Salvare il salvabile: votiamo NO perchè…

Cantolibre "comitato per il NO" Le varie ragioni in un viaggio nel Referendum di Laperuta.1 Tenere alta la guardia

La BREXIT ha messo in moto un meccanismo di smottamento che potrebbe propagarsi in tutta Europa, gli inglesi hanno dimostrato che i grandi burattinai non hanno il controllo assoluto su tutto, qualcosa può ancora sfuggire al loro controllo, e il 4 Dicembre anche noi italiani possiamo contribuire per arrestare questo declino che rischia di trascinare via anche gli ultimi beni rimasti, i più preziosi: La democrazia, la libertà. I sondaggi ipotizzano una prevalenza del NO, anche se dal dopo faccia a faccia televisivo tra Renzi e Zagrebelsky, anche se di poco, il SI è in leggero recupero , e quello che preoccupa non è tanto il quanto, ma il come.

Gli ottimisti sulla vittoria del NO farebbero bene a tenere molto alta la guardia e gli occhi ben aperti, questo blocco di potere che stringe ormai l’intera Europa, non si arrenderà facilmente. I meccanismi di “dissuasione” come lo SPREAD, utilizzato come un drone per  silurare il Governo Berlusconi, sono ormai troppo “sgamati”, e visto la posta in gioco così alta, potrebbero pensare anche di alzare il tiro.

Senza andare molto indietro nel tempo ripercorrendo i tanti esempi vissuti nella recente storia, basta solo ricordarne uno recente, la vicenda della parlamentare inglese JO COX, morta per mano di uno “squilibrato”, a pochi giorni dal voto sulla BREXIT.

renzi3La morte dell’attivista europeista è uscita in fretta dalla cronaca, senza che sulla vicenda si fosse ancora fatta piena chiarezza. La strategia del terrore è un vecchio arnese propagandistico utilizzato dal potere imperante e che torna spesso in auge soprattutto nei momenti di grandi difficoltà, quindi il rischio che si possa armare ancora la mano di qualche altro “squilibrato” non si può escludere del tutto.

I due referendum riguardano cose diverse ovviamente, anche se poi l’effetto del NO italiano alla Riforma, sarebbe molto simile alla BREXIT, entrambi destabilizzanti per i governi dei rispettivi paesi, il premier inglese Cameron infatti si è dimesso, e Renzi ha annunciato di fare altrettanto in caso di vittoria del NO.

Due referendum che rappresentano un intralcio al processo di “normalizzazione” in atto in tutta Europa. Un altro dei rischi che potrebbe inficiare la vittoria del NO in questa lunghissima campagna elettorale, potrebbe essere quello di una sorta di indifferenza che potrebbe aver colpito una gran parte degli italiani verso i pericoli che minacciano la Democrazia.

L’abuso della politica del “al lupo, al lupo” operata in questi anni, l’aver gridato al golpe in troppe occasioni in questi anni, potrebbe aver creato negli italiani una sorta di assuefazione al pericolo di autoritarismo, sottovalutandolo proprio in questo caso, quando i rischi sono invece reali.

La Costituzione per definizione serve ad UNIRE tutti i cittadini sotto un ombrello di regole e principi condivisi, indispensabili per la civile convivenza tra diversi. Questo è il motivo per il quale vanno approvate ricercando sempre il massimo delle adesioni, invece in Italia si è aperta ormai la vergognosa abitudine delle modifiche costituzionali a colpi di maggioranze, anche di quelle raccogliticce come quella attuale.

renzi_cabinet_with_giorgio_napolitanoOgni Governo crea la sua maggioranza per modificare a proprio uso e consumo la Costituzione, svuotandola così del suo valore coesivo, trasformandola paradossalmente nell’ennesimo elemento divisivo per gli italiani. Questa Riforma, ricordiamolo è saltata fuori dal cilindro di Napolitano come pure il Governo Renzi. Un governo affidato ad un non parlamentare, sorretto da una maggioranza trovata in un parlamento eletto da una legge elettorale dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, un Premier nominato dal primo Presidente della Repubblica rimasto oltre la scadenza del suo mandato, la prima ed unica eccezione in tutta la storia Italia. Modifiche fortemente viziate da “indirizzi o suggerimenti” dettati da gruppi finanziari stranieri come J.P. Morgan ed FMI e spinte da personaggi come Tony Blair, ex Statista inglese diventato poi guarda caso, “consulente di JP Morgan, e che piacciono da morire anche a gente come Marchionne (si, quello che paga le tasse in Svizzera) e l’ambasciatore americano.

