SALVATOR DRAGHI: QUADRATURE DEL CERCHIO O CERCHIATURE DEL QUADRATO?

L’Italia verso una riconfigurazione socioeconomica che coniuga equità e sviluppo sostenibile?

Per molti Mario Draghi (ehm, scusate… SALVATOR DRAGHI) deve realizzare una sorta di ‘quadratura del cerchio’ della politica italiana: far collaborare le variegate, litigiose, forze politiche italiane in tempi di coesistenza di Recovery Fund (e relativo Recovery Plan) e pandemia da COVID-19 (sempre pimpante, in quanto estremamente mutevole e, quindi, sfuggente ad una risoluzione vaccinale).

XMa lo sa il Salvator Banchiere (e i suoi melliflui osannatori) che già nell’antichità si intuiva che il problema era irrisolvibile e che la Matematica del XIX ha dimostrato* in modo definitivo e inoppugnabile che non può mai esserci una ‘quadratura del cerchio’ con riga e compasso?

Pertanto, nell’imminente futuro il nostro Salvator Banchiere dovrà necessariamente scegliere fra politiche liberticide di destra neoliberista (sia pur variamente temperate) e politiche di (un sia pur blando) sostegno alle fasce della popolazione duramente colpite sia da quelle stesse ultradecennali politiche liberticide dal punto di vista sociale ed economico, sia ora altrettanto drammaticamente dalla pandemia (e ancor di più delle fasce più abbienti della popolazione).

Meglio, allora, esplorare la possibilità della ‘cerchiatura del quadrato’? Meglio inviare il Salvator Banchiere dai servitori e detentori della finanza e del capitalismo globali a dir loro che “Basta! È finita la pacchia!” ora è tempo che si ponga (almeno in Italia) un argine robusto alla loro atavica avidità, insomma che si autolimitino nel loro spasmodico e compulsivo tendere ad accumulare enormi ricchezze, smisurate risorse sottratte al benessere della comunità globale?

L’Italia verso una riconfigurazione socioeconomica che coniuga equità e sviluppo sostenibileVMisure come una patrimoniale sugli ingenti patrimoni, sperimentazioni locali di introduzione del reddito di base universale, incentivi alle imprese (soprattutto condotte da giovani e donne) veramente ad intero ciclo green con aggiunta di integrazione lavorativa delle fasce a forte disagio sociale, più incisiva lotta all’evasione fiscale e alle economie criminali, non ci sembrano cose tanto difficili da far digerire al gotha della finanza e del capitalismo internazionale, tanto più se si accompagnano con misure coerenti con le politiche neoliberiste, ma che non siano produttrici di macelleria sociale: per esempio, liberalizzazione del mercato del lavoro accompagnata dall’introduzione di una sorta di reddito di base tendenzialmente universale.

Luogo comune vuole che noi Italiani siamo estremamente creativi, soprattutto in tempi di crisi e ristrettezze. Vediamo se il Salvator Banchiere riuscirà a realizzare una (sia pur abbozzo di) ‘cerchiatura del quadrato’ (la società dovrebbe essere un cerchio, intorno al quale tutti si accomodano: insomma, una figura geometrica con morbide curvature, non un poligono con spigolature che colpiscono fasce della popolazione) e a condurre l’Italia verso un futuro più equo e sostenibile In tal caso, non sarà certamente la sinistra responsabile e propositiva per un mondo più equo ad ostacolare l’ascesa del Salvatore verso la Presidenza della Repubblica.

Da segnalare che è in corso la raccolta delle firme per il reddito di base universale (UBI: Unconditioned Basic Income) da introdurre in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Muniti della vostra carta d’identità (dovrete introdurre nella vostra sottoscrizione anche il numero della vostra carta d’identità, perché è un’iniziativa ufficiale rivolta alle Istituzioni Europee, non un’iniziativa ‘informale’ tipo change.org et similia), cliccate sul seguente link e seguite le istruzioni:

https://eci.ec.europa.eu/014/public/#/screen/home oppure https://eci-ubi.eu/

pare che nel 1882 l’impossibilità sia stata provata rigorosamente, anche se i matematici dell’antichità avevano compreso intuitivamente e in pratica, la sua intrattabilità. L’impossibilità di una tale costruzione, con le limitazioni imposte dall’uso esclusivo di riga e compasso, deriva dal fatto che π è un numero trascendente, ovvero non-algebrico, e quindi non-costruibile. La trascendenza di π fu dimostrata da Ferdinand von Lindemann nel 1882.

La soluzione del problema della quadratura del cerchio con riga e compasso implicherebbe quindi trovare anche un valore algebrico per π – il che si è dimostrato impossibile dopo il lavoro di Lindemann.

Ciò non implica invece che sia impossibile costruire un quadrato la cui area approssimi molto da vicino quella del cerchio dato.

 

No commento

Lascia risposta

*

*