Sandro Il rosso

Intervista al Presidente Fucito: il turismo è una leva, non la soluzione, combattere il lavoro nero, che i B&B non  diventino luoghi di evasione fiscale e i ristoranti di lavoro nero

Il Presidente del Consiglio Comunale di Napoli ci regala un intervento che spazia in tanti settori, dal Turismo, che non è la soluzione, ai temi della rivoluzione, l’antifascismo e i record di Napoli, lo stato di salute del Consiglio Comunale e la possibilità che da Napoli possa partire un progetto di una sinistra vincente, Maradona? giusta la cittadinanza per quanto ha dato.

Il rapporto tra la società e le istituzione e le forme della sua selezione è degli eletti. Vasquez lo scorso anno affermò che il Consiglio Comunale passato era il peggiore mai visto a Napoli, ma lui probabilmente non tenne conto del materialismo quindi, essendo un’epoca del disfacimento dei partiti politici e delle strutture organizzate, un’epoca di personalizzazione della politica, ebbene, non mi sento di dire che quello passato fosse il peggiore Consiglio Comunale. Non è detto che col passare del tempo le cose migliorino.

Lo scorso Consiglio Comunale era composto da persone che erano scarsamente a conoscenza della macchina amministrativa, ma in buona dose non si può dire che fosse il peggiore.

Io credo che un Consiglio Comunale non migliori da solo, il problema è che non ci sono più soggetti organizzati o grandi Partiti politici, La politica è impoverita dall’assenza dei Partiti che fanno politica, salvo rare eccezioni.

Il Consiglio Comunale di Napoli risente della mancanza di solide strutture politiche sottostanti, rifugge nel personalismo, e chiaramente soffre delle prerogative che ormai sono sempre più spinte in capo alla giunta e non al consiglio.

La sinistra napoletana è eterogenea e spesso divisa, a Napoli di fatto c’è stata la rottura del bipolarismo e del tripolarismo, l’aspetto positivo che ne viene da questa storia è che Napoli dimostra che è possibile concretamente la creazione di un quarto polo.

Non è poco, perché questa città ha dimostrato che la politica non è fatta solo di PD, destra nuova e vecchia e 5 stelle.

E’ chiaro che nella sinistra napoletana c’è un mix, in un prodotto che non è ancora maturo, mi riferisco sempre al quarto polo, quello che è avvenuto a Napoli non possiamo affermare che sia la forza soggettiva della Sinistra, né tanto meno una rivoluzione, io sono all’antica e novecentesco, credo che la rivoluzione sia il sovvertimento dei rapporti sociali ed economici, questo non è avvenuto, pertanto non c’è stata nessuna rivoluzione.

La rivoluzione è una cosa seria che ha bisogno di processi che possano portare al comunismo.

Oggi non abbiamo una società rurale, ma dobbiamo studiare sui meccanismi che consentono l’incitazione dello sfruttamento indiscriminato, sfruttamento che provoca grandi ricchezze e povertà diffuse.

È un’argomento difficile, anche perché al nostro interno, parlo di miei compagni, mettono sullo stesso piano Hitler e Stalin, questo mi fa capire che c’è tanta strada da fare.

A Napoli c’è stato un voto quello si rivoluzionario, ma solo perché ha consentito di rompere per primi la gabbia del bipolarismo, e quando sono arrivati i 5 stelle del tripolarismo.

Questo movimento può vincere nel Paese perché, per tutte le grandi imprese occorrono tre grandi elementi,  un pensiero politico omogeneo, una grande organizzazione e una Leadership, certo, c’è molto da costruire, ma gli elementi perché da questa città si può partire ci sono tutti.

Poi, oltre la leadership ci vogliono anche una capacità, una visione del mondo, e francamente credo che questo processo non sia ancora maturo, ammettiamo però che da Napoli sono state effettuate delle spinte e degli strappi, penso  l’azienda speciale dell’acqua, il riciclo dei rifiuti, la stessa gestione del patrimonio, ma non basta, dobbiamo capire cosa vogliamo fare della questione meridionale, come affrontare il rapporto di fronte al debito, poi c’è da costruire un collante tra amministratori, partiti e centri sociali, al momento tutto questo non c’è, ma nulla c’impedisce di sperare di riuscire a compiere tutte queste cose, non è una chimera, ma qualcosa di possibile.

Questo è il lavoro da fare e si può vincere, I centri sociali? Non mi piace metterli tutti sullo stesso piano, hanno realtà differenti che tutte insieme possono essere utili all’intera città, il Pd, lo vedo troppo lontano, ormai è una consorteria, è composto a Napoli da 14 correnti più tutte le sottocorrenti, non prevedo un buon futuro per loro.

Riguardo alla leadership, beh, il sindaco potrebbe essere il nostro Chavez, ma bisogna capire qual’è il pensiero, la natura amministrativa, e credo che se non ci fosse sarebbe stato peggio,

Allora, il turismo non è una questione di sviluppo, ma di visibilità che può far emergere gli aspetti positivi della città. È si una leva collaterale e non è l’unica. Il problema è che il tempo non è stato sufficiente, bisogna accelerare sugli altri temi, preoccuparsi di Napoli da est a ovest, la zona di Barra, Ponticelli, fino a Bagnoli, dove bisogna estirpare e in via definitiva qualsiasi logica di profitto e convenienza quindi Bagnoli ai cittadini.

Dovremmo esigere dei controlli, sia sullo sfruttamento del lavoro che avviene quotidianamente, anche la questione dei B&B, bisogna vedere quelli veri da quelli fasulli, creare una filiera formativa, creare delle cooperative che si occupino di turismo in una misura più professionale. Il turismo deve essere regolato, c’è il rischio che i B&B siamo una macchina di evasione fiscale e i ristoranti e bar il covo del lavoro nero.

Il B&B per sua conformazione dovrebbe essere l’affitto di una parte della casa con il proprietario al suo interno, invece assistiamo ad aperture indiscriminate, di fatto alcune zone del centro si stanno svuotando creando anche il problema degli sfratti. perché un individuo ne apre quattro o cinque? sto parlando di cose -normali- non alla luna, mettere la città a norma di legge e finirla con il mercato dei furbi e parassiti. Ci sono a Napoli 3000 B&B che potrebbero essere una fonte di rendita per città e Paese inimmaginabile, invece il ricavo da queste strutture è risibile, certo che bisogna intervenire.

Però una città come Napoli, nel cuore del Mediterraneo, con un altissimo numero di laureati, non può pensare che il turismo sia lo sviluppo della città, se le cose stessero così saremmo messi male, il turismo deve essere uno degli elementi attrattivi della nostra città, peraltro aggiungo che dietro i milioni di turisti che stanno venendo a Napoli c’è un’increscioso sfruttamento di giovani che entrano illegalmente nella lista dei ristoranti, questo è inaccettabile, bisogna esigere una serie di controlli che mettano a regola la questione lavoro, l’arricchimento di un ristoratore, che non tiene a regola i suoi dipendenti è una cosa di per se vergognosa, e il silenzio è peggiore.

Il problema è che la politica non è più una vicenda collettiva, questo è grave. Napoli è la città dei record, ha quello delle terze case di proprietà, ma al contrario anche quello di coloro che non la hanno, ma è possibile?

Riguardo alla questione della nuova legge sul reato di essere fascista, beh… la legge Scelba è carente, perché proibisce la ricostituzione di Partito fascista, però è carente o opinabile sulla simbologia, mi rende sospettoso il momento in cui è stato tirato fuori, durante la crisi di immigrazione e l’assenza di un progetto lavoro, sono perplesso dai tempi, non vorrei fosse un’azione diversiva di fronte un tema così grande, l’antifascismo.

Per quanto riguarda l’operazione cittadinanza a Maradona, ebbene, io sono stato il primo a proporla, per i meriti dell’artista, che in ogni parte del mondo è associato a Napoli. Ma avevo in mente una cosa diversa, con Minà ad esempio, una festa sudamericana che sancisse l’amicizia tra la nostra città e il continente sudamericano, ovvio che al contrario con quella kermesse che io non ho mai immaginato…mah, è stata una cosa che ha fatto storcere molte bocche, aggiungo, anche la mia.

Non chiedo molto dal mio piccolo, ma solo di abitare in una città dove la regola sia la normalità, che da noi non deve passare il principio che qualcuno si arricchisca a danno di tanti, questa non è rivoluzione, ma una cosa normale

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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