Salvini: “Il piatto è servito”, oppure “come volevasi dimostrare”

Scontri, bombe molotov, cassonetti incendiati, idranti e cariche questo il risultato di una città commisariata e che vale poco agli occhi delle Istituzioni

A Fuorigrotta si vive un inferno che in città non si viveva dai tempi del G7 a Piazza Plebiscito, quando i contestatori furono chiusi nel quadrato di Piazza Municipio e passarono brutti momenti sotto le cariche e le manganellate..

Le scene di guerriglia che si stanno vivendo in queste ore erano largamente prevedibili dal copione che il leader leghista, in accordo con il Ministro degli Interni  si era prefissato. In fondo che sarebbe stata una visita di chiaro stampo provocatorio lo si sapeva, “una questione di principio” principio che passa sulla testa dei cittadini e delle strutture danneggiate, chi pagherà i danni? per ora siamo a 5 fermi e forse qualche arresto. ma le sirene delle auto di polizia, auto e beni comuni danneggiati sono lo scenario di questo tardo pomeriggio che Napoli non avrebbe voluto vivere.

matteo-salvini-visita-il-campo-rom-in-via-chiesa-rossaProvocatoria  come le passeggiate all’interno dei lager dove vivono i Rom  e, pronto a gridare in faccia a una serie infinita di poveri e ultimi che “devono pagare le tasse e l’acqua come tutti gli altri” cose del genere fatte solo per provocare, per far sentire ancora più povero e disperato chi già lo è.

In effetti tutto appare strano, ieri la calma e l’allegria l’hanno fatta da padrone  mentre si è creduto che il volere della città avesse prevalso su tutto.

Fossero restate così le cose oggi invece di militarizzare Fuorigrotta, sarebbero bastate due auto dei vigili urbani a ridosso della Mostra per tenere a bada i pochi che avrebbero contestato l’impossibilità di ascoltare le parole del leader leghista.

Sono in corso lanci di lacrimogeni e idranti da parte della polizia, probabilmente qualche sassaiola da parte dei manifestanti.

E’ una scelta del governo, infischiarsene del volere dell’opinione di una città e del suo primo cittadino.

Mentre il fuoco dei cassonetti brucia e rendono l’aria malsana a lungo continueremo a porci questa domanda, perché? Perché si è deciso di far vivere alla città di Napoli questa giornata? Perché si è creato questo ulteriore strappo tra Napoletani e Stato?

Il nostro è un Paese che dietro l’ordine pubblico impedisce a fronde di tifosi di diverse squadre, tra cui i napoletani, di andare a gridare nello stadio di altre città. ultima Torino, niente stadio per i tifosi del,Napoli, siamo pericolosi, Salvini e le sue parole no, il risultato è godibile oggi. per una partita di calcio si prevengono gli scontri, per la politica al contrario li si può facilitare.

C_2_fotogallery_3009868_1_imageE allora? Quale mago Merlino ci sarebbe voluto per immaginare che si stava preparando una trappola per Napoli e i napoletani?

Di tutto questo caso si racconterà come al solito  di un leader che ovunque va è contestato, offeso, indesiderato, quello che cerca, il problema è di chi lo vota, da chi è attratto dalla sua frase “molti nemici molto onore” questo è quello che a quanto può apparire desidera il leader leghista in compagnia delle sue amicizie occasionali, Berlusconi, la Russa, poi casa pound, la Meloni infine le Pen e Trump.

Nel frattempo Salvini ha cominciato come fosse vittima sacrificale il suo comizio ad una platea piena di gente venuta da tutto il Sud, sarebbe curioso sapere quanti sono i napoletani veraci.

not italyIl suo discorso: minaccioso afferma “verrà un giorno che andremo anche noi in piazza e vederemo chi ha la testa più dura” poi racconta imitando Pasolini, ringrazia i poliziotti  che guadagnano 1200 euro al mese per difendere il mio diritto di parlare” e ancora…qui dentro c’è la Napoli che vuole produrre e fuori i quaquaraquà e de Magistris, bravo a fomentare l’odio di questa giornata” A coronamento di tutto il ritrito “prima di tutti gli italiani”

Per un giorno la Napoli del centro storico, e del lungomare col sole e i turisti, con le sue cento e più manifestazioni culturali cede il passo ad una manifestazione negata dalla città ma voluta dal Governo, che ben sapeva a cosa andava incontro, per un giorno ancora questa città è stata “commissariata” sono tutte cose che dovrebbero far riflette, ma intanto fiduciosi aspettiamo che il tempo passi presto e la calma ritorni protagonista

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