San Gennaro

Una esaudiente scheda del Santo Patrono più amato, contestato e popolare d'Italia

riceviamo e pubblichiamo: Carmela Rinaldi

Molti non sanno che il Duomo di Napoli non è dedicato al patrono San Gennaro (che tutta Napoli festeggia il 19 Settembre) ma a Santa Maria Assunta. È una delle più grandi chiese della città ed è il luogo di culto più importante di Napoli. Fu fatta erigere nel XIII secolo da Carlo D’Angiò in una piazza accanto ad una strada, un antico cardine della vecchia pianta greco-romana inglobando come cappelle laterali, due edifici di culto sorti autonomamente:

La basilica di Santa Restituita, fondata da Costantino, che custodisce il Battistero più antico d’Occidente, quello di San Giovanni in fonte e la basilica di Santa Stefania che fu rasa al suolo.
Il Duomo, nel corso dei secoli, ma anche a seguito di terremoti, incendi ed eruzioni ha subito diversi restauri. Per quanto riguarda il portale furono chiamati diversi scultori come Tino da Camaino per ornare il portale principale sostenuto da leoni stilofori.

san-gennaro-carmelaPresenta una struttura a salienti. La pianta è a croce latina a tre navate e cappelle laterali. Il soffitto seicentesco è a cassettoni. Il duomo è una sovrapposizione di stili che va dal gotico del trecento al neogotico ottocentesco. Da diversi secoli, il duomo, è famoso per la celebrazione del culto del Sangue di San Gennaro e il fenomeno del Miracolo.

Il tesoro di San Gennaro.
Il 19 settembre a Napoli si festeggia il Santo Patrono San Gennaro, un occasione, dunque, per poter visitare una delle collezioni più ricche del mondo, di uguale valore al tesoro della Corona d’Inghilterra e dello zar di Russia. Gennaro morì decapitato durante le persecuzioni da parte di Diocleziano. Il suo corpo fu dapprima sepolto nelle catacombe di San Gennaro e poi il 13 gennaio del 1497, fu portato al Duomo.

Il Santo era venerato sia dal popolo che dai regnanti, e infatti proprio il re Carlo D’Angio decise di far realizzare un busto d’oro e argento che potesse custodire le ossa del cranio.

Più tardi Roberto D’Angiò volle una teca di oro e argento per poter conservare le ampolline col sangue. Nei secoli il tesoro si è sempre più arricchito grazie alle donazioni da parte di re, papi, persone famose ma anche da parte del popolo per devozione al Santo. Si possono ammirare preziosi oggetti in oro e argento, gioielli come il famoso collare di San Gennaro o la “mitra” in oro e argento tempestato di ben 3894 pietre preziose, rubini, smeraldi e diamanti, in oro zecchino lavorato a mano, documenti antichi e i bellissimi dipinti di enorme valore, di Massimo Stanzione, di Dominichino e di Luca Giordano. Immenso, inestimabile, un tesoro assolutamente da vedere!

 

 

 

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