenti è venuto in mente le magie di Goran Bregović, un repertorio che ha percorso tanti aspetti della musica, da quella antica a quella più strettamente leggera, perfino venature di spettacoli rock anni ‘70, quando ad un elemento del gruppo, battersta, flautista o chitarrista, veniva lasciato lo spazio per un assolo, e quello è stato mirabilemnte eseguito da Pasquale Nocerino che ha svolto il ruolo di star per qualche minuto.

La scaletta vedeva come inizio sia Beneritto la,  con l’ausilio di Tania Aulicini,  e immediatamente dopo sono apparse le capacità canore di Patrizia Spinosi attraverso Maddalena.

Quindi è venuto il momento della carnalasciata con  la ballata degli sfrantummati, a metà spettacolo è stata dedicata una canzone a Laperuta, Cicerenella cantata da Patrizia Spinosi, una interpretazione oltre i limiti delle corde vocali, e un pubblico felice che battendo e ballando sulle poltrone batte il ritmo.

Lo spettacolo accompagna tutta la storia di Faiello, dai ritmi della carnascialata a quelli della danza popolare, per passare alle sue mitiche tammorriate, forse le preferite dal pubblico.

Il momento più caldo dello spettacolo a nostro avviso è stato quando il gruppo ha eseguito Aonna o’ mar di Fabrizio de Andrè, e da Carlo tradotta in napoletano antico, canzone che narra la leggenda di una pietra nascosta nel mare e creata da Virgilio, il quale prima di San Gennaro è stato il patrono di Napoli. Poi tamorre e balli con Tania Aulicini e Erminia Parisi, che indossava un fantastico vestito creato apposta per far volteggiare le note sulla sua danza. Lo spettacolo si è chiuso con una tarantella, e Faiello ha avvertito: “la tarantella non è una danza turistica, oleografica, è una danza unica, che porta forte energia e soprattutto porta liberazione”.

La serata è stata poi allietata nella sala delle feste da vino prodotto artigianalmente, e pasta e patate con la provola.

La struttura dell’Area Nord, chiamato dagli amici TAN, è un interessante polo culturale di questa periferia ricca di umanità, un luogo ove è possibile leggere, parlare, fare conferenze e in più  dare e ricevere spettacolo.

Evviva Scampia!

 

si ringrazia Paolo Guida per il corredo fotografico

Un commento

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  • dan
    23 febbraio 2019 at 14:06 - Reply

    Errata Corrige:
    nel suddetto articolo per tre volte si parla di “avvenimento svoltosi a Scampia”, è un errore dovuto alla mia ignoranza municipale, in realtà come da diversi lettori fatto notare, l’evento in questione si è svolto nel quartiere di Piscinola.
    me ne scuso vivamente con i lettori,
    Dan Tarantini