Il sospetto avanzato da molti sostenitori del NO è quello che queste modifiche, per la precisione l’ormai famoso “combinato disposto” del SI e quel tipo di legge elettorale approvata, relegherà la volontà popolare al solo diritto di tribuna, rafforzando moltissimo invece il potere del Governo; con la modifica del Titolo V poi, su alcuni temi cruciali come l’ambiente, energia, turismo, si cancellerà il potere di controllo delle comunità locali, esautorando le Regioni ed i Comuni per accentrare le competenze tutte sul Governo centrale. In pratica la questione Bagnoli, lo SBLOCCAITALIA, commissariare un Comune come è successo a Napoli, diventerà ordinaria pratica di Governo, esponendo così i territori al saccheggio delle ultime risorse disponibili nel nostro paese, come Acqua, Aria e Patrimonio artistico-culturale, a vantaggio di multinazionali e gruppi finanziari internazionali quasi sempre sponsor più o meno occulti dei governi in carica.

renzi-zagrebleskyMa tornando a quel confronto televisivo su La7, ha evidenziato plasticamente la fotografia di due mondi diversi esistenti nel nostro paese, chiunque di noi può facilmente ritrovarli nei protagonisti delle chiacchiere al Bar, in famiglia o tra colleghi di lavoro. La pacatezza, la minuziosa preparazione e la visione prospettica delle argomentazioni del Prof. Zagrebelsky, apparse palesemente in difficoltà contro il pragmatismo, a tratti arrogante di Renzi, imbonitore sempre più epigone di Berlusconi, abile nelle sue semplificazioni fatte di slogan preconfezionati, tarati per colpire la pancia dei telespettatori. Un maestro di comunicazione nell’utilizzare espedienti retorici e populisti anti-casta, anche quelli ai limiti dell’aggressione bullista, non tanto ad evidenziare le ragioni del Si, troppo poco consistenti per reggere il confronto con quelle del grande costituzionalista, ma solo un continuo e sottile sbeffeggiamento dell’autorevolezza della figura di Zagrebelsky, con il chiaro intento di ottenere un indiretto indebolimento delle argomentazioni del professore

La parola CAMBIAMENTO ripetuta come un mantra ossessivo, è diventata ormai sinonimo di MIGLIORAMENTO, e la riflessione critica su come e dove sarebbe opportuno direzionare il pur necessario cambiamento, fatica a trovare il suo spazio. Sembra prevalere invece un’insensata smania di “fare comunque qualcosa”, un approccio di governo arrogante ed approssimativo bocciato da tutti gli indicatori macro e micro-economici, compreso l’aumento del debito pubblico, e che oggi arriva a voler modificare addirittura la Costituzione.

renzi4Unica nota positiva è stata quella di un Renzi non ha avuto il coraggio di ripetere le balle seriali che la Ministra Boschi invece ci ha propinato fino a ieri sui FANTOMATICI risparmi che la Riforma avrebbe dovuto portare, un millantato risparmio pari a 490 milioni di €uro, declassati immediatamente dalla Ragioneria dello Stato a poco più di 57 milioni. Non ha avuto nemmeno il coraggio di parlare degli altrettanto fantomatici effetti positivi sul rapporto Debito/PIL o l’aumento del rischio di terrorismo in caso di vittoria del NO farneticanti immaginazioni della Ministra Maria Elena. Comunque sia, ora basta con le banalità e i fuochi pirotecnici della dialettica da social, non importa sconfiggere Renzi, Roberto Benigni ne tantomeno Gigi D’Alessio, votiamo convintamente NO per difendere la Costituzione italiana, a maggior ragione ora, dopo che hanno approvato una legge elettorale come l’italicum, ennesima pessima legge elettorale che non ci permetterà di sceglierci chi è degno a rappresentarci, e che in associazione a questa Riforma del Senato, ci porterebbe se non a una dittatura, sicuramente ad una Post-Democrazia

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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  • O’ Gìld
    19 ottobre 2016 at 15:54 - Reply

    L’avvicinarsi della fine dell’avventura di Matteo Renzi alla guida del governo e del Paese che oramai è inevitabile pone, indipendentemente dai risultati del referendum, il quesito dei quesiti per eccellenza: “ci attendono ancora guide asservite alle banche con proclami indisciplinati, confusi ed incoerenti alla pinocchio-maniera oppure qualche polenta riscaldata dagli amici oltreoceano?”.
    Certo è che se veramente vogliamo “IL CAMBIAMENTO”, da lunedì 5 dicembre bisogna che ogni singolo cittadino si rimbocchi le maniche e in piena legittimità sia l’artefice del risanamento di questo lacerato e disgraziato paese.

  • Votiamo NO al nuovo “VENTENNIO” Renzi-JP Morgan
    24 ottobre 2016 at 16:42 - Reply

    […] Editoriale […